Recensione “La spia di milord” di Fabiola D’amico

Buongiorno! Oggi vi parlo di uno degli ultimi romanzi che ho avuto il piacere di leggere: “La spia di milord” di Fabiola D’Amico. Curiosi? Leggete la mia recensione!

cover spia 1Sinossi:

Parigi – Londra, 1800. Dopo l’attentato a Napoleone, il primo Ministro Fouché manda a Londra una sua giovane e vergine spia per stanare gli ideatori del complotto. Il suo compito sarà uccidere chi ha aiutato il sovvertitore. Juliette non può sottrarsi a questo compito e si ritrova coinvolta in una vendita di vergini. Il suo acquirente è Lord Hamilton, all’apparenza un nobile buono a nulla. Dopo una notte di passione infuocata, Juliette capirà che spesso le persone indossano maschere. Porterà a buon fine la missione? Ucciderà il lord?


Recensione di Mara

Quando ho iniziato a leggere questo romanzo avevo bisogno di una storia che mi permettesse di staccare un po’ dalla noia, e mi regalasse qualche ora d’evasione. La spia di Milord è stata la giusta risposta alle mie esigenze.

La storia è ambientata in due delle città europee tra le più affascinanti nel 1800:  Parigi e Londra. Amo moltissimo sia questo periodo storico sia le città, per cui potevo perdere l’occasione di leggere questo romanzo? Ovviamente, no!

Juliette è una ragazza che ha dovuto imparare in fretta a cavarsela da sola. Il passato doloroso che ha alle spalle, l’ha segnata duramente e l’ha resa una ragazza responsabile e più matura delle sue coetanee.

È rimasta orfana in giovane età, ma non si è persa d’animo, non si è fatta travolgere dal dolore, al contrario, si è tirata su le maniche per garantire un futuro a se stessa e a Camille, la sorella minore. Ho amato il suo spirito d’iniziativa: è una ragazza forte, intraprendente che affronta la vita con coraggio e senza troppe paure, ma è anche una persona buona e pura.

Juliette entrò nella stanza buia, illuminata a malapena da una candela la cui fiamma tremolava agli spifferi di vento. La semioscurità non la sorprese, era così ogni volta che l’uomo la mandava a chiamare per darle una nuova missione. Sebbene non riuscisse a vederlo, sapeva che la stava fissando con quegli occhi piccoli in cui non brillava mai l’accenno di un sorriso, tanto che aveva sempre pensato che in lui vivesse il demonio. Joseph Fouché, ministro della polizia di Napoleone, era un uomo di potere, che aveva conquistato i favori del primo console con mezzi non sempre leciti. Dieci anni prima l’aveva salvata da un destino crudele, ma con il tempo aveva preteso la sua fedeltà assoluta. Ai suoi occhi Juliette era una pedina in un grande scacchiere. Nient’altro.

Per tutta una serie di vicissitudini, Juliette si ritrova a diventare una spia al servizio del Ministro Fouché, un uomo ambiguo che l’ha salvata da un’esistenza grama, offrendole la possibilità di una vita dignitosa, ma è anche un uomo freddo, calcolatore, privo di scrupoli che farebbe di tutto per raggiungere i suoi scopi. Fouché affida a Juliette una missione particolare (e molto importante per il ministro): sedurre e assassinare lord Hamilton, il responsabile dell’attentato a Napoleone.

Juliette non è molto felice della cosa perché, un conto è riferire messaggi o notizie come aveva fatto fino a quel momento, un altro è assassinare a sangue freddo una persona. Fouché conosce il punto debole della ragazza e, ricattandola, riesce a ottenere quello che vuole. Juliette è combattuta e non sa se sarà mai in grado di portare a termine la missione.

Egli era un perfetto dandy: si vestiva in modo sobrio, si dedicava al gioco e alle donne, si annoiava quando si parlava di affari e di denaro. Viveva fuori dalle regole, facendo parlare spesso di sé. Pochi sapevano che tutto ciò era soltanto apparenza. Era un perfetto attore, perché per Lord Hamilton la vita di conte non era altro che una recita, portata avanti per celare la sua vera personalità.

Lord Hamilton è un personaggio che tutti descrivono come dissoluto, privo di scrupoli, senza spina dorsale e dedito a una vita di piaceri, ma questa è solo una maschera. Juliette non fatica a comprendere la vera personalità dell’uomo, che in realtà è una persona che vive seguendo dei sani principi, un benefattore. Prova sin da subito una singolare attrazione per lui ed è quasi stupita dai suoi sentimenti. Infatti, non ha alcuna esperienza in amore e grazie a Lord Hamilton scoprirà anche cosa sia la passione. Ma, Juliette, è a Londra per uno scopo. Riuscirà a portare a termine la missione? Ucciderà Lord Hamilton?

La trama è lineare e non ci sono grossi sconvolgimenti, ma mi sono sentita coinvolta sin dalle prime pagine. Un enorme pregio della D’Amico è la capacità di narrare la scena più piccante con eleganza, senza mai cadere nel banale o nel volgare, e senza annoiare.

Lo stile di scrittura pulito, diretto e scorrevole contribuisce a rendere il ritmo della narrazione incalzante. Gli eventi si succedono rapidamente e anche i dialoghi sono veloci e finalizzati alla trama. Il modo di esprimersi e di agire dei personaggi è, inoltre, consono al periodo storico in cui è ambientato il romanzo. Le azioni e i dialoghi trovano nel racconto maggiore spazio rispetto alle descrizioni (che non appesantiscono la storia).

È una lettura gradevole ed è stata tutto sommato all’altezza delle mie aspettative, ma forse avrei voluto che il romanzo fosse un po’ più lungo perché, sebbene io abbia apprezzato i protagonisti, avrei preferito avessero un po’ più spazio per conoscerli meglio e per provare maggior empatia. È sempre piacevole leggere i romanzi della D’Amico, che conosco principalmente per le sue opere d’ambientazione contemporanea, ed è stato bello riscoprirla in questa veste nuova.

La spia di Milord è un romanzo frizzante che ti fa tornare il buon umore e, tra scene d’avventura e di passione, il tempo scorre e non ti accorgi nemmeno di essere arrivata alla fine. Se amate i romance storici e siete in cerca di una lettura breve e leggera questo libro potrebbe essere adatto a voi!

Il romanzo è disponibile su Amazon.

4 pensieri su “Recensione “La spia di milord” di Fabiola D’amico

  1. Sembra davvero interessante, ma, confesso, probabilmente non l’avrei letto… 😦 La cover non riesce a stuzzicarmi a sufficienza XD Mannaggia al fatto che l’occhio vuole la sua parte!

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