Recensione: “Una maschera sul cuore” di Simona Busto

Buon pomeriggio! Oggi vi presento la recensione di un romanzo new adult ambientato nella mia cara vecchia Milano: “Una maschera sul cuore” di Simona Busto.

15748325_1049680331810753_423384754_oSinossi:

Christian Lobianco è un giovane attore italo-americano che sta vedendo la propria carriera giungere a un prematuro tracollo. Per ovviare al problema accetta un ruolo impegnativo e drammatico, che potrebbe portarlo di nuovo sotto le luci della ribalta. Per spingerlo a entrare nel ruolo di un giovane operaio in tempo di crisi, il suo agente lo obbliga a recarsi a Milano, dove è meno facilmente riconoscibile, e rimboccarsi davvero le maniche nel reparto produttivo di una fabbrica.
Eva Castelli ha solo vent’anni, ma la vita l’ha già obbligata ad abbandonare qualsiasi sogno. Le resta una sola passione, quella per il canto, coltivata con fatica e sacrificio.
Entrambi indossano una maschera che cela sentimenti e aspirazioni. La passione che li infiamma sin dal primo sguardo minaccia di ridurre in cenere i travestimenti che li proteggono.
Vale la pena scoprire il vero aspetto delle loro anime? Quando la maschera sarà svanita in una nuvola di fumo, scopriranno di potersi amare e o resteranno delusi dalle reciproche fragilità?
Nel grigio freddo della Milano invernale, due ragazzi impareranno a scoprirsi.


Recensione a cura di Mara

L’estate è finalmente arrivata e siamo nel mese in cui generalmente si fanno gli ultimi preparativi per le vacanze, desiderosi di prendere in mano la valigia per lasciarsi alle spalle  i problemi di tutti i giorni. Girando per le librerie, gli scaffali sono colmi di letture ambientate in luoghi esotici e lontani. E siccome io sono una persona originale che deve distinguersi, ho deciso di leggere “Una maschera sul cuore” di Simona Busto, un romanzo ambientato nella “esotica e selvaggia” Milano.

Il titolo mi ha incuriosito da subito perché, essendo appassionata di teatro, ha rievocato ricordi delle famose opere di Pirandello e alcune sue citazioni famose. Per quale motivo l’autrice ha scelto questo titolo particolare? I protagonisti della storia, Eva e Christian, sono apparentemente due ragazzi qualunque di vent’anni che lavorano in un’anonima azienda del milanese. In loro c’è molto di più di quello che traspare  e per motivi ben diversi, nascondono il loro vero io. Spesso le maschere, però, sono fragili come il vetro e prima o poi  vanno in frantumi, solo allora la realtà appare chiara ai nostri occhi.

“Davanti a lui tutte le mie barriere cedevano, e la maschera di cera si scioglieva fino a liquefarsi.”

Eva e Christian sono due personaggi estremamente complessi: l’autrice è stata molto abile nel farci conoscere la loro storia in modo graduale e a evidenziarne l’aspetto psicologico. Il passato ha lasciato delle cicatrici indelebili nella loro vita che, pur essendo ancora molto giovani, sono stati messi duramente alla prova dalle esperienze che hanno vissuto.

Eva non è come tutte le sue coetanee  e non ha potuto godersi la spensieratezza tipica dell’adolescenza perché sulle sue spalle gravava già da diverso tempo il peso enorme delle responsabilità, forse troppe per una ragazza di soli vent’anni. Ho ammirato molto Eva: ha accettato stoicamente quello che il destino le ha messo davanti senza mai lamentarsene. Ha rinunciato agli studi e da anni lavora ogni giorno in una azienda di Milano per aiutare la famiglia che ha difficoltà economiche, ma il coraggio non le manca, e nonostante tutte le avversità non si abbatte e lotta per realizzare i suoi sogni.

Ma è alla sera, in un locale molto frequentato sui navigli, che Eva si toglie finalmente la maschera della timida e introversa ragazza, quando infatti veste i panni della cantante sexy  di un gruppo musicale composto da ragazzi pieni di talento e di speranze.

