Review Party 2.0 – “La grammatica del cuore” di Mary Simses – ed. Mondadori

Buongiorno! Oggi partecipo a un evento particolare: un Review party 2.0. Abbiamo deciso di inserire un pizzico di originalità ai soliti Review Party inserendo alla fine un piccolo approfondimento su un aspetto del libro.

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Essendo io la girovaga del gruppo (o almeno mi piacerebbe)  mi sono presa l’onere di farvi da guida per le vie di Dorset, la piccola città che fa da scenario alla storia.

Ringrazio l’attivissima Susy, tutte le altre colleghe blogger e la casa editrice per avermi coinvolto ancora una volta in questo evento.

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Rimasta senza fidanzato, senza una casa dove stare e senza lavoro, Grace Hammond, redattrice puntigliosa, decide di lasciare New York e tutte le preoccupazioni alle spalle e ritornare nel Connecticut, nella piccola città di origine dove vivono i suoi genitori. Ma quella che doveva essere una breve visita alla sua famiglia e una pausa di riflessione diventa invece una permanenza sempre più lunga. Bravissima nel dispensare consigli e organizzare la vita degli altri, Grace in realtà non lo è affatto quando si tratta di occuparsi di sé, e non è ancora in grado di definire delle regole per evitare di sbagliare di continuo. Solo facendo i conti con il passato e con la tragica scomparsa della sorella avvenuta molti anni prima, Grace riesce a ridare un senso alla sua vita: incontra dopo tanto tempo Peter, un suo ex conosciuto al liceo, ora famoso regista di Hollywood, che sembra interessarsi a lei e, soprattutto, ha modo di frequentare Mitch, il proprietario del locale negozio di biciclette che la riporta agli anni della sua giovinezza. Ma Grace cosa desidera davvero per sé e dove la porta il cuore?


Recensione di Mara

La vita di Grace è un vero disastro negli ultimi tempi e la sfortuna sembra avercela davvero con lei. Come una novella Fantozzi si trova nel giro di pochi giorni senza un lavoro, senza un fidanzato e addirittura senza casa. Rassegnata e un po’ depressa decide di tornare a Dorset, una piccola città nel Connecticut dove ha vissuto durante la sua giovinezza.

Il suo progetto iniziale è quello di spalmarsi su un divano, in pigiama e trascorrere il resto delle giornate divorando confezioni di gelato, leggendo libri e riflettendo sulle ingiustizie della vita. Peccato che Grace non abbia fatto i conti con Cluny, la sua amica d’infanzia, che non vuole permettere che l’amica sprechi il suo tempo a piangersi addosso.

In pochi giorni, grazie all’aiuto di Cluny, Grace riesce ad abituarsi di nuovo alla vita di paese. Era tantissimo tempo che non aveva l’occasione di fermarsi a lungo nella sua città natale ed è con grande piacere che incontra di nuovo persone che un tempo sono state importanti nella sua vita, come ex professori, amici o negozianti che ancora si ricordano di lei. Ovviamente fra tanti incontri piacevoli, qualche vecchia conoscenza lo è un po’ meno, come per esempio la sua ex compagna di classe, Regan, una donna appariscente e dalla lingua biforcuta che non perde mai occasione per umiliarla e farla sentire ridicola.

Per pura coincidenza, nello stesso periodo in cui Grace si trova a casa dei genitori, ritorna in città Peter, una sua vecchia fiamma. Peter è diventato un regista hollywoodiano di successo e ha deciso di girare alcune scene del suo nuovo film proprio a Dorset, creando, tra l’altro, un certo scompiglio nel tranquillo paesino.

Forse non tutto il male viene per nuocere e il ritrovarsi entrambi nello stesso periodo nella stessa città è un segno del destino! La faccenda inizia a complicarsi quando Grace conosce anche Sean, un famoso attore ammirato da molte fans che lo inseguono ovunque, e Mitch, un giovane del posto un po’ burbero che aiuta il padre nel suo negozio di biciclette. Chi tra i tre la spunterà? Il primo amore? L’uomo burbero e un po’ irascibile? O l’attore sexy e ammirato da tutte le donne? Per scoprirlo leggete il libro!

