RECENSIONE: “Matilde Cuore di Lupo” di Serena Vis

15388722_1031696583609128_1034498069_oSINOSSI:

Matilde Cuore di Lupo è la storia di una regina, di una guerriera, di una donna che ha saputo tener testa a Papi, Imperatori e guidare eserciti ma è anche una storia di fate, incantesimi e rapimenti. Prima della Regina Vittoria, prima di Elisabetta I, Matilde di Canossa ha scelto di vivere la sua vita liberamente, di governare senza l’aiuto o il sostegno di un uomo, di guidare un esercito. Di essere se stessa.

Muovendosi liberamente tra fantasy e storia l’autrice descrive la vita di una donna eccezionale e libera, di un’epoca selvaggia, di grandi uomini divisi tra aspirazioni celesti e brame terrene.


RECENSIONE (a cura di Mara):

Ogni volta che sto per iniziare una nuova lettura seguo una sorta di rituale: leggo la sinossi e contemplo per qualche minuto la copertina del romanzo pregustandolo e cercando di indovinarne la trama e le emozioni che mi trasmetterà. Quando mi sono imbattuta in “Matilde, Cuore di lupo” le mie aspettative erano piuttosto alte perché, avendo avuto la fortuna di visitare le “Terre di Canossa” e amando la storia, sono sempre stata affascinata dalla figura di Matilde.

In un’epoca in cui le donne erano relegate a posizioni di inferiorità e di scarsa importanza, lei si è distinta come un personaggio di grande spessore. Nel corso della sua vita ottenne diversi titoli e ricoprì moltissimi ruoli:  fu gran contessa, marchesa, potente feudataria, condottiera, Capitano della Chiesa, consigliera, mediatrice e molto altro.

“Matilde Cuore di Lupo”  è nello stesso tempo sia un romanzo storico sia di formazione dell’autrice e ci narra le vicissitudini di una sovrana dalla sua infanzia all’età matura, evidenziando il contesto storico in cui ha vissuto senza esasperarlo con criticità e problematiche. Il testo funziona anche perché sono stati inseriti elementi mistici che ne aumentano il fascino, l’aspettativa, e comunque non alterano  la credibilità storica della vicenda, invogliando così il lettore a proseguire nella lettura.

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opera di Anna Cigoli

Il titolo scelto dalla Vis è molto particolare e mi sono chiesta subito le ragioni di questa scelta. Avrebbe potuto benissimo intitolarlo Matilde di Canossa o in altri modi, invece proprio “Matilde, Cuore di Lupo”. Ve ne state chiedendo il motivo? La risposta appare chiara leggendo le prime pagine del libro:

“Tu devi essere coraggiosa – stava dicendo in quel momento la Signora – molto coraggiosa, il tuo cuore dovrà essere come il cuore di un lupo – e così dicendo accarezzò il grande animale nero che sedeva accanto a lei e che si protese a ricevere le sue carezze. Non per questo mi risultò meno letale: non avevo mai visto un lupo vivo così da vicino e di sicuro non ne avevo mai visto uno così grande né vivo né morto. – Perché proprio come questo lupo tu dovrai guidare il branco e proteggerlo. Il tuo cuore non dovrà conoscere la paura né l’esitazione. Vuoi avere un cuore di lupo Matilde?“

Si riconoscono nel lupo, quindi, la ferocia ma anche doti come la cura del proprio branco e il coraggio: caratteristiche chiave del personaggio di Matilde, così come ce lo presenta Serena Vis. Matilde è la protagonista incontrastata di tutto il libro e ci viene presentata come una donna dall’innata intelligenza, colta e fedele ai suoi principi. Vissuta in un periodo storico carico di tensioni tra continue battaglie, scomuniche e intrighi, seppe dimostrare una forza particolare e una spiccata attitudine al comando.

Il romanzo è narrato in prima persona e questo significa che sia gli eventi sia i sentimenti della protagonista hanno un unico punto di vista. Tuttavia, data la voluminosità dell’opera sarebbe stato meglio dare la parola a qualche altro personaggio,  se non altro per averne una visione più completa, una lettura a 360°. La presenza di un altro PoV avrebbe potuto rendere la trama più incalzante. Matilde appare una sovrana sempre molto attenta alle esigenze del suo popolo, che grazie a lei godeva di una ricchezza più ampia di quella di molti altri Stati vicini. Ha cercato in tutti i modi di proteggere la sua gente da inutili spargimenti di sangue, utilizzando la diplomazia come arma principale, nonostante lei fosse un’abilissima stratega.

