Recensione: “Il mercante di morte” di Craig Robertson – Leone Editore

Buongiorno! Torno da voi con un’altra recensione. Oggi usciamo un po’ dalle righe e dal mondo dei romance e ci dedichiamo a un thriller davvero particolare e accattivante. Sto parlando del romanzo “Il mercante di morte” di Craig Robertson edito da Leone Editore.

robertsonSinossi

All’alba di una fredda giornata d’aprile, i passeggeri del primo treno in partenza dalla stazione di Glasgow si trovano di fronte a uno spettacolo raccapricciante: il cadavere nudo e insanguinato di un giovane impiccato a un ponte. L’assassino, a bordo del convoglio, si gode compiaciuto il suo capolavoro. Per risolvere il caso, l’ispettrice Rachel Narey e il suo compagno, il giornalista Tony Winter, si concentrano sui vestiti della vittima. Perché sono stati lasciati in bella vista sotto al corpo? E dov’è finita la sua biancheria intima? I due indagano su una perversa ragnatela di collezionisti di cimeli di morte, mentre uno spietato serial killer si aggira per la città. Per sconfiggere questo male, Rachel e Tony dovranno addentrarsi nell’oscurità e affrontare un immenso pericolo…


Recensione di Mara

Era diverso tempo che non leggevo un bel thriller perché faticavo a trovare opere che mi colpissero, ma per fortuna ho avuto l’opportunità di leggere “Il mercante di morte” di Craig Robertson, un romanzo dalla trama particolare, spietata e accattivante.

La penna di Robertson ci porta in una delle mie ambientazioni preferite: la Scozia. L’autore ci mostra un lato di questo paese che è meno noto e che definirei più “duro”. Dietro la bellezza dei paesaggi e le atmosfere ricche di romanticismo si cela anche il male e ogni luogo è perfetto per nascondere il più efferato dei crimini. Le descrizioni degli ambienti (sia esterni che interni) sono finalizzati alla trama e non sono mai troppo lunghi o pesanti al contrario, questo libro è riuscito a portarmi con la mente per le vie di Glasgow.

Il treno scivola oltre le pareti di Queen Street brontolando leggermente mentre lascia la stazione. Il muso entra nella galleria sotto le strade della città e ben presto si immerge nell’oscurità, solo più tardi ci sarà qualche sporadico ritorno alla luce fuligginosa del giorno che nasce. Sento il primo grido, o forse è il secondo. È lontano ma inconfondibile, e rimbalza a ondate nei vagoni. Anche le persone intorno a lui lo sentono e subito scattano panico e confusione. (…) (…) Le urla diventano assordanti. Provengono dal suo vagone e da quello davanti. Tutti guardano. Tutti guardano il ponte alla loro destra. Tutti guardano il ponte e il corpo nudo appeso.

La vicenda si apre con il ritrovamento del cadavere di un ragazzo impiccato e insanguinato.

Un dettaglio sulla scena del crimine, apparentemente irrilevante, colpisce l’attenzione dell’ispettrice Rachel Narey e di Tony Winter, suo compagno e giornalista: perché i vestiti della vittima sono stati ripiegati con gran cura e lasciati in bella vista? Perché la biancheria intima è scomparsa? Da quel momento, per rispondere a queste due domande, Rachel e Tony iniziano a indagare incuranti di mettere a repentaglio la loro stessa vita.

Rachel è una donna caparbia, sicura di sé, che è abituata ogni giorno a confrontarsi con un ambiente di lavoro prettamente maschile. A causa di una gravidanza a rischio è però costretta a letto e le è proibita ogni fonte di stress, ma lei non è capace di stare con le mani in mano e così inizia a compiere le sue ricerche navigando sul web e scopre dei fatti a dir poco agghiaccianti. Esistono dei siti che, come se fossero dei comuni store on line, vendono i “cimeli di morte”, ovvero oggetti, come per esempio un indumento appartenuto a un celebre serial killer, un gioiello appartenuto alla vittima, un coltello utilizzato per un omicidio… Insomma su questi siti si può comprare  tutto ciò che è collegato in qualche modo a delitti di famosi assassini.

A differenza di Rachel, Tony indaga in maniera “più tradizionale” andando sul posto e intervistando le persone direttamente coinvolte ma solamente quando uniranno le loro forze, i due riusciranno ad avere un quadro completo della vicenda. Tony è un personaggio, a mio avviso, un po’ più in ombra rispetto a Rachel (che ho di gran lunga preferito). È premuroso e protettivo nei suoi confronti ed è preoccupato che questa vicenda possa avere degli effetti negativi sulla salute della compagna. È un uomo che ha sangue freddo, fegato da vendere, e non esita a mettere a rischio la sua incolumità pur di ottenere le risposte che cerca. In comune con Rachel ha la determinazione e la volontà di voler andare fino in fondo alla vicenda e smascherare il colpevole.

