Recensione: “Alla deriva” di Maria Messina- ed. Croce

Buon pomeriggio, oggi vi presento la recensione del romanzo di Maria Messina: “Alla deriva” (edizioni Croce)

ed.Croce giveaway del 30gennaio2017Sinossi:

Alla deriva viene pubblicato per la prima volta nel 1920, anno in cui l’autrice riscuote un discreto successo letterario e che sancisce il suo ingresso nel mondo delle lettere. Marcello Scalia è un siciliano emigrato in Toscana per completare i propri studi universitari. Qui diviene “discepolo” del professor Montebello, venerato quasi come un profeta e si innamora di Simonetta, figlia dell’accademico, dalla quale viene inaspettatamente ricambiato. Laureatosi e avendo ottenuto la mano della ragazza nonostante la disapprovazione del “Maestro”, che avrebbe preferito darla in moglie al ben più ricco e determinato Angelo Fiore, Marcello accetta un posto di lavoro come insegnante nelle Marche, sebbene egli aspiri alla libera docenza e a diventare prolifico autore di dissertazioni come il suo mentore. Frustrato da un lavoro che non lo soddisfa, da un’ispirazione altalenante e dal desiderio di dare alla moglie tutti gli agi, Marcello vede a poco a poco crollare le sue speranze e il proprio matrimonio incrinarsi sotto il peso della propria inadeguatezza, con una moglie sempre più inappagata nel suo ruolo di subalterna nella vita e nel cuore del marito.


Recensione

Tra i diversi libri che ho letto, “Alla deriva”, della bravissima, ma poco nota scrittrice Maria Messina, mi ha fatto provare emozioni contrastanti velate di tristezza, in un susseguirsi di amarezze che mi hanno accompagnato fino all’ultima pagina. Ma procediamo per gradi.

Il protagonista della storia è Marcello Scalia, giovane siciliano di umili origini, che si trasferisce in Toscana per terminare gli studi universitari con la speranza di un ” buon avvenire”. Grandi potenzialità,  pochi spiccioli in tasca. Diventa allievo del famoso Professor Montebello, da tutti venerato come “il Maestro”, che vive nella maestosa “Villa Molly” insieme con l’unica figlia: Simonetta.

logoEdCrocegiveaway30gennaio17

Timido e riservato, Marcello, conscio del suo stato sociale di gran lunga inferiore al suo compagno di studi, il ricco e borioso Angelo Fiore, non si accorge dell’interesse che Simonetta nutre per lui. Oltretutto si palesa, ai suoi occhi, la segreta speranza che il Professore ripone, ahimé, sul giovane rampollo della benestante famiglia Fiore, ossia divenire suo genero. Il vero fine si nasconde in sotterfugi e silenzi sulla verità: sebbene ostenti una vita agiata e ricca di lussi, il dotto uomo è ricoperto dai debiti, non dispone di alcuna dote per la figlia e presto sarà costretto a vendere la villa, situazioni di cui la figlia è completamente all’oscuro. Ma la sorte sembra sorridere a questo giovane siciliano emigrato in Toscana: egli, infatti, si laurea a pieni voti, Simonetta gli dichiara timidamente il suo amore,  e nonostante la disapprovazione del padre, si sposano. Dopo il viaggio di nozze in Sicilia, la coppia si stabilisce nelle Marche dove Marcello ha accettato un posto come insegnante, sebbene nutra la speranza  di divenire un libero docente nonché  prolifico autore.

La vita sembra procedere per il meglio, ma Marcello non riesce ad assaporare la gioia del matrimonio nonché  la fortuna di avere una bellissima moglie che lo ama incondizionatamente. Convinto di non meritarla e che lei desideri una vita agiata, trascorre le intere giornate tra il lavoro e lo studio, lasciandola sempre in solitudine, spesso tra le lacrime.

È un rapporto  che si trascina per l’incapacità di entrambi di parlare, chiarirsi, esprimere i loro reali sentimenti. In questa palese infelicità, Simonetta scopre di aspettare un bambino, ma neppure questa notizia reca gioia in Marcello,  costringendola a prendere la decisione di ritornare dal padre. Solo allora si rende conto, quasi con orrore, di essergli uguale: autoritario e incapace di amare.
Quando, ormai solo, si ammala, Simonetta, affranta, corre da lui e nel riappacificarsi capiscono quanto tempo abbiano perso in quei silenzi diventati muri insormontabili. Ma, ancora una volta, la gioia è destinata a durare poco: il bambino nasce prematuro e Simonetta muore, non prima di aver pregato il marito di crescere il frutto del loro amore. Incapace di sopportare la vita senza la donna amata, affida il bimbo alle cure della sua famiglia, in Sicilia, e si arruola come volontario per la Grande Guerra.

“Il suo volto aveva, nella luce dell’alba, il verdastro pallore del naufrago sbattuto alla deriva”.  Cit.

Questa storia ci accompagna verso una grande riflessione, ossia quanto sia importante godere appieno delle piccole gioie che la vita ci regala, perché soltanto in questo modo possiamo davvero essere felici.

Si nota, a mio avviso, l’influenza letteraria del Verga.

 


Biografia

Maria Messina nasce a Palermo nel 1887 da Gaetano, ispettore scolastico, e da Gaetana Valenza Trajana, esponente di una famiglia baronale, originaria di Prizzi. I continui trasferimenti del padre costringono la famiglia a spostarsi con frequenza, prima a Messina, quindi a Mistretta, poi in Toscana, in Umbria, nella Marche e a Napoli.

Iniziata alla scrittura dal fratello Salvatore, che ne aveva intuito il talento, ottiene la notorietà con la pubblicazione di Pettini-fini (1909) e Piccoli gorghi (1911), raccolte di impronta verista che le valgono la stima di Giovanni Verga, col quale intraprende una fitta corrispondenza.

Gli anni ’20 sono quelli del successo letterario, ma anche quelli del peggioramento di una grave malattia che le toglie gradualmente la possibilità di scrivere. Tornata in Toscana, muore a Pistoia nel 1944, dimenticata da tutti. Il 24 aprile 2009, grazie all’interessamento del comune, le sue spoglie mortali sono ritornate a Mistretta, considerata come una sua seconda patria.

Oggi le sue opere, tradotte e apprezzate all’estero, sono tornate argomento di studio e di dibattito.

HA PUBBLICATO CON EDIZIONI CROCE I SEGUENTI LIBRI:

·  Alla deriva

·  Le pause della vita

Potete acquistare il romanzo sul sito della casa editrice e su Amazon

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4 pensieri su “Recensione: “Alla deriva” di Maria Messina- ed. Croce

  1. Solo la recensione mi ha straziata… Non so se ho il coraggio necessario per affrontare una lettura del genere… Bellissima di certo, ma per i contenuti leggermente pesante per i cuori romantici e deboli come il mio T_T ❤

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