«Il tuo vecchio filarino del liceo, ora regista hollywoodiano di successo, è di nuovo in città. Che ne pensi?»«Penso che abbiamo vissuto una serata incredibile, Cluny. Un ballo, un bacio. Ma è stata una storia breve.»«Può darsi, ma preceduta da una lunga amicizia. E dicono che una storia d’amore che nasce da un’amicizia è destinata a durare.» Studio la foto. Gli occhi di Peter, caldi e ammiccanti, mi fissano. «Mmh. È così che si dice?»«Lo sai anche tu che la vostra relazione sarebbe durata molto di più se le cose non fossero andate… come sono andate.» Cluny soffoca in gola le ultime parole e la sua voce si riduce a un sussurro. So bene a cosa sta pensando. “Se le cose non fossero andate come sono andate il giorno dopo. Con Renny.”

I personaggi di questo romanzo sono numerosi, ma non tutti sono approfonditi in egual misura. I meglio caratterizzati della storia sono Grace e la sua famiglia. Grace lavorava come redattrice tecnica ed è ossessionata dalla grammatica e quando esce ha sempre con sé un pennarello per poter correggere i refusi che trova su cartelli e volantini. I suoi genitori sono due persone premurose e temono che la figlia stia sprecando la sua vita a causa di scelte lavorative che non la valorizzano e hanno paura che lei non riesca a comprendere quale sia la sua vera vocazione. Entrambi sentono la sua mancanza perché Grace va a trovarli sempre con minor frequenza, e sono quasi felici del fatto che si trovi in una situazione di difficoltà perché questo ha dato loro l’opportunità di trascorrere del tempo insieme.

Ho apprezzato l’inserimento delle molte scene divertenti che rendono la lettura più piacevole e interessante. Grace è una maga nel fare gaffes di ogni genere e questo ha alleggerito molto la narrazione che presenta anche dei temi piuttosto profondi. Dietro la facciata un po’ buffa e un po’ da “maestrina” di Grace, c’è una donna profondamente insicura, con poca autostima e fiducia di se stessa. Ha trascorso tutta la vita nell’ombra perché ogni suo successo veniva sempre oscurato, sin da quando era adolescente, da Renny, la talentuosa sorella maggiore che è purtroppo scomparsa drammaticamente da alcuni anni.  Un evento tragico come questo non può non aver avuto effetto sulla famiglia e l’autrice è stata abile nel descrivere la portata di questa tragedia che ha profondamente cambiato la famiglia di Grace ed è stata la causa del suo trasferimento altrove.

«Mmh.» Frugo nella borsetta alla ricerca dei miei Sharpie neri e tiro fuori quello con la punta fine. Togliendo il tappo sento subito l’odore pungente di qualunque sia il liquido con cui impregnano quei pennarelli per far durare l’inchiostro così a lungo. Poi, con un tratto deciso, cancello la “a” davanti alla parola “gratis”. «Cos’è?» chiede Cluny sbirciando da sopra le mie spalle. «Ehi! Ma cosa stai facendo?» «È l’invito a una biciclettata. C’è un refuso.» Prendo l’intera pila di volantini dal bancone. Cluny mi strappa il pennarello di mano. «Ehi, smettila» sussurra. «Non sei più al tuo vecchio lavoro. I titolari potrebbero non gradire il tuo intervento.» Si volta verso la porta, dove il proprietario sta congedando la cliente con la figlia. «Ma se l’ho notato io, lo faranno anche gli altri. Ed è un errore.» Mi riprendo il pennarello. «Sai che cosa è capitato sulla mia scrivania il giorno prima che silurassero tutto il nostro reparto?» dico continuando a correggere. «Un sacchetto di chivda, quello snack indiano a base di fiocchi di riso e altri ingredienti. La scritta sul sacchetto diceva “Bombay Garden Chivda, il gusto della gente”. Ti rendi conto? Come se dentro ci fossero delle persone ridotte in polvere.»

