RECENSIONE: “Magnetico inganno di lei” di Barbara Dotti-Ed. Croce

16684456_1088591284586324_1359319809_nSINOSSI: 

Nella redazione di un magazine, il Tea-House, le vite di dieci personaggi, apparentemente lontane l’una dall’altra, si intrecciano e le ansie, le paure e gli errori del passato, si trasformano in fantasmi che tormentano il loro presente. I protagonisti del romanzo, perfettamente incastrati all’interno della trama, mostrano crudamente la meschinità dell’essere umano e dei suoi intenti, svelando, a poco a poco, che nessuno è realmente come appare. Un gioco perverso in cui, alla fine, vince chi perde. In una Roma che, nella sua candida alterigia, tenta di nascondere gli inganni celati dietro la vita dei tanti, rivela quelli di lei, che si immola in nome della verità. Relazioni torbide, violenze e passioni sottaciute, fanno del romanzo un edificio narrativo costruito ad arte e, nello stesso tempo, consegnano al lettore le chiavi per poter entrare in un labirinto psicologico in cui è facile perdersi.


RECENSIONE:

Mi trovo di fronte a un romanzo che, devo ammetterlo, è originale nella sua asprezza. Una lettura diversa dai soliti cliché, perché non ha freni, non ha remore di sorta. Una storia che si evolve con una certa scioltezza, pagina dopo pagina, e che incastra quei pezzetti di vita frammentaria che i protagonisti portano avanti nonostante tutto, come un puzzle appena cominciato. Credo che il paragone sia azzeccato. Leggendo Magnetico inganno di lei, mi sono figurata la lettura proprio come un bel puzzle da completare. Tra le pagine di questo libro scorrono le vite, all’apparenza lontane l’una dall’altra, di uomini e donne ognuno con il proprio carico di problemi, con i propri interessi, con le proprie relazioni. Un intreccio di quotidianità che scopre il suo nucleo all’interno di un giornale: la redazione del TeaHouse. All’inizio ho trovato difficile memorizzare i dieci personaggi e raccapezzarmi tra gli eventi, perché l’autrice passa da una storia all’altra con velocità: i paragrafi sono corti, ti danno giusto lo spunto per capire cosa sta succedendo. Solo alla fine ti rendi conto di come tutto sia correlato, concatenato. Ho trovato crudo e diretto il modo di descrivere la vita, i personaggi che, con le loro paure, le loro ansie e i loro segreti, tratteggiano una realtà cupa, a tratti cinica ed egoistica. Così come sono esasperate le relazioni: si parla di legami incestuosi, di coppie “scoppiate”, di sordide relazioni quasi al limite dell’indecenza.

Bianca aprì la porta d’ingresso silenziosamente (…) Tolse i vestiti man mano che percorreva il corridoio. Aveva voglia di stringersi alla sua donna. Sentire il calore del suo corpo riscaldarle i seni, le cosce, la schiena.

Bianca Estate è una delle protagoniste del romanzo. Ha una relazione con Rosa Emilia. Il loro rapporto è intenso, voluttuoso. Ma c’è qualcosa che intorbidisce i loro sentimenti…

Massimo era già impeccabile nella sua camicia bianca con le maniche rimboccate fino ai gomiti e la cravatta azzurra, seduto alla scrivania.(…) Aveva rinunciato a una romantica cena con la sua compagna. Aveva deluso la sua compagna. Tuttavia, il risultato dei suoi sacrifici lo soddisfaceva a pieno. Il giornale, lo sapevano entrambi, doveva avere la priorità assoluta. (…) Avevano affidato la loro vita e la loro storia d’amore a dei fogli di carta.

Massimo Verde è il direttore del Tea-House, fidanzato con Elena, infermiera. L’ho trovato un personaggio troppo “normale” considerate le persone che gli ruotano intorno. A tratti poco credibile, un po’ melenso, soprattutto in questo amore sdolcinato per la sua donna…

Sofia si sentì ferita nel profondo, pensava di essere rimasta sola in quella grande città, che nessuno potesse aiutarla, sostenerla. Tutti quei sacchi pieni di vestiti e nessuno per cui indossarli.