“I fasci di luce vagarono ancora, a confondere gli spettatori e quasi a stordirli, per poi posarsi su un corpo femminile seduto con sensualità su uno dei tavoli accanto al palco. Spalancai gli occhi: il corpo di quella ragazza era un invito al peccato, la sua bocca appena sporcata dal rossetto perlaceo sembrava un bocciolo pronto a schiudersi. La  osservai scendere agilmente e correre fino al palco, le curve armoniose avvolte in una tuta che la rendevano ancora più sexy. Quando si voltò, i suoi occhi parvero fissarsi dritti nei miei, per trafiggerli.”

Christian è (apparentemente) il nuovo operaio assunto nella stessa ditta in cui lavora Eva. È indubbiamente un ragazzo affascinante, ma il suo atteggiamento, spesso  spavaldo, attira le antipatie dei colleghi e in Eva provoca un turbine di emozioni contrastanti.

In apparenza Christian è il classico ragazzo che sarebbe meglio non frequentare. Molto misterioso, sfuggente e chi gli sta attorno intuisce che sta nascondendo qualcosa e che non è del tutto sincero. È attratto da Eva sin dal primo momento in cui la incontra e la relazione che si instaura tra loro è forte, passionale e profonda, ma rischia di essere rovinata dalla maschera che Christian indossa.

“Sentii le sue mani staccarsi dalle spalle per cingermi i lati del volto. Erano sottili ma forti,rese appena un po’ ruvide dal  duro lavoro a cui era stato sottoposto nell’ultimo mese. Percepivo il calore che emanava da quel tocco fermo e delicato insieme. Accostò il mio viso al suo, attraendomi a sé in un gesto irresistibile. Labbra morbide si posarono sulle mie, le sfiorarono, poi s’impossessarono della mia intera bocca. Il bacio fu rude, esigente e imperativo, ma infinitamente coinvolgente. Dimenticai perché fossi lì. Dimenticai Federico e perfino il mio stesso nome. Esistevano solo quelle labbra che mi divoravano e quelle mani sulle mie guance che mi penetravano dentro come un fuoco vivo.”

Christian non è un semplice operaio, ma un attore italoamericano, la cui carriera è a rischio a causa di un passato di eccessi e di problemi di ogni genere. Ha una sola possibilità per riscattarsi: venire in Italia,non rivelare a nessuno la sua identità e fingere di essere un uomo qualunque per poter così interpretare magistralmente quel ruolo che potrebbe riportarlo tra le stelle di Hollywood.

Provo sentimenti contrastanti nei confronti di questo personaggio: non posso dire di averlo adorato, ma nemmeno che non mi sia piaciuto. È un ragazzo che ha in sé sia lati positivi, essendo di indole generosa e molto passionale, sia  molti difetti: è arrogante, cinico e strafottente e spesso non si ha una chiara motivazione per questi suoi comportamenti (per cui non mi stupisce che risulti per le persone una persona poco gradevole). Io credo che in realtà questo suo modo di fare discutibile sia l’ennesima maschera che Christian indossa  per uscire da situazioni sgradevoli e per nascondere certe sue debolezze.

“La spacconeria e la rabbia erano sempre state la mia via d’uscita quando mi ero trovato chiuso in situazioni troppo difficili. Certo era una comoda scappatoia, ma quel genere di reazione era divenuta ormai il mio modo di essere, da una vita. Dovevo solo stare attento a non farmene dominare.”

Anche Christian ha un passato alle spalle molto toccante, ma a differenza di Eva, la sua caratterizzazione mi è sembrata meno dettagliata, forse avrei preferito un maggior approfondimento del suo background e sulle motivazioni che lo hanno spinto  verso tanti eccessi.

Attorno a Christian ed Eva troviamo numerosi personaggi secondari tra cui Federico, amico d’infanzia e segretamente innamorato di lei. L’ho detestato e anche se comprendo il perché dei alcuni atteggiamenti, l’ho trovato estremamente soffocante nei confronti di Eva.. Altri personaggi che ho tollerato poco sono i colleghi di lavoro  che hanno cercato in tutti i modi di rendere la vita impossibile a questi due ragazzi. L’ambiente di lavoro in quell’azienda grigia e anonima è soffocante, glaciale e per certi versi crudele.

