Recensione: “Quando c’era la luna” di Sara Stroppa e Roberta Ambrogio- Ed. Libromania

Buongiorno! Come state? Io sto cercando di recuperare le energie spese a Tempo di Libri. Apriamo questa settimana con la recensione del romanzo “Quando c’era la luna” di Sara Stroppa e Roberta Ambrogio (edito da Libromania).

stroppa ambrogioSinossi

Chiara e Virginia sono migliori amiche e non potrebbero essere più diverse. Chiara è solare ed espansiva, Virginia schiva e individualista. Le loro vite cambiano per sempre quando una trascina l’altra al bancone del Moonriver un venerdì sera di fine marzo. La luna piena e un’eterna Roma fanno da cornice alla passione travolgente che esplode tra la bellissima Chiara e il glaciale Andrea, un musicista bolognese riservato e intrigante, e fa da galeotta a un legame che avrà bisogno di più tempo per sbocciare: quello tra Virginia e Marco, accomunati da un sogno perduto e pesanti aspettative future. Ma la vita è imprevedibile: il fratello di Andrea s’innamora di Chiara che intanto ha trovato lavoro come modella e Marco manda a monte il suo matrimonio per amore di Virginia, che rimane incinta. Amori tormentati, ambizioni e delusioni scandiscono le loro giovani vite e li fanno crescere, maturare e scoprire cosa il destino ha in serbo per ciascuno.


Recensione di Mara

La lettura di un romanzo pieno di calore e sentimento e una bella tisana sono il mio rimedio personale per affrontare le giornate fredde di questi giorni.

“Quando c’era la luna” di Sara Stroppa e Roberta Ambrogio mi ha colpito da subito per il titolo, che ha evocato nella mia mente immagini romantiche, e per la trama che mi è apparsa intricata e interessante.

Virginia e Chiara sono due studentesse universitarie e una sera, dopo aver trascorso una giornata intera sui libri a studiare per un esame imminente, decidono di concedersi un po’ di svago. Si ritrovano quasi per caso in un pub aperto da pochi e giorni e, in quel locale, incontrano per la per la prima volta Andrea, Luca e Marco. Quella serata, che era iniziata come tante, diventerà un momento cruciale per tutti loro.

Chiara e Virginia si conoscono da quando sono bambine, definirle inseparabili è un eufemismo. Ma, come due facce della stessa medaglia, sono due persone profondamente diverse sia nel carattere sia nell’aspetto e sembrerebbero non avere nulla in comune.

Chiara e Virginia avevano vent’anni – Chiara li avrebbe compiuti a breve  – ed erano migliori amiche. (…) (…) erano diversissime, tanto da destare non poche perplessità in chi osservava dall’esterno la loro amicizia; eppure nonostante questo sembravano avere un modo tutto loro di incastrarsi, ed erano necessarie una all’altra da sempre.

Ho provato subito una forte simpatia per Chiara (anche se caratterialmente mi sento più simile a Virginia) perché è una ragazza solare ed espansiva. È impulsiva e sicura di sé e il suo entusiasmo condiziona sempre le persone che le stanno attorno. Bionda, appariscente e sempre al centro dell’attenzione, Chiara può dare l’impressione di essere una persona superficiale, ma nasconde un gran cuore e molta forza di volontà. Una delle caratteristiche che ho maggiormente apprezzato di questo personaggio è la capacità di sopportare senza mai perdere il sorriso grandi dolori, ed è sempre combattiva. Il suo temperamento, a volte energico come un tornado, ha bisogno di essere tenuto a freno da Virginia che, al contrario, è una persona seria, brava nello studio, introversa e un po’ schiva. È la classica ragazza con la testa sulle spalle che non ha mai fatto grosse pazzie nella vita. A volte ho trovato certi atteggiamenti un po’ troppo rigidi e poco flessibili ma, per  fortuna, Chiara riesce sempre a smussare quei lati troppo “spigolosi” della sua personalità.

In poche parole Chiara e Virginia sono due ragazze  che si completano a vicenda in un modo che raramente mi è capitato di vedere anche tra due sorelle e che hanno una forte complicità che le porta a comprendersi  senza neanche  aver bisogno di parlare.

Andrea e Luca Marino avevano rispettivamente ventitré e ventisei anni, e malgrado fossero fratelli le loro strade sembravano convergere solo grazie alla passione per la musica, che coltivavano da quando erano ragazzini. (…) (…) Avevano caratteri diametralmente opposti che spesso li portavano a scontrarsi, e anche fisicamente le somiglianza non era spiccata. Andrea era moro e riccio, mentre Luca tutto il suo opposto: capelli lisci e biondi. Entrambi però avevano gli occhi di un profondo e penetrante azzurro, e un fascino indubbio. 

Andrea e Luca sono due fratelli e anche loro, come Virginia e Chiara sono profondamente diversi ma, a differenza delle due amiche che si aiutano e si sostengono a vicenda, loro hanno un rapporto freddo e distaccato. L’unica cosa che sembra unirli è la passione per la musica e il sogno di poter un giorno diventare famosi grazie alla loro arte.

La musica rappresentava comunque una fedele compagna sia per l’uno che per l’altro, e suonando insieme era come se compensassero la sintonia che mancava loro in qualsiasi altro aspetto della vita.