Degna di nota la figura dei “Quattro”, persone che potrebbero essere accanto a noi e che in apparenza hanno una vita normale ma, quando la porta di casa si chiude e il mondo rimane all’esterno, diventano i più assidui collezionisti di cimeli di morte.

Odiava l’idea che qualcuno potesse toccare un articolo che avrebbe potuto essere suo. (…) (…) Non si meritavano quegli articoli perché non capivano. Non quanto lui. Erano cose speciali. Avevano una storia incredibile e non dovevano finire nelle mani di persone che non lo capivano appieno. Sarebbe stato meglio bruciarle o seppellirle piuttosto che lasciarle nelle mani di chi voleva solo farsi una bella collezione. Pazzo? Certo, perché no? Ne era consapevole. Ma le passioni non erano forse tutte basate sulla follia? Che fosse amore o compulsione, ossessione o desiderio, tutte le passioni comportavano la perdita di controllo. Facevano tutte parte di una sorta di follia (…) (…) Lui ammetteva felicemente di essere pazzo, esattamente come chiunque altro. Almeno lui lo sapeva.

Non importa quale sia il prezzo o quanto macabro sia l’oggetto che stiano comprando: loro devono averlo (insomma un po’come quando io faccio shopping online di libri!).

Chi sono “I Quattro” in realtà? E in che modo sono collegati a questo delitto? Non vi resta che leggere il romanzo e farvi catturare dalla penna di Robertson, dal suo stile avvincente, e allo stesso tempo diretto, a tratti spietato. I momenti di tensione sono tantissimi e non mancano i colpi di scena e un finale da cardiopalma. La suddivisione del libro in capitoli brevi e la scelta di utilizzare frasi corte, senza troppi fronzoli, contribuiscono a rendere il ritmo della narrazione incalzante e avvincente. Trovo, inoltre, indovinata l’idea di usare uno stile corale perché mi ha permesso di immedesimarmi meglio nei protagonisti e di avere una visione più completa di tutti gli eventi. L’introspezione è il punto di forza di questo romanzo che ho trovato inquietante e affascinante al tempo stesso. Sin dalle prime pagine conosciamo anche la mente perversa dell’assassino. Sappiamo come ragiona, anche se non sempre sono chiare le motivazioni dei suoi gesti. È stato interessante osservare la storia dal suo punto di vista e, quando penso che delitti come quelli narrati da Robertson accadono anche nella realtà, sento un brivido che mi percorre la spina dorsale.

“Il mercante di morte” è una lettura dal ritmo serrato, originale, aspra a volte, e pregno dell’effetto wow. È una sorta di viaggio nella psiche umana che riesce a mettere in luce le qualità più nobili e le caratteristiche più deprecabili delle persone. Consigliato a chi è in cerca di emozioni forti e agli amanti dei thriller.


Biografia

Durante la sua ventennale carriera come giornalista in un settimanale scozzese, Craig Robertson ha intervistato tre recenti primi ministri, ha seguito storie di cronaca molto importanti, tra cui l’attentato dell’11 settembre, ha battuto Oprah Winfrey in un grande scoop e ha somministrato il vaccino antipolio nelle periferie delle città indiane. Il suo romanzo d’esordio, Random, ha vinto importanti premi ed è stato un Best Seller del Sunday Times, mentre The last refuge è stato pubblicato in Italia nel 2017 da SEM col titolo Sangue bianco.

Il romanzo è disponibile su Amazon o sul sito della casa editrice.

5 pensieri su “Recensione: “Il mercante di morte” di Craig Robertson – Leone Editore

  1. Ti rendi conto che abbiamo usato gli stessi aggettivi? Avvincente e Spietato li ho citati pure io Ahahah 😀 Siamo proprio affini ❤

    Siamo state fortunate a intraprendere questa lettura 😀 Io ne sono rimasta piacevolmente colpita, come te del resto 🙂

    Ps. A me Tony è piaciuto :3 Anche Danny e Archie… In qualche malsana maniera, pure Nathan ❤ Insomma tutti… Quattro compresi XD Ahahah

    "Mi piace"

    • Giuro! non ho letto la tua recensione prima di oggi! ahahahahah Tony mi è piaciuto solo che Rachel secondo me è più incisiva. Tra i Quattro io ho adorato “Il bibliotecario”, in pratica siamo identici! Solo che io colleziono libri e non cimeli di morte ahahahaahah

      Piace a 1 persona

  2. Pingback: The best of 2018 | ROMANCE E ALTRI RIMEDI

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