Recensione: “Adesso apri gli occhi” (The Orphanage series vol. 1) di Ornella De Luca

Buon pomeriggio! In questa giornata dal clima particolarmente triste e grigio vi propongo la recensione della mia ultima lettura: “Adesso apri gli occhi” di Ornella De Luca. Ringrazio molto l’autrice per avermi permesso di leggere il suo libro e la mia collega blogger Lady C.  del blog La Nicchia Letteraria che mi ha fatto conoscere il talento di questa autrice!

de lucaSinossi

UNA STORIA D’AMORE TRA NOTE MUSICALI E PAGINE D’INCHIOSTRO.

Diana ha ventitré anni e una valigia piena di sogni con sé. È partita dal sole della sua adorata Sicilia verso il freddo del Massachussetts per seguire un master di Scrittura Creativa alla Boston University e coltivare così il sogno di diventare una vera scrittrice.

Homer ha alle spalle un passato di solitudine e abbandono e la musica è l’unico strumento che possiede per connettersi col mondo. Nato cieco e dato in adozione alla nascita, prova a sbarcare il lunario suonando per le strade di Boston e le sue canzoni riescono a catturare il cuore di Diana.

Ogni mattina, seduta ai tavoli di uno Starbucks, la ragazza si lascia ispirare per la scrittura del suo romanzo dalla musica del giovane e affascinante artista di strada, pur non sapendo nulla di lui.

Chi è quel ragazzo? Perché non ha mai incrociato il suo sguardo, nascosto sempre dietro un paio di occhiali scuri?

Un romanzo da scrivere a ogni costo, un’imprevista attrazione e una vecchia casa coloniale dal passato misterioso uniranno Homer e Diana, ma una grande bugia minaccia il loro rapporto.

“Adesso apri gli occhi” è un Romance New Adult in bilico fra verità e bugie, fra passato e presente. Una storia d’amore tra note musicali e pagine d’inchiostro, che parla con delicatezza e inaspettata ironia di disabilità, isolamento ed emarginazione, in tutte le sue forme.

Adesso apri gli occhi è il primo volume della serie The orphanage, che segue le vicende di cinque amici, rimasti orfani e cresciuti insieme nella spettrale “Villa Sullivan”.


Recensione di Mara

Ci sono romanzi che hanno il potere di incatenarti alle loro pagine per ore senza che ti accorga dello scorrere del tempo. Ecco quello che mi è successo qualche giorno fa quando ho iniziato, e quasi concluso in una serata,  “Adesso apri gli occhi” di Ornella De Luca, il primo romanzo della serie The Orphanage (il secondo volume della serie “L’ultima lanterna della notte” è uscito pochi giorni fa ed è già disponibile negli store).

Diana è una ragazza siciliana che si è trasferita a Boston da pochi mesi per frequentare un master di scrittura creativa. Vuole realizzare il suo sogno più grande: diventare una scrittrice di successo.

Vivere della propria arte è da sempre ciò che desidero. Io, la mia scrittura e nient’altro. Ma non è così semplice.

La passione per la scrittura è parte fondamentale della vita di Diana che trascorre le giornate osservando i comportamenti delle persone e la realtà che la circonda in cerca d’ispirazione per le sue storie. Ho sempre ammirato chi scrive per professione e chi ha sogni talmente grandi da non spaventarsi di fronte alle sfide più ardue e, infatti, Diana non si è persa d’animo e non ha esitato a trasferirsi dall’altra parte dell’oceano (a Boston per la precisione), abbandonando la famiglia, gli amici e la sua amata Sicilia, per potersi realizzare.  La sua nuova vita non è semplice e oltre a barcamenarsi tra i numerosi impegni di studio e la scrittura deve anche lavorare per mantenersi e pesare il meno possibile sulle spalle della famiglia. Integrarsi con i nuovi compagni di corso è stato abbastanza complicato per lei che è una persona solitaria, riservata e non ama partecipare a feste o eventi. In apparenza sembra una ragazza semplice, ma progredendo con la lettura ci si accorge che anche il suo passato non è così chiaro e luminoso come vorrebbe far apparire.

Tirai fuori dalla borsa un vecchio pc portatile e lo accesi mentre gustavo il mio meraviglioso caffè annacquato. In Italia, il paese dal quale venivo, quel liquido sarebbe stato usato per sgrassare le pentole dopo il pranzo della domenica. Ma nonostante questo avevo preso l’abitudine a svegliarmi molto prima dell’inizio delle mie lezioni al college per poter sedere allo Starbucks più vicino e assaporare un po’ d’ America. E con questo intendo osservare volti, origliare conversazioni e analizzare comportamenti, da imbottigliare e utilizzare a tempo debito per il mio prossimo romanzo.