Ho trovato un po’ poco approfondite  le tre figure maschili presenti: Peter, Mitch e Sean. Spesso infatti ho faticato a comprendere la loro personalità e le motivazioni dietro alcune scelte e atteggiamenti. Le premesse per avere dei personaggi interessanti e carismatici c’erano tutte, ma l’autrice non sembra sia riuscita a sfruttare queste figure in pieno e, a volte,  il loro ruolo nella vicenda risulta poco chiaro o addirittura superfluo.

La trama del romanzo è lineare e non ci sono grossi colpi di scena. L’aspetto romance della storia non è centrale nella vicenda come mi aspettavo, invece, leggendo la trama, e non è stato dato molto spazio all’innamoramento dei personaggi. La maggior parte degli eventi ruotano attorno a Grace e alla sua difficoltà nell’elaborare il lutto e nel prendere in mano le redini della sua vita.

La grammatica del cuore è una lettura che tutto sommato anche se presenta qualche pecca si è rivelata gradevole, mi ha anche regalato momenti di puro divertimento. Ho trovato poco scorrevole la prima parte e ho faticato un po’, rispetto al solito, a farmi coinvolgere dalla storia. Lo stile della Simses è dettagliato e ricco di descrizioni, cosa che tende a rallentare il ritmo della narrazione. Le descrizioni dei luoghi presenti nel testo, però, sono bellissime e si riesce senza troppa fatica a immaginare i posti citati.

Molto carine e originali le note introduttive all’inizio di ogni capitolo in cui l’autrice inserisce una breve spiegazione di grammatica. In fondo un piccolo ripasso non fa mai male a nessuno!

Se non siete a caccia del classico romance che vi fa palpitare il cuore, ma siete in cerca di un romanzo estivo e che vi regali qualche momento di divertimento, La grammatica del cuore potrebbe essere adatto a voi!


Ambientazioni: “Viaggiando tra passato e presente”

La grammatica del cuore è ambientato a Dorset, un paesino del Connecticut, uno stato della regione nord est degli Stati Uniti. Dorset è un paesino sulla costa, ricco di vegetazione, che esteticamente ricorda un po’ i diversi paesini del Maine, situati vicini ad alte scogliere e ai numerosi fari. Nella mia mente questi posti conservano sempre un certo fascino romantico. Siete pronti per un veloce tour virtuale?

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Fonte: Pixabay

La casa dei genitori di Grace si trova su una specie di promontorio che viene chiamato Punta Hammond (perché appartiene alla sua famiglia da generazioni). Il tempo sembra non aver cambiato questo luogo e infatti anche i cambiamenti all’interno della casa sono stati pochi e dentro a essa il tempo pare essersi fermato. La sua camera è quasi identica a quella che aveva quando era una teenager e addirittura nel ripostiglio, il luogo dove lei e la sorella si rifugiavano, ci sono gli stessi poster e le stesse decorazioni di un tempo.

La strada si snoda lungo la linea ondulata della costa e una brezza salmastra entra a folate dai finestrini. Cerco con lo sguardo qualche sprazzo di azzurro dove l’acqua dello Stretto fa capolino tra le case e gli alberi. La maggior parte delle abitazioni nei dintorni sono antiche residenze in stile coloniale o fattorie, molte delle quali, come la nostra, risalenti al XIX secolo. I prati si estendono liberamente, punteggiati da querce e aceri vigorosi che hanno visto generazioni di bambini dondolarsi ai loro rami o arrampicarsi sui loro tronchi per godere di una vista migliore dello Stretto.

