Blogtour: “Dimmi che ti ricorderai di me” di Katie McGarry – Ed. Harper Collins – Recensione

Buongiorno! Oggi è la giornata conclusiva del blogtour dedicato al romanzo di Katie McGarry. Ringrazio la casa editrice per la sua disponibilità e Susy (I miei magici mondi) per avermi coinvolto.

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Vi lascio la mia recensione e vi ricordo di passare anche a leggere le tappe dell’evento (in fondo troverete un banner con l’elenco dei blog partecipanti).

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Quando Hendrix è finito in carcere per un crimine che non ha commesso, per un po’ ha pensato che la sua vita fosse arrivata al capolinea. Poi è stato inserito in un ambizioso programma di riabilitazione, fiore all’occhiello del governatore del Kentucky, e si è reso conto subito che quella era la sua unica possibilità di rimettersi in riga. Ora, finalmente libero, ha tutte le intenzioni di rimboccarsi le maniche e lavorare sodo per costruirsi una vita. Ellison, invece, ha un’esistenza privilegiata: essere figlia del governatore le apre tutte le porte, anche se a volte le aspettative paterne e le pressioni a cui è sottoposta sono dure da mandar giù. A lei piacerebbe seguire le proprie inclinazioni e andare avanti per la propria strada, ovunque porti. Elle e Drix vivono realtà completamente diverse, eppure, quando le loro strade si incrociano, è subito chiaro a entrambi che tra loro c’è qualcosa di molto speciale. Ma è altrettanto evidente che ci sono anche parecchi problemi, perché Drix non è il tipo di ragazzo che il governatore ha in mente per la figlia, ed Elle non è il genere di ragazza che potrebbe capire la vita incasinata di Drix. Certo, l’amore potrebbe infrangere qualunque barriera… se solo avessero il coraggio di lottare contro una società che non vuole vederli insieme.


Recensione di Mara

È la prima volta che leggo un romanzo della McGarry e devo ammettere che è stata una piacevole scoperta. Mi piace spaziare tra i generi letterari e mi sono sempre considerata una lettrice versatile ma, quando l’età dei protagonisti è molto acerba a volte, ho qualche difficoltà nell’immedesimarmi perché spesso i loro problemi e le situazioni descritte ai miei occhi sembrano un po’ troppo leggere. Che ci volete fare, inizio ad avere una certa età!

Nel libro della McGarry questo non mi è successo e, anzi, mi ha stupito per la sua profondità.

Elle e Drix sono due ragazzi diciassettenni figli di due “mondi” agli antipodi: lei è la giovane e bellissima figlia del governatore mentre lui è un ragazzo che vive ai margini della società.

Elle è in apparenza una ragazza sicura di sé, brillante, ha fascino, ricchezza e tutto il mondo è ai suoi piedi. Sembrerebbe il ritratto della persona realizzata. Ma sarà così, o è solo una facciata?

In realtà la sua vita non è così idilliaca anzi, è tutt’altro che felice. Certo, economicamente non le manca nulla e vive in una dimora di lusso, ma essere la figlia del governatore è tutt’altro che facile e significa essere costantemente sotto i riflettori, non potersi permettere nessun errore e non avere nessuna libertà decisionale. Tutto questo la fa sentire come se fosse rinchiusa in una prigione dorata.

Ciò che faccio o non faccio si riflette sempre su mia madre e mio padre. La perfezione. È ciò che il mondo si aspetta da chiunque si trovi sotto i riflettori, soprattutto se si tratta di politici. Nessuna pressione, proprio. (…) (…) Il successo, almeno agli occhi dei miei genitori, quando si tratta di me, è sfuggente. (…) (…) A volte è dura essere la figlia di due persone eccezionali senza essere minimamente vicina al successo che hanno loro.

Nonostante le apparenze, Drix è un bravo ragazzo e non si può non amarlo. Ha un passato alle spalle difficilissimo e a soli diciassette anni si è ritrovato a dover crescere e maturare in fretta. In certi momenti stentavo quasi a credere che i suoi pensieri fossero quelli di un ragazzo così giovane. Ha dovuto lottare con il mondo sin da quando è nato, i suoi genitori sono sempre stati per lo più assenti (e quando erano presenti era meglio che non ci fossero) e, in un tale stato di abbandono, è intuibile quanto sia facile smarrire la via. Drix ha letteralmente toccato il fondo, schiavo di vizi e di cattive abitudini. Quando proprio non riesce a intravedere nessuna possibilità per il suo futuro, il caso gli fornisce una via d’uscita. Il governatore Monroe (il padre di Elle) lo ha selezionato per un progetto di riabilitazione che ha lo scopo di dare una seconda opportunità a questi ragazzi che per diversi motivi hanno avuto problemi con la legge favorendone l’inserimento in società. Questo progetto ha dato la possibilità al ragazzo di riportare alla luce le sue doti nascoste e gli ha fatto ritornare la voglia di vivere e di lottare per costruirsi un futuro. Il nuovo Drix è una persona completamente diversa: maturo, responsabile, forte, deciso e protettivo nei confronti di chi ama.

Siamo in trappola. Te l’ho detto fin dall’inizio che siamo in trappola. Non possiamo prendere nemmeno una decisione nella nostra vita. Siamo burattini che per qualche secondo hanno creduto di essere liberi dai fili.