“La fabbrica si stagliava grigia contro lo sfondo di un turchese intenso. Mi lascia sfuggire un fischio basso e modulato: era enorme. Nei mie venticinque anni di vita non avevo avuto occasione di vedere spesso delle aziende produttive di grandi dimensioni. Senz’altro negli Stati Uniti c’erano complessi molto più estesi, ma quello che mi si presentava davanti agli occhi era comunque piuttosto impressionante. Come uno schiaffo alla campagna che le circondava, le ciminiere dei reparti fonderia ferivano il cielo con alte colonne di fumo nero. Per un attimo ebbi la sensazione di soffocare.”

Non augurerei al mio peggior nemico un posto simile e purtroppo temo/credo che sia la realtà che si respira in molti posti di lavoro oggi. Del resto con la crisi economica che c’è si sopporta di tutto anche se si è sfruttati perché si è consapevoli delle difficoltà nel trovare un posto alternativo.

Altra protagonista del libro è Milano, una città che ci viene presentata con i suoi pregi e difetti. La Busto conosce bene questa città e ci descrive il degrado e la pericolosità dei quartieri di periferia, ma anche le atmosfere decisamente più frizzanti e alla moda del centro e dei navigli. Mi è piaciuta molto questa descrizione della città  che è davvero realistica ed è stato curioso trovare riferimenti a posti e locali che mi è capitato e mi capita di frequentare (come il cinema multisala di viale Certosa). Milano generalmente è la città fredda e ricca di smog dove tutti corrono e non c’è spazio per i sentimenti, ma la penna della Busto riesce a cogliere anche l’aspetto romantico e a volte misterioso di questa città. Milano è agrodolce così come lo è la storia e la trama del libro: momenti romantici e molto dolci si scontrano con una realtà spesso aspra e la vita non ci viene presentata mai come rosea, ma come un percorso che ci pone davanti grosse sfide al termine delle quali però è possibile trovare la felicità.

Il romanzo è scritto in modo fluido, i paragrafi sono brevi e l’alternanza del pov  (a mio avviso gestita molto bene) di Eva e Christian ci permette una visione a 360 gradi di tutta la storia e una maggiore immedesimazione negli eventi. È una lettura davvero veloce e cattura il lettore, nonostante ci siano  alcuni dettagli che mi hanno lasciato un po’ perplessa. Mi è sembrato poco credibile infatti che un attore americano famoso possa passare così inosservato e non essere riconosciuto, anche se si è trasferito in Italia, e che un attore riesca ad adattarsi così velocemente alla dura vita dell’operaio a Milano mi è parso ancora più strano. Un’altra cosa che mi ha poco convinta è il nome che utilizza Christian in Italia. Mi spiego meglio: lui si trasferisce a Milano fingendo di essere un operaio di origine serba e dichiara di chiamarsi Tommasi di cognome? Onestamente mi fa pensare più a un origine piemontese che serba per cui se fossi stata l’autrice avrei scelto delle generalità differenti.

Sono tutte perplessità che non tolgono il gusto nella lettura che è molto gradevole, ti regala qualche ora di evasione dalla realtà. È una lettura che mi ha fatto riflettere  su quanto poco a volte conosciamo delle persone che ci stanno attorno (perché in fondo tutti noi indossiamo una maschera).

“Una maschera sul cuore” è un libro passionale, in grado anche di offrire una visione realistica della vita, quella vita che si svolge nelle periferie delle grandi città e che di fatto mi ha un po’ emozionato.

Ringrazio l’autrice per avermi permesso di conoscere questa sua opera! Consigliato a chi è in cerca di una storia d’amore romantica e piccante!

firma

Potete seguire l’autrice sulla sua pagina facebook . Se volete acquistare “Una maschera sul cuore” la trovate su Amazon

 

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6 pensieri su “Recensione: “Una maschera sul cuore” di Simona Busto

  1. CIao Mara,
    ho letto anch’io questo libro e mi ritrovo in molte tue parole. Sono daccordo sulle tue perplessità e anche quando dici che è una lettura scorrevole perchè a volte questo è anche molto importante

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    • Ciao Susy! Sicuramente la Busto sa scrivere e questo conta moltissimo. Giustamente come “recensori” credo sa giusto valutare ogni aspetto con onestà e certi dubbi ci stanno! Sono contenta però che tu abbia una opinione simile! 😊

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