Recensione: “Giulia Tofana – Gli amori, i veleni” di Adriana Assini  – Ed. Scrittura & Scritture

Buongiorno! Oggi vi propongo la recensione di un libro che gli amanti del romanzo storico non possono assolutamente farsi sfuggire. Sto parlando di Giulia Tofana – Gli amori, i veleni di Adriana Assini (ed. Scrittura & Scritture)

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Nella Roma barocca di Urbano VIII trionfa l’arte e imperano le feste, ma anche il Tribunale dell’Inquisizione lavora senza soste. Le leggi le fanno ancora gli uomini e le donne le subiscono, assieme ai matrimoni imposti e ai maltrattamenti non puniti, prepotenze a cui nessuno, nemmeno il Santo Padre, intende porre rimedio. La musica cambia, però, quando nella città sul Tevere approda una bella forestiera, Giulia Tofana, giovane plebea di dubbia morale e cuore schietto. Innamorata persa di un barone e amante di un bel frate, non ne sa di scienza né di lettere, ma a forza di trafficare con l’arsenico e l’antimonio, ha messo a punto la formula di un veleno che non lascia tracce, non desta sospetti. Un veleno perfetto, dunque, che però non è per tutti: paladina di giustizia, Giulia lo vende soltanto alle donne. Per liberarsi di mariti grevi e maneschi, che non hanno scelto.


Recensione di Mara

Ammetto che prima di leggere il romanzo della Assini non avevo nessuna idea di chi fosse Giulia Tofana ed è stato davvero interessante conoscere la sua storia grazie all’omonimo romanzo di questa autrice.

Combinando la fantasia con i dati storici, la Assini ci porta a ritroso nel tempo in un’epoca difficile e molto interessante per gli studiosi: il 1600. Le difficoltà in quegli anni erano a dir poco numerose: la peste mieteva molte vittime e disordini e tafferugli erano all’ordine del giorno. Quelli erano, inoltre, gli anni in cui il tribunale dell’Inquisizione lavorava con operosità.

Giulia Tofana è una ragazza siciliana di umili origini che lotta ogni giorno con la povertà per la sua sopravvivenza. È una figura controversa e di dubbia moralità che non esita a prostituirsi insieme a Girolama, sua “sorella di latte”, per poter avere almeno il minimo indispensabile per tirare avanti. In un mondo in cui le donne erano spesso vittime dei loro mariti e non avevano nessuna possibilità di difendersi, Giulia, molto abile nel manovrare spezie e intrugli di vario tipo, mette a punto un veleno miscelando arsenico e antimonio, la cosiddetta “acqua tofana”.  Il preparato è insapore e inodore e se somministrato nelle giuste dosi è letale e non lascia nessuna traccia. La Tofana è stata un’assassina seriale e si stima che circa seicento persone di qualsiasi ceto o estrazione sociale siano morte indirettamente per causa sua.

“Osservatela bene: è simile all’acqua e non si farà notare quando la somministrerete a vostro marito nei pasti o nelle bevande. Nel giro di una settimana, il barone sarà colto da una normale febbre, proprio come se avesse un raffreddore. Voi pazientate e soprattutto non perdete mai la fede, perché presto il vostro sposo passerà dal sonno alla morte senza nemmeno un gemito.”

Giulia è una donna ambiziosa e non ci sta a rassegnarsi a una vita di privazioni e da tempo sta cercando un modo per uscire dalla sua condizione di povertà per poter diventare degna dell’uomo di cui si è innamorata.

Da tempo il suo cuore è legato a Manfredi, un giovane nobile che gode di un certo prestigio nella città. È un amore difficile e infelice perché anche se lui sembra ricambiarla, la loro diversa estrazione sociale è un ostacolo insormontabile e un matrimonio tra i due appare davvero poco fattibile.

Mi è piaciuta molto la figura della Tofana. Ho apprezzato la sua tenacia e la sua determinazione, fuori dal comune. La precarietà delle sue condizioni l’hanno temprata al punto che nulla sembra mai turbarla e riesce a fronteggiare ogni difficoltà con orgoglio e a testa alta. Ha una lingua tagliente e non è succube degli uomini come la maggior parte delle altre donne, al contrario lei non si fa mettere in soggezione da nessuno.