Luca è il classico “bad boy”, sempre circondato da belle ragazze che usa a suo piacimento non legandosi mai a nessuna in particolare. È la “testa calda” della famiglia dedito a godersi la vita senza pensare troppo alla conseguenze delle sue azioni e ha il caratteristico fascino del “bello e dannato”. Andrea è esattamente il suo opposto, introverso, timido, appare molto più maturo del fratello e più responsabile. Marco è un amico stretto di Andrea e forse è il personaggio che mi è piaciuto meno perché rispetto agli altri quattro sembra essere un po’ piatto. È il classico bravo ragazzo premuroso e sempre educato che ogni madre vorrebbe come fidanzato per la propria figlia.

La storia si svolge su un arco temporale piuttosto ampio (dall’inizio del 2007 a fine del 2010) in cui accade davvero di tutto. È impossibile riassumere la trama in poche parole perché gli eventi narrati sono moltissimi e lasciano una profonda impronta nel cuore dei protagonisti, accompagnandoli nella crescita. Alla fine del libro ci troviamo, infatti, di fronte a cinque persone ormai adulte temprate dalle esperienze con le loro responsabilità e i loro doveri.

Di fondamentale importanza in questo romanzo è “L’amore” che ci viene presentato in tutte le sue forme e in tutte le sue fasi. Mi spiego meglio: agli inizi ogni relazione sembra  sempre idilliaca, ma con il passare del tempo la vita li obbliga a confrontarsi con le difficoltà e i problemi e, spesso, queste cose possono mettere in crisi i rapporti amorosi. Questi aspetti, profondamente veri, sono ben noti alle autrici che nel libro ci fanno vivere momenti di puro romanticismo e felicità, ma anche momenti di tensione e di dolore che ci portano a temere il peggio.

“Anima gemella. Addirittura?” (…) (…) “Sì. Io ci credo. Non “nell’altra metà della mela”, perché dobbiamo essere capaci di completarci da soli. Ma, insomma, in quella persona da cui proprio non riesci a stare lontano. Quella con cui c’è una sintonia tale da capirsi al primo sguardo. E accanto alla quale si possono superare tutte le difficoltà, se c’è la seria intenzione di stare insieme, per sempre”.

Il romanzo è piuttosto corposo, ma la scrittura fluida e scorrevole ei diversi colpi di scena hanno mantenuto alto il mio interesse e la lettura non mi è mai risultata pesante o noiosa. Le autrici sono state talmente abili nel rendere intricato l’intreccio della storia che confesso che fino all’ultimo non avevo idea di quale sarebbe potuto essere il finale. La scelta di utilizzare uno stile corale è a mio avviso indovinata e l’ho apprezzata molto perché mi ha permesso una visione a 360 gradi degli eventi e una maggiore immedesimazione con i vari protagonisti (cosa che secondo me è il vero punto di forza dell’opera).

Credo sia quasi impossibile non ritrovare in “Quando c’era la luna” degli episodi che in qualche modo ci sono familiari e riconducibili al nostro vissuto. È una lettura piacevole che mi ha fatto provare un gran numero di sensazione e che, in qualche modo, mi ha permesso di ripercorrere mentalmente quel delicato periodo della vita che trasforma un ragazzo in una persona adulta. Mi sono rispecchiata molto nei dubbi di questi giovani e ho gioito e sofferto insieme a loro. C’è un messaggio implicito in questo romanzo che sprona il lettore a credere nei propri sogni e a non arrendersi nonostante i numerosi ostacoli che si possono incontrare sul  proprio percorso.

“Quando c’era la luna” è un romanzo introspettivo che consiglio a chi cerca storie  realistiche e ricche di sentimento.


Biografia

Roberta Ambrogio è nata a Messina nel 1990. Diplomata in Scienze Sociali e affascinata da tutto ciò che riguarda l’arte e la creatività, fin da bambina disegna e nutre una smisurata passione per la lettura, sfociata da qualche anno in quella per la scrittura. Una passione, quest’ultima, cresciuta quasi per gioco, condivisa a distanza con l’amica Sara e diventata il principale veicolo delle sue emozioni. Il suo spazio ideale:un microcosmo fatto di musica, bei film, gatti e libri.

Sara Stroppa è nata a Jesi (Ancona) nel 1989. Si è laureata in Scienze dell’Educazione a Macerata ed è educatrice per la prima infanzia. Ha studiato danza e fin da piccola scrive tutto ciò che le passa per la testa: intrecciare storie e parole è quanto di più liberatorio conosca, e farlo anche a quasi mille chilometri di distanza con Roberta è una delle tante forme possibili. Libri, teatro, la sua gatta e tutto quel che è arte fanno di lei una persona felice.

Il romanzo è disponibile su Amazon.

 

 

 

4 pensieri su “Recensione: “Quando c’era la luna” di Sara Stroppa e Roberta Ambrogio- Ed. Libromania

    • anche io concordo sulla cosa…non ho avuto impressione di brodi allungati. Poi è vero che la mole può spaventare ma per fortuna è scritto bene e accadono parecchie cose, cioè non è un scrivere 60 pagine solo su una cosa e basta

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