Recensione: “La bambina dal vestito verde con le margherite” di AnnaMaria Beatrice Polimeno- ed. Lettere Animate

Buon pomeriggio! Oggi vi presento la recensione di un romanzo breve: “La bambina dal vestito verde con le margherite” di AnnaMaria Beatrice Polimeno (ed. Lettere Animate).

polimenoSinossi: 

Nelle pagine di questo libro la protagonista Emma osserva la sua vita dal momento in cui, in tenera età, inizia a percepire l’incomunicabilità’ nel rapporto fra suo padre e sua madre Gloria e la sofferenza di quest’ultima, si riversa su di lei. Così, mentre è ancora bambina, tutto intorno a sé si modifica e il mondo incantato dell’infanzia si sgretola. La somiglianza fisica e psicologica con Gloria, la prematura morte della stessa e l’abbandono emotivo del padre convincono Emma dell’inesorabilità’ del suo destino di sofferenza scatenando in lei dolorosi interrogativi che la porteranno, in età adulta, a cercare se stessa ripercorrendo il vissuto di sua madre. È Firenze, città natale della madre, il luogo nel quale Emma troverà le chiavi che apriranno le porte ai suoi grandi interrogativi e incontrerà l’amore. Il ritorno in Inghilterra, in occasione della morte del padre, inoltre porterà Emma a una più profonda consapevolezza delle dinamiche nascoste della sua famiglia e, attraverso questo percorso nostalgico e insieme doloroso, a comprendere il suo passato, a trovare se stessa e aprirsi alla vita e all’amore.


Recensione di Mara

Emma si trova in una fase della vita molto particolare: la prematura scomparsa della madre innesca in lei il bisogno di indagare sulle proprie origini, perché si sente sola  e il suo terrore più grande è quello di vivere una vita triste come quella di sua madre Gloria.

La somiglianza sia fisica che caratteriale tra lei la madre  è evidente. Gloria era una donna infelice che per anni ha vissuto nella  vana speranza di ricevere affetto dal marito. Emma è convinta che tutti i punti che ha in comune con la madre, si rivelino una  sorta di infausto presagio e teme una vita infelice, piatta e priva di sane emozioni.

Emma è una giovane donna  introversa e l’aver vissuto per anni in un paesino sperduto del Regno Unito,  non l’ha certo aiutata a crearsi delle amicizie e delle relazioni. È cresciuta in fretta perché la madre le riversava addosso rimpianti e sofferenze e non mancava mai di  raccontarle del suo passato in Italia. Si è quindi dovuta confrontare con problemi e difficoltà molto più grandi di lei, già in tenera età .

La vita di Emma appare piuttosto monotona. Il rapporto con il padre, un uomo apparentemente assente e indifferente ai bisogni della famiglia, è freddo.

“Così era finita la vita di sua madre, a soli cinquant’anni. Una vita che per Emma era forse stata più di rimpianti che di gioie, alla continua ricerca dell’amore di un uomo, suo padre. Emma non voleva vivere quella vita, eppure questa paura la soffocava. Gloria riviveva in lei per la somiglianza dei gesti e per la sonorità della voce, così simile da poterle scambiare (…) Emma percepiva quella forte somiglianza come un presagio che l’avrebbe portata a condurre la stessa vita che l’avrebbe condotta alla stessa infelicità di sua madre.”

E la morte prematura della madre, lascia un vuoto incolmabile sia in casa sia nel suo cuore. Non c’era mai stato dialogo tra Emma e il padre e questo lutto, invece che favorire un riavvicinamento, sembra allontanarli maggiormente. Emma decide di ritornare nel paese d’origine della madre e parte per l’Italia. Desidera vedere con i propri occhi quei luoghi tanti cari a Gloria. Ma la sua permanenza a Firenze, si rivelerà piena di sorprese: verrà a conoscenza di alcuni dettagli nel passato della sua famiglia  che le apriranno gli occhi e le faranno guardare la realtà in un modo differente.