Homer ha alle spalle un passato doloroso e ha vissuto tutta la sua vita in solitudine senza mai conoscere l’affetto di una vera famiglia. È cieco sin dalla nascita e questo lo ha fatto sentire sempre diverso, vulnerabile e rifiutato dagli altri. Nonostante le difficoltà, le numerose sofferenze e le delusioni, dimostra una forza di carattere e una capacità di reagire davvero sorprendenti. È sempre solare e smorza spesso la tensione e i problemi con una buona dose di autoironia, dote che io in genere apprezzo molto nelle persone e che ha contribuito a farmi “innamorare” di questo personaggio perché è quasi impossibile rimanere indifferenti alla sue battute. Le difficoltà affrontate hanno reso Homer una persona dotata di una spiccata sensibilità ed empatia nei confronti del prossimo che lo porta a essere sempre attento ai bisogni di chi lo circonda.  La sua passione principale è la musica perché gli permette di esprimere al meglio le emozioni ed entrare in contatto con il mondo circostante.

Il destino, e alcuni eventi fortuiti, permette a questi due ragazzi, che inizialmente sembrano due persone profondamente distanti e senza punti in comune, di incontrarsi, e con il tempo imparano a conoscersi, a fidarsi l’uno dell’altro e ad amarsi. La loro storia è delicata, dolce, ma  mai troppo sdolcinata e alcuni momenti sono talmente toccanti da rasentare la commozione, mentre in altri ho sorriso divertita. Come in ogni relazione anche Diana e Homer dovranno affrontare diverse difficoltà prima di poter coronare il loro sogno.

Attorno ai due ragazzi ruotano altri personaggi secondari, come i loro amici, che rivestono un ruolo marginale nella vicenda, ma che sono comunque ben caratterizzati.

Ottime anche le descrizioni e ho apprezzato in particolar modo quelle di Villa Sullivan. Era talmente vivida che quasi mi sembrava di poterla vedere. Villa Sullivan ai tempi d’oro doveva essere stata una maestosa villa coloniale, con tante stanze e un enorme giardino che la circondava. Purtroppo il tempo non è stato clemente e lo stato di abbandono, l’aspetto spettrale e il mistero che la circonda, rende questa casa adatta per un film dell’orrore.

Oltrepassai un grosso cancello nero, per metà abbattuto, e proseguii, ma mentre camminavo nella fitta foresta non riuscivo a scorgere il profilo della casa da nessuna parte. La tenuta dei Sullivan era immensa e avrei potuto camminare in tondo per ore prima di intravedere la casa (…)(…) La facciata della struttura alla luce del sole era di certo meno sinistra, ma assumeva se possibile un aspetto ancora più deprimente. Se la versione notturna era più horror e da incubo, questa appariva solo più reale. E la decadenza trasmetteva tutta la solitudine e il senso di abbandono che un tempo avevano impregnato le pareti dell’orfanotrofio.

La penna della De Luca è stata abile anche nel catturare l’essenza di Boston descrivendone la tipica architettura e l’atmosfera dinamica e giovanile. Ammetto di non aver mai visitato questa città e di essermi parecchio incuriosita dopo aver letto il romanzo.

Da un punto di vista stilistico è un romanzo fluido, scorrevole e ho trovato indovinata la scelta di narrare la storia dai pov di entrambi i protagonisti, cosa che ha contribuito ad avere una percezione a 360° degli eventi.

“Che tu possa trovare il tempo per essere felice Homer” (…)(…) “Un uomo un giorno mi disse qualcosa del genere” raccontò con lo sguardo lontano, indietro nel passato. Una volta mi aveva promesso che avrei saputo il significato di quella frase al momento giusto. “Disse che ognuno deve seguire il suo percorso e che c’è il tempo per ogni cosa, quando è destino che accada.”

La trama è accattivante e le pagine sono permeate di mistero. Cos’è successo a Villa Sullivan? Quali segreti nasconde? La curiosità mi ha fatto leggere questo libro tutto d’un fiato.

“Adesso apri gli occhi” è un romance new adult che tratta tematiche davvero importanti come la disabilità, l’abbandono, la difficoltà di integrarsi e, non ultimo, l’amore per la musica e la scrittura.

È rilassante lasciarsi andare all’arte, vero? Comporre qualcosa di tuo,liberarsi dal peso dei pensieri e che anche altre persone possono ritrovarsi nelle tue stesse emozioni, nelle tue stesse paure.

Un libro che mi ha soddisfatto e che mi ha ricordato che le difficoltà devono essere affrontate a testa alta! (ogni tanto è giusto e utile che qualcuno ci ricordi certe cose).

Consigliato a chi ama le storie romantiche e misteriose e non ha paura di fare le ore piccole!

Il romanzo è disponibile su Amazon.

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7 pensieri su “Recensione: “Adesso apri gli occhi” (The Orphanage series vol. 1) di Ornella De Luca

  1. Ecco, ti sei superata ❤ Bellissima recensione e sono tanto felice che ti sia piaciuto il libro 😀 Ornella merita davvero di essere scoperta 😉 ❤ Ovviamente, non vedo l'ora che tu legga il secondo romanzo della serie… Lennox ti aspetta: sarà felice di farti fare le ore ancora più piccole ❤

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