“Perché il mio scopo in tutta quella faccenda, non era né sostenere il Papa, né sostenere l’Imperatore, bensì mantenere la pace. Avevo in orrore l’idea di un’altra guerra che avrebbe visto coinvolte le mie terre e la mia gente: sangue sparso, raccolti a marcire nei campi, orfani, vedove, donne violentate e uccise, bestiame sterminato, città depredate, campi incendiati,… questo significava la guerra. Poco importava per quale ragione venisse combattuta: alla fine questo era ciò che accadeva ed io avrei fatto il possibile per evitare di dovermi schierare e per proteggere tutte quelle anime che Dio mi aveva affidato. Questo era il mio compito, quello per il quale Dio mi aveva prescelta.”

Matilde è pienamente consapevole dell’importanza del ruolo della sovranità. Vive questo compito come una “missione”.  Il comportamento scorretto di un sovrano poteva ridurre in disgrazia tutto un popolo.

 “Un sovrano è per la sua terra come le radici di un grande albero: se le radici avvizziscono, ammalate, tutto l’albero ne risentirà e morirà.”

La sua vita fu tutt’altro che semplice e non le furono risparmiate umiliazioni, dolori e tradimenti. La Vis ci presenta una donna fondamentalmente sola, destinata a un matrimonio infelice con Goffredo il Gobbo, sulle cui spalle grava il peso della responsabilità per quelle terre che ha sempre amministrato da sola: fondamentale il sostegno della madre nei primi anni del suo regno. La sua ascesa al potere è stata tutt’altro che scontata; come terzogenita sarebbe rimasta nei retroscena della Storia, invece, il fato ha voluto che le cose andassero diversamente e che diventasse la figura storica che oggi conosciamo.

 “Tu hai un grande destino Matilde – rispose la Signora con calma –  non puoi immaginare nemmeno quanto. Cambierai il volto del mondo e sarai ricordata per molte generazioni a venire.”

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Elaborazione grafica di Andrea Parisi

La descrizione dei luoghi mi ha colpito molto. Brava l’autrice che ha saputo ricreare sulla carta in maniera realistica paesaggi e città dell’epoca. Il tempo ha decisamente mutato la geografia dei territori . La pianura padana oggi è ricca di strade, campi e prati mentre nel libro ci viene presentata come una regione molto boscosa, con pochi sentieri, difficili da percorrere a causa delle molti paludi. Grazie alla Vis scopriamo che sotto il dominio di Matilde sono iniziati i primi lavori di bonifica e di trasformazione del territorio .

 “Il luogo era stato bonificato per volere ed opera dei monaci: cosa avesse spinto il primo abate, Grottescalco, a stabilirsi in un luogo che era allora malsano e paludoso non riuscivo ad immaginarlo, in trent’anni però i monaci avevano completamente trasformato il paesaggio.”

Il luogo più caro a Matilde è Canossa, l’unico nel quale lei si sentiva veramente a casa e a proprio agio. Ci viene descritto come un castello su una zona montuosa e inespugnabile. I riferimenti alla natura e ai paesaggi circostanti sono molto frequenti nel testo. L’autrice ci tiene a richiamare l’attenzione su quelle difficoltà quotidiane che la gente del posto è costretta a risolvere. Sia che si tratti di vita campestre sia cittadina, la Vis ci mette di fronte a un quadro generale di problematiche non indifferenti per l’epoca, (interessante la descrizione del passaggio attraverso le Alpi, per esempio).

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Il libro si presenta piuttosto voluminoso e la storia è molto accattivante ma la lettura richiede impegno e attenzione. Nel testo troviamo numerosi riferimenti a persone, luoghi e avvenimenti realmente esistiti oltre che accaduti. Indubbiamente il lavoro di ricerca e ricostruzione del periodo è stato meticoloso, quasi una cronistoria degli eventi.  Complimenti alla Vis che è riuscita a gestire una trama molto articolata e complessa, non perdendo mai il filo del discorso e senza mai risultare vaga o banale. La presenza di altri personaggi storici, colpi di scena e capovolgimenti delle situazioni arricchiscono la trama e riescono a incollare  quel lettore curioso alle pagine.