Lei è il personaggio più insicuro del romanzo. Sofia. La incontriamo subito nelle prime pagine ed è l’ultimo con il quale dobbiamo fare i conti. Vulnerabile, forse troppo. Ho provato pena per lei. Giovane, giovanissima, ma pronta a “sacrificarsi” in nome di quella giovinezza che è fatta di rose e pungenti spine…

Edoardo era adirato, ma cercò di mantenersi calmo. Odiava quel tipo di comportamento, l’incomunicabilità. Riteneva il silenzio uno stato primitivo e non una dote per il quieto vivere.

Edoardo è, con Giorgio, il personaggio che ho disprezzato di più. Fingersi integerrimi e con un quoziente intellettivo superiore alla media, non fa di loro uomini di cui essere fieri: anime macchiate fin nel profondo, annerite da un’insana passione, disonesti con se stessi, corrotti e corruttibili fin nel midollo…

Camilla osservò la figlia (…) Si mise in piedi e si diresse verso la finestra. Sembrava non voler smettere di piovere. Quei giorni grigi e ventosi la stavano annientando. Viveva una vita di errori. Una storia d’amore di seconda mano, dove lei non era altro che una vittima consenziente. Tuttavia avrebbe preparato una cena perfetta per il suo carnefice e gli avrebbe sorriso mentre lo serviva. Tutto mentre veniva denigrata. Maltrattata.

Ecco, a mio avviso, il personaggio più umiliato e bistrattato del romanzo. Camilla, moglie di Edoardo. Una donna che “sopravvive” circondata dall’ipocrisia dei suoi cari, che è umiliata dai silenzi e dalle bugie taciute, eppure tangibili tra le mura della casa in cui vive. Una donna che subisce l’angheria più deprecabile che questo mondo ha da offrire. Il suo tacere non è forza, non è nemmeno orgoglio, lei accetta senza battere ciglio ciò che la vita le ha riservato senza sfumature…

In mezzo alle storie di questi protagonisti, mi sono chiesta spesso se la scelta di descrivere una Roma sempre assediata dalla pioggia fosse casuale o mirata. La pioggia e il vento che permeano il romanzo fanno un po’ da contrafforte alle dieci storie narrate: una pioggia che tenta di lavare via le impurità che affiorano dalle meschinità dell’animo umano, così come il vento che spazza e ripulisce strade, androni e giardini, cercando di ridare un lustro a una città chiusa in se stessa. In conclusione, Magnetico inganno di lei, è un libro che non si può proprio leggere a cuor leggero. È crudo, diretto, è bianco e nero. Non ci sono zone d’ombra, non c’è spazio per l’immaginazione. Ogni cosa è raccontata con uno stile asciutto, forte, neanche tanto semplice a dire il vero, una violenza all’anima per me. C’è chi lo ha definito “Terribilmente incantevole”. E forse lo è.

simonamobile


BIOGRAFIA DELL’AUTRICE:

Barbara Dotti è nata a Roma. Laureata in Lettere, ha conseguito un dottorato di ricerca in Letteratura comparate, occupandosi prevalentemente dell’opera in versi di Michail Kuzmin. Successivamente si è trasferita a Londra dove ha dedicato una particolare attenzione ai gender studies, approfondendo la prosa di Elizabeth Gaskell e di Virginia Woolf. Appassionata di romanzi a firma femminile, nell’ultimo periodo i suoi interessi si sono mossi verso la comparazione fra le poetesse italiane e quelle in lingua inglese, in particolare Vittoria Colonna, Veronica Gambara e Christina Rossetti. Vive tra New York, Milano e Mosca e lavora come interprete per un’agenzia internazionale.


LINK ACQUISTO IBS: https://www.ibs.it/magnetico-inganno-di-lei-libro-barbara-dotti/e/9788864022499

LINK SCHEDA LIBRO EDIZIONI CROCE: http://www.edizionicroce.com/libro.asp?idlibro=705

Simona

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