“Sarebbe tornata in Italia, a Firenze, dove tutto, a partire da sua madre, aveva avuto inizio e forse, cambiando la sua vita, avrebbe riscattato anche quella di lei.”

L’emozione principale che ho provato leggendo questo romanzo si chiama  nostalgia, proprio quella che si prova quando, dopo tanto tempo, si ritorna in un luogo a noi caro. La ricerca delle proprie origini ritengo essere un passo fondamentale nella crescita delle persone perché ho sempre pensato che solo se si conosce il passato si può realmente capire il presente. Il viaggio in Italia, infatti,  ha permesso a Emma di aprirsi verso il mondo esterno, di conoscere nuove persone e di prendere finalmente in mano la sua vita. In poche parole Emma è diventata una donna molto più forte e sicura.

È a mio avviso un romanzo che tratta temi importanti e delicati come la famiglia, l’amore, la ricerca di se stessi, e sono numerosi gli spunti di riflessione che questo libro pone. La profondità di certi argomenti è tale che forse, a mio avviso, avrebbero meritato maggiore approfondimento.

L’impressione che ho avuto è stata quella di avere tra le mani una storia interessante, ma in cui gli avvenimenti si succedono un po’ troppo velocemente e  un maggiore approfondimento avrebbe favorito più coinvolgimento nella lettura.

Una delle caratteristiche che ho maggiormente apprezzato sono le descrizioni. Trovo che la Polimeno sia stata molto abile nel farci percepire le atmosfere dei posti in cui si svolge la vicenda. Leggendo il libro potevo avvertire il dolce tepore della Toscana con i suoi profumi, e i colori e il freddo umido del piccolo paese inglese dove la protagonista è cresciuta. Tuttavia una nota dolente purtroppo c’è,  lo stile. Mi spiego meglio: le premesse per emergere ci sono tutte, ma trovo che la scrittura necessiti di una crescita, sia a livello sintattico sia nello stile.

Ho sempre amato le storie  “familiari” in cui spesso passato e presente si fondono e che hanno un tocco di mistero nella trama. Il libro della Polimeno è una lettura gradevole e veloce, ma che sa anche emozionare e far riflettere lasciando però una sensazione  di nostalgia che permea il romanzo. In certi momenti mi ha portato in mente aneddoti e ricordi appartenenti alla mia storia personale..

Consigliato a chi cerca una lettura veloce e delicata.

firma


Biografia:

AnnaMaria Beatrice Polimeno nasce a Milano il 06 luglio del 1967. All’età di cinque anni si trasferisce con la famiglia a Terni, una piccola provincia umbra, dove frequenterà la scuola fino al liceo. Dopo la maturità scientifica si iscrive alla facoltà di Sociologia dell’Università degli studi di Roma“La Sapienza”, dove nel 1997 conseguirà la laurea, con la tesi “Risorse umane e partecipazione nell’opera di Mary Parker Follett”. Durante il periodo universitario e in seguito si occuperà di formazione svolgendo il ruolo di docente in alcuni corsi professionali di avviamento al lavoro. Significativa è però la sua esperienza come responsabile nella gestione delle risorse umane nel settore benessere ed estetico che la porterà a qualificarsi anche in quest’ambito. Dopo una lunga esperienza come imprenditrice attualmente collabora in qualità di docente di Scienze Umane presso una scuola privata. Il desiderio di scrivere che l’ha animata sin da bambina si concretizza in età adulta e la porterà a scrivere il suo primo romanzo “La bambina dal vestito verde con le margherite” nel quale ricordi di vita vissuta, si mescolano con la fantasia in un racconto che narra il cammino di una giovane donna verso la consapevolezza attraverso la comprensione delle reali dinamiche della sua famiglia.

 

Potete acquistare il romanzo su Amazon .

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4 pensieri su “Recensione: “La bambina dal vestito verde con le margherite” di AnnaMaria Beatrice Polimeno- ed. Lettere Animate

  1. Sicuramente interessante, anche se mi spaventa il fatto che certe tematiche non siano troppo approfondite come sarebbe lecito 😦 Chissà se lo leggerò… In caso, ti farò un fischio 😉

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