Recensione: “Quasi quasi ti amo” di Deborah Fasola

Buon pomeriggio, oggi vi presento la recensione del romanzo di Deborah Fasola “Quasi quasi ti amo”

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Come reagireste se vi dicessero che siete diventati gli eredi di un castello? È quello che succede ad Anna Doyle quando viene contattata da un notaio che la informa della prematura morte del padre che non ha mai conosciuto, e dell’ingente eredità che le ha lasciato. Seppur con reticenza, Anna fa i bagagli e parte per la Scozia credendo di riuscire in pochi semplici mosse a sbarazzarsi dell’ingombrante eredità per intascare i soldi e tornare in Italia, peccato che si troverà a fare i conti con una realtà alquanto scomoda. A quanto pare, infatti, lei non è l’unica erede del castello, che è anche uno degli hotel più rinomati di Dornie, una pittoresca cittadina vicina all’isola di Skye. Si troverà così nel bel mezzo di un’avventura insolita e stravagante, tra un ragazzo misterioso e dei bizzarri fantasmi scozzesi ai quali proprio non riesce a credere. Chi è realmente Kaiden e quali son le sue vere intenzioni? Selvaggi come il vento della Scozia, irriverenti e divertenti, Kai e Anna avvicineranno pericolosamente le loro vite sino a legarle o ad allontanarle per sempre. Una commedia romantica, magica e divertente, avvolta da una meravigliosa cornice Scozzese.


Recensione a cura di Simona

Ci sono dei momenti in cui si ha proprio voglia di una lettura fresca, leggera, poco impegnativa, ma non per questo priva di valore. “Quasi quasi ti amo” della Fasola mi è letteralmente piovuto tra le mani in un momento, lo ammetto, che necessitava di un po’ d’evasione.

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La prima impressione che ho avuto e che mi ha accompagnata per tutta la lettura è stata la sensazione di deja-vu con un vecchio film del ‘88: Hight Spirits, Fantasmi da legare, con il bravissimo Peter O’Toole, i giovanissimi Steve Guttenberg e Daryl Hannah, la brava Beverly d’Angelo e il grande Liam Neeson. La differenza è stata la location: irlandese per il film, scozzese per il romanzo della Fasola. Per il resto ritroviamo un castello/hotel decaduto, un proprietario che si rifiuta di cedere la propria quota di proprietà, un parapsicologo con moglie in cerca di attenzioni e due figli burloni, una nonnina rintanata nell’ala più sporca e desueta del castello che chiacchiera amabilmente con il fantasma del defunto marito. E, allo stesso modo, sarà lei a mettere Anna nella giusta direzione, alla fine, così come accadde a Jack Crawford nel film.

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Ci ritroviamo, inoltre, di fronte a “finti fantasmi” magistralmente ricreati dal team dell’hotel come attrattiva per i turisti, laddove le sorti del maniero si basano e si fondano da quando il padre di Anna è deceduto, lasciando a lei, unica erede, unica figlia mai conosciuta, tale patrimonio.

Permeano il romanzo una sottile ironia e alcune situazioni divertenti. Leggero, simpatico, ben strutturato e dal linguaggio pulito il libro si legge con piacere e in poco tempo. Superflue a mio avviso alcune elucubrazioni della protagonista che spesso si ripetono, togliendo fluidità alla trama, così come alcuni dialoghi un po’ scontati.

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Azzeccatissima l’idea del fidanzato lussurioso, che esce un po’ dagli schemi, perché no? Così come la suggestione tangibile o meno, che il castello sia infestato. Cosa mi ha spinto a leggere “Quasi quasi ti amo”? Oltre alle ragioni che ho citato all’inizio, prevale il forte attaccamento che ho per quella terra aspra e selvaggia, una terra che ha tanto da raccontare così come da mostrare, d’ineguagliabile bellezza e orgogliose radici.

E proprio perché conosco la Scozia mi sarebbe piaciuto leggere qualche dettaglio in più su usi e costumi, o rivivere il lento scorrere del tempo che contraddistingue la vita tra i pescatori e gli allevatori, perdermi tra distese di erica o affacciarmi sul mare sferzato dai venti gelidi del nord. Mi sono mancate tali descrizioni. Personalmente avrei scelto una narrazione in terza persona perché mancano alcune sfumature che dal punto di vista di un unico personaggio, faticano ad arrivare. Sarebbe stato bello leggerlo a 360°, ma questo è solo il mio giudizio personale. Lo trovo adatto anche alla narrativa per adolescenti perché fa sorridere e sognare. Ringrazio Deborah per avermi concesso ore di serenità e relax!

simonamobile

Potete acquistare il romanzo su Amazon.

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4 pensieri su “Recensione: “Quasi quasi ti amo” di Deborah Fasola

  1. Adoro queste letture che ti fanno evadere dalla realtà per vivere qualche ora piacevole all’insegna di romanticismo e delle sane risate ❤ Ne terrò conto per una futura lettura 🙂 ❤

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