Il lessico è molto curato, nel linguaggio utilizzato compaiono spesso dei latinismi e dei vocaboli che oggi sono ormai desueti. Per quanto, personalmente, trovi affascinante questa scelta, in quanto mi fa sentire maggiormente partecipe nella vicenda, temo però che tale decisione possa rivelarsi un’arma a doppio taglio (a causa anche della lunghezza del testo), in quanto complica la lettura a un lettore meno avvezzo a certune terminologie. Al termine di ogni capitolo troviamo note esplicative che aiutano la comprensione dei vocaboli, usi, costumi e riferimenti vari. Forse sarebbe stato meglio introdurre tali note a piè pagina per una più semplice consultazione perché spesso i capitoli sono davvero molto lunghi.

In conclusione, ho apprezzato questo romanzo. La Vis ha saputo rendere onore a un personaggio che risulta completo nelle sue sfaccettature ma soprattutto è reale e umano, in quanto ne vengono descritti gli innumerevoli pregi ma anche le debolezze e i difetti, cosa che rende Matilde molto più vera. Il periodo storico cui allude è senza dubbio uno dei più affascinanti ma anche tra i più complessi  e l’autrice è riuscita a narrare le vicende con una meticolosità e puntigliosità senza mai sfociare in un linguaggio accademico che potrebbe ricordare un testo di studio  e non un romanzo. Le sue descrizioni sono talmente vivide che  appaiono quasi visibili con la mente. Un aggettivo che sceglierei per riassumere l’impressione che ho avuto di questo romanzo è “realistico”. Il fatto poi di leggere le gesta di un personaggio “nostrano” ci avvicina alla nostra Storia, che ha avuto molti momenti di oscurità ma anche di grandi glorie.

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Leggere questo libro è stato stimolante e grazie a Serena Vis ho imparato moltissimo sull’epoca, è riuscita ad appassionarmi, e ha saputo incuriosirmi a tal punto che mi piacerebbe saperne di più! Trovo che questo sia un enorme pregio del romanzo che non solo aiuta la diffusione della cultura ma incrementa anche la sete di conoscenza. In sostanza ne sono molto soddisfatta.

Al lettore che si accinge alla lettura suggerisco di non spaventarsi dal numero di pagine ma di proseguire perché è un libro a cui ci si appassiona a mano a mano. Romanzo, quindi, consigliato agli appassionati di storia e del medioevo, ma anche a chi è semplicemente curioso e desidera conoscere meglio il nostro territorio e le glorie di cui è stato l’indiscusso protagonista.

firma

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Realizzazione grafica di Anna Cigoli


BIOGRAFIA:

 Nata a Milano ma trasferitasi sulle rive del Po all’età di cinque anni Serena Vis è da sempre innamorata delle terre basse fra il Grande Fiume e le colline, delle quali è originaria la sua famiglia. Tra i suoi primi amori si annoverano la storia, l’arte e la letteratura, passioni che le mantengono accesa la vita. Trascorre gran parte delle ore di veglia leggendo e il tempo che rimane è dedicato, non equamente, alle attività necessarie a vivere, al compagno, alla famiglia e agli amici. Sogna di trasferirsi in collina e intanto scrive.


LINK PER L’ACQUISTO:

https://www.amazon.it/dp/B01N8R9WXK/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1483825458&sr=8-1&keywords=matilde+cuore+di+lupo

 

 

 

 

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13 pensieri su “RECENSIONE: “Matilde Cuore di Lupo” di Serena Vis

  1. Bellissima recensione di un’opera che promette solo che bene! In epoca di “Medici”, le più grandi personalità storiche italiane meritano di rivivere grazie al lavoro dei nostri scrittori.
    Grazie a Serena Vis per aver dato voce ad una grandissima donna, dal cuore di lupo, e grazie a voi per la recensione.

    Mi piace

  2. Bellissima recensione!! Anche io amo conoscere le storie delle figure storiche più importanti, se poi sono “romanzate-ma-non-troppo”, ovvero rimangono verosimili, le adoro proprio!!! Uno dei miei preferiti è “Vita di Eleonora d’Arborea, principessa medievale di Sardegna” di Bianca Pitzorno.
    Mi segno questo titolo (peccato per le note a fine capitolo, solitamente le preferisco sempre a pié di pagina, altrimenti mi tocca usare due segnalibri), spero di riuscire a leggerlo presto!

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