 “Che male c’è nel fare il bene? Io sono la speranza di tante sventurate che nessun giudice difende, che nessun santo protegge” affermò altera, inveendo contro la stirpe di Adamo, che aveva la sfrontatezza di varare leggi inique, concepite a esclusivo vantaggio di se stessa. “Ci oltraggiano, ma non ci domandano perdono. Ci uccidono e se la cavano con un’ammenda. (…) (…)”

Giulia è una donna di indiscutibile bellezza che conosce alla perfezione le arti della seduzione e sa come utilizzarle a proprio vantaggio. È difficile che un uomo possa resisterle. Nicodemo è un giovane frate che cade vittima del fascino della ragazza e non esiterà ad aiutarla assumendosi anche dei rischi importanti. Nicodemo è un uomo buono e credente, ma vede con chiarezza quali sono i punti deboli e i difetti della Chiesa, spesso troppo corrotta, e arriva ad abbracciare anche delle idee piuttosto rivoluzionarie e, quindi, potenzialmente pericolose.

Di Urbano VIII, al secolo Maffeo Barberini, Nicodemo aveva una pessima opinione. Eletto meno di un anno prima, il nuovo papa s’era subito distinto per la disinvoltura con cui, già dalle prime settimane in cui s’era installato in Vaticano, aveva attinto a mani basse dai forzieri. E mentre, da una parte, sistemava amici e parenti con donazioni e alte cariche, dall’altra, tartassava i sudditi con tasse, dazi, balzelli.

Un altro personaggio secondario è Girolama, una donna concreta, pragmatica che spesso cerca di tenere a bada le ambizioni di Giulia, ma, purtroppo,  le sue premure e i suoi consigli non hanno impedito alla Tofana di mettersi nei guai.

“(…) (…) Vi stupirete di scoprire che in questa città non c’è un angolo che non nasconda una storia d’amore o di coltello.”

Il più grande pregio di questo romanzo è la ricostruzione storica e geografica. Raramente mi è capitato di trovarmi di fronte a un libro così ben caratterizzato e curato in ogni minimo dettaglio e si percepisce chiaramente che il lavoro di ricerca dell’autrice è stato davvero meticoloso. Il testo è ricco di riferimenti e curiosità che sanno catturare l’attenzione e che mi hanno spinto sempre di più a proseguire la lettura. Sono evidenziati con estrema precisione anche gli usi, i costumi dell’epoca e in certi momenti mi è davvero sembrato di essere stata catapultata per le vie della Roma seicentesca.

Lo stile della Assini è elegante, ricercato e pertinente con il contesto storico.  Ho apprezzato anche l’inserimento di alcune frasi dialettali che hanno aumentato la mia sensazione di veridicità della vicenda.

Giulia Tofana – gli amori, i veleni è un incredibile viaggio nel tempo che, attraverso personaggi affascinanti, sa ammaliare il lettore. È un libro poco voluminoso che merita di essere letto con calma e attenzione perché ogni frase è piena di significato e i riferimenti storici sono davvero molti. L’autrice è abile nel dosare le informazioni storiche rendendo la storia sempre accattivate e mai pesante.

Se siete amanti della storia e adorate questo genere letterario non potete perdere il libro della Assini. Scommetto che anche voi ne rimarrete affascinati!


Biografia

Adriana Assini vive e lavora a Roma. Sulla scia di passioni perdute, gesta dimenticate,vite fuori dal comune, guarda al passato per capire meglio il presente e con quel che vede ci costruisce un romanzo, una piccola finestra aperta sul mondo di ieri. Dipinge. Soltanto acquarelli. E anche quando scrive si ha l’impressione che dalla sua penna, oltre alle parole, escano le ocre rosse, gli azzurri oltremare, i luccicanti vermigli in cui intinge i suoi pennelli. Per Scrittura & Scritture ha pubblicato diversi romanzi storici tra cui Un caffè con Robespierre (2016) – Premio “L’unicorno – Rovigo” per il miglior romanzo storico, e il premio “L’Iguana”, promosso dall’ Istituto di Studi Filosofici di Napoli e Associazione Eleonora Pimentel – La riva verde (2014), e Le rose di Cordova che dal 2007 a oggi ha visto succedersi tre edizioni e due ristampe, raccogliendo il favore di librai, critici e lettori.

Il romanzo è disponibile su Amazon.

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