Senza esserne completamente consapevoli, Drix ed Elle si trovano intrappolati nelle grinfie dei genitori della ragazza che, come due burattinai, amministrano le loro vite. Elle deve essere sempre perfetta ed è l’immagine ideale da sfruttare per la campagna elettorale, Drix è l’esempio del successo del progetto del governatore e, quindi, come se fosse un trofeo, viene messo in mostra nelle occasioni pubbliche per la propaganda.

È la prima volta che mi trovo a odiare così profondamente dei personaggi di un libro, ma non ho potuto fare altrimenti. Ho trovato i genitori di Elle ottusi, manipolatori, falsi e profondamente egoisti. Non si sono mai posti un dubbio sulle loro azioni e per anni hanno esercitato una tale pressione sulla ragazza al punto che lei si è quasi sentita quasi soffocare per tutto questo tempo. Grazie a questo loro atteggiamento, inoltre, Elle vive con un forte senso di insicurezza e di inadeguatezza che non la fa mai sentire all’altezza delle situazioni. So cosa vuol dire vivere con questo tipo di sensazioni e quando leggevo certe frasi mi sentivo davvero prudere le mani dalla rabbia.

Il primo incontro tra Elle e Drix è stato fortuito e, in quel momento, nessuno dei due conosceva l’identità dell’altro. Sin da subito si crea tra i due una particolare affinità che li porta a comprendersi al volo nonostante la palese differenza del loro background familiare.

Noi due siamo diversi. Del tutto diversi, come se fossimo agli estremi di una scala. L’unica cosa che abbiamo in comune, da quel che vedo,è che sembra più o meno della mia età ed entrambi portiamo delle scarpe. Io sandali, lui anfibi consumati. Lui ha jeans flosci e strappati e una t-shirt bianca, io shorts kaki stirati e un top blu aderente. Io orecchini di diamanti e un braccialetto d’oro con un pendente a forma di cuore, lui una cintura nera con borchie di metallo e una catena argentata che va dal passante al portafoglio. In teoria dovrei avere più cose in comune con gli sfigati del college, eppure è con questo ragazzo che mi sento a mio agio.

Inizialmente tra di loro nasce una bella amicizia e una forte complicità ma, con il passare del tempo, il sentimento si rafforza. Il legame non è ben visto perché i due ragazzi vengono da mondi diversi e, in particolare nel mondo di Elle, l’immagine pubblica è tutto. I due giovani troveranno numerosi ostacoli sul loro percorso.

La realtà presentata nel romanzo dalla McGarry è dura, aspra e il mondo appare come una giungla ostile in cui Elle e Drix possono sopravvivere solo rimanendo uniti perché nessun altro sembra essere in grado di comprendere e aiutare questi due ragazzi che vengono condannati per ogni singolo errore che fanno. Per quanto possano essere dure certe situazioni descritte, sono anche davvero realistiche e le tematiche che l’autrice approfondisce nel romanzo sono di grande attualità e importanza, come lo stato di abbandono e di degrado in cui si trovano a vivere alcuni adolescenti, la dipendenza dagli stupefacenti, il sistema giudiziario che non funziona (e che spesso chi ne fa le spese sono le persone innocenti) e molto altro.

Qualcuno fa qualcosa di sbagliato e loro sbavano per metterlo in croce. Non esiste perdono, solo vendetta.

Lo stile della McGarry è scorrevole e fluido e trovo indovinata la scelta di narrare il romanzo alternando i pov di Drix ed Elle perché mi ha permesso di immedesimarmi meglio nella vicenda. Il libro è corposo, ma si legge velocemente perché ci si appassiona subito alla storia. Il più grande pregio del romanzo è, a mio avviso, la cura con cui l’autrice ha caratterizzato i personaggi al punto che mi è sembrato quasi di trovarmi davanti a persone reali. Per quanto riguarda le descrizioni la McGarry sembra che volutamente voglia lasciare spazio all’immaginazione del lettore tratteggiando solo brevemente i luoghi che sono di particolare rilievo ai fini della trama.

In conclusione Dimmi che ti ricorderai di me è stata una lettura più che piacevole e certamente leggerò altri libri di questa autrice in futuro.

Questo romanzo non è solamente una storia d’amore delicata (e mai mielosa), ma anche d’amicizia, di legami familiari, di errori e di rinascita. Lasciatevi travolgere dalla storia di Drix ed Elle: vi emozionerete, vi arrabbierete e vi commuoverete. Non mi vergogno ad ammettere che mi è scappata anche qualche lacrima.

Il romanzo è disponibile su Amazon.

Non dimenticate di seguire le altre tappe del blogtour e di leggere le altre recensioni!

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8 pensieri su “Blogtour: “Dimmi che ti ricorderai di me” di Katie McGarry – Ed. Harper Collins – Recensione

  1. Si i genitori sono due persone così insopportabili! Elle ha una forza che mi è piaciuta subito e poi Drix…<3
    Sono contentissima che questo libro ti sia piaciuto e che abiba conosciuto la Mc Garry

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  2. anche io a volte ho difficoltà con i libri per ragazzi, anche se amo molto il genere. Questa autrice invece si fa leggere benissimo a qualunque età, come hai detto tu. Bellissima recensione Mara!

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