Recensione: “Il profumo del Sud” di Linda Bertasi

Buon pomeriggio! Oggi abbiamo il piacere di presentarvi la recensione del romanzo “Il profumo del sud” della bravissima Linda Bertasi!

linda bertasiSinossi:

Porto di Genova 1858 – Venuta a conoscenza del suo scomodo passato, Anita Dalmasso decide di partire per il Nuovo Mondo. La traversata dell’Atlantico segnerà profondi mutamenti nella sua vita: l’incontro con l’affascinante uomo d’affari americano Justin Henderson e quello con Margherita Castaldo, liberale e impavida proprietaria terriera. Giunta a New York seguirà la nuova amica nella sua piantagione a Montgomery e qui sarà conquistata dalle bianche distese di cotone, dai profumi e dai colori del profondo Sud americano, con i suoi contrasti e le sue ingiustizie. Il destino avrà in serbo per lei non solo il rosso della passione, ma anche i travolgenti venti di guerra che si profilano all’orizzonte e che porteranno un’intera nazione alla guerra civile, sconvolgendo ancora una volta il corso della sua esistenza.


Recensione di Simona

Per raccontarvi quanto questo romanzo mi sia piaciuto, partirò dal finale. Un finale originale, non scontato che mi ha permesso di spaziare con l’immaginazione, malgrado la storia fosse stata già raccontata. Un finale tenero, di quelli che lasciano un po’ scossi, ma appagati per la maniera in cui si siano sistemate le cose.

Grazie alla bravura della Bertasi, la cura dei personaggi è delineata con estrema chiarezza, ognuno di questi compare e scompare dalla scena lasciando l’inconfondibile profumo di sé. È dolceamaro al tempo stesso, è una carezza che sfiora il cuore e fa vibrare l’anima.

Così come il velato e silenzioso amore di Jones, puro e forte, tenace e costante. Un amore capace di aspettare e resistere, di prendersi il giusto tempo come una ricompensa: la virtù di un Uomo è anche la capacità di saper attendere, è la pazienza che dimostra anche quando il destino gioca male le sue carte. Christopher Jones è uno dei personaggi che ho più apprezzato perché è capace di un sentimento unico e assoluto, è in grado di superare le barriere del tempo così come quelle degli eventi, la guerra in primis. Ama e lo fa con rispetto. Asseconda e lo fa con dignità. Tuttavia, Jones, non può essere paragonato al suo antagonista (passatemi il termine) Justin Henderson perché sarebbe come paragonare il sole con la luna, Apollo con Adone.

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Sfido chiunque abbia letto il libro a smentire il colpo di fulmine per il nobile Justin! Confesso di averlo perfino sognato a un certo punto del romanzo… Ma costui è come un fuoco d’artificio ai miei occhi, una scintilla che percorre con un sussurro l’ascesa verso l’ambita meta e una volta raggiunta sprigiona tutta la propria passione, il proprio fuoco, travolgendo e risucchiando ogni brandello di energia, che si tratti dell’amore per la bella Anita (alias Isabella) o per quel senso del dovere verso la patria. Justin non scinde tra una cosa e l’altra o forse lo fa troppo. Per evitare i sensi di colpa nei confronti del fratello, morto in circostanze avverse, si arruola nell’esercito, ma senza mettere in conto la posta. Una posta troppo alta per la quale non sarà il solo a pagare.

Ogni azione comporta una conseguenza e questo accomuna tutti i personaggi che sono chiamati a rendere conto di ciò che fanno in base all’andamento degli avvenimenti. Soffiano, infatti, venti di ribellione negli Stati del Sud e quelli che erano iniziati come giorni sereni per l’indomita “fuggitiva” Isabella Giordano, presto si trasformeranno in giorni di fuoco. I profumi del sud che tanto ama e decanta si appesantiranno dell’acre odore del fumo che incendia l’orizzonte, che divora ettari ed ettari di piantagioni di cotone, che miete vittime alla stessa velocità con la quale l’esercito del Nord sfonda le barricate degli stati del sud. E prevarica. Prevarica come Isabella vorrebbe fare con la vita, anche se non è possibile perché niente è per sempre, e lo sa, lo ha imparato a sue spese, lasciando l’amata Italia per affrontare un lungo viaggio oltre oceano stabilendosi in una terra nuova, estranea, nemica e amica. Un’eroina dei giorni nostri, se vogliamo, indomita, caparbia, che non si umilia neanche quando affianca gli schiavi nella raccolta del cotone, quando difende i loro diritti, quando si mette nella stessa condizione di migliaia di rifugiati. È orgogliosa, cocciuta a volte, poco incline a tollerare, ma dietro una facciata che può sembrare dura, batte il cuore di una ragazza ferita, umiliata dai propri natali, indecisa perfino nella fiducia che teme di riporre in Margherita Castaldo, amica e confidente in terra americana.

La vita ci forgia, nel bene e nel male. Questo insegna Il Profumo del Sud.

Brava Linda Bertasi. Brava per come hai saputo gestire la storia, non facile a causa dei molti avvenimenti. Brava per la scioltezza narrativa, per l’uso di un linguaggio diretto e pulito, affatto astruso. Brava per la caratterizzazione dei personaggi, anche quelli secondari e per la capacità empatica che hai attribuito a ognuno di loro.

In conclusione, se desiderate un viaggio nella storia americana, questo libro fa per voi. Se anelate a innamorarvi, i personaggi sono quelli giusti. Se amate le storie d’amore e avventura capaci di riportarvi tra le pagine di un romanzo della Woodiwiss o della Henley, cosa aspettate? Acquistate Il profumo del Sud!

simonamobile

Il romanzo è disponibile su Amazon!

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4 pensieri su “Recensione: “Il profumo del Sud” di Linda Bertasi

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