 

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Fonte: Pixabay

Molte delle case presenti a Dorset sono delle vecchie ville costruite in stile coloniale o vittoriano che sono state riadattate alle necessità attuali e sono testimonianza di un passato che ha ancora influenza sulla vita di tutti i giorni. Alcune di queste dimore sono diventate degli esercizi commerciali come per esempio il Nutmeg Market o il Sage Hardware, ma è ancora possibile immaginare il fascino che dovevano avere gli interni di quelle case.

Come molti paesi, anche a Dorset c’è una strada principale dove troviamo la maggior parte degli esercizi commerciali e dove la gente abitualmente si ritrova. Molti locali di un tempo, seppur con un diverso aspetto, sono ancora presenti, come il Sugar Bowl, una tavola calda dove i ragazzi si ritrovano. Forse l’aspetto esterno è un po’ cambiato, ma la sostanza delle cose è sempre la stessa e al Sugar Bowl vengono servite le stesse prelibatezze di un tempo. Anche la chiesa appare diversa a causa dei lavori di ristrutturazione del campanile.

Allontanandoci dalla costa, percorriamo i chilometri successivi salendo e scendendo da colline ricoperte di rigogliosa vegetazione estiva e pervase dal delicato profumo di caprifoglio. Dopo un’ampia curva ci troviamo davanti la chiesa presbiteriana rivestita di assicelle di legno bianche che si erge orgogliosamente al limite di un grande rettangolo di prato verde. «Finalmente hanno costruito il campanile nuovo» osservo. Quello vecchio ha preso fuoco qualche anno fa, e la chiesa ha dovuto organizzare una raccolta fondi per sostituirlo. «Mi pare bello» commenta Cluny. Io preferivo quello di prima, ma non dico nulla. Il campanile nuovo ha un’aria un po’ troppo moderna, e mi domando se sia di legno o se sia stato realizzato con qualche materiale sintetico resistente al fuoco.

Ci sono anche degli esercizi commerciali nuovi e in alcuni casi alcune nuove attività hanno sostituito quelle precedenti come nel caso della vecchia scuola di danza. Al suo posto troviamo un ristorante italiano, il Bellagio. La presenza di un ristorante italiano in un simile contesto dimostra che la città sta cambiando e si sta aprendo alle novità.

Alcuni luoghi, però, sono rimasti immutati nel tempo, come il negozio di biciclette dove lavora Mitch (forse è solo un po’ più disordinato di un tempo) o l’Hickory Bluff Store che da sempre mostra la stessa disposizione e che rievoca dolci ricordi nella mente di Grace e le trasmette anche un senso di sicurezza.

Seguo la mia amica all’interno dell’Hickory Bluff Store, il cui ricco assortimento di attrezzature da barca e di accessori vari per la spiaggia non è cambiato. (…) (…) Mi torna in mente che Renny e io compravamo qui M&M’S e barrette di Snickers e andavamo a mangiarle sul molo, sedute con i piedi immersi nell’acqua. Senza nemmeno guardare, so che contro la parete in fondo c’è un vecchio frigorifero pieno di bibite in bottiglia e una stanzetta laterale dove vendono le esche. È rassicurante scoprire che certe cose sono rimaste invariate.

Dorset sembra essere, quindi, un paesino davvero interessante in cui la storia e la modernità sembrano fondersi. Confesso di aver pensato per più volte a Dorset come una sorta di Cabot Cove un po’ più vivace (e senza omicidi). E voi che idea ve ne siete fatti?

Il romanzo è disponibile su Amazon

 

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10 pensieri su “Review Party 2.0 – “La grammatica del cuore” di Mary Simses – ed. Mondadori

  1. Belle le immagini che hai scelto ci fanno entrare ancora di più nella storia.
    Ormai sei una veterana dei viaggi tu ed è sempre bello leggere le tue tappe e sentire il tuo entusiasmo

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  2. È stato il mio primo pensiero, Mara… CABOT COVE ❤ Ahahahahahah

    Immagini davvero bellissime e suggestive, comunque :3 Ovviamente, la recensione è il top, come al solito 😉

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