Review party: “La stazione dei bagagli smarriti” (The orphanage series #3) di Ornella De Luca

Buongiorno! Oggi partecipo al Review Party Tour del romanzo La stazione dei bagagli smarriti, il terzo volume della serie The orphanage. Ringrazio l’autrice per avermi coinvolto nell’evento.

N.B. Per leggere le recensioni dei precedenti capitoli della saga cliccate QUI e QUI

51nUMi0GcXLSinossi

Fratello e sorella per la legge. Anime gemelle per i loro cuori.

Daniel Wright vive secondo regole ben precise.

Sa che ogni mattina deve svegliarsi due ore prima dell’inizio delle lezioni per andare a correre, farsi una doccia, prendere un caffè e attraversare la città grazie ai mezzi pubblici, arrivando al college almeno cinque minuti in anticipo. Sa che, finito il turno serale come barman, dormirà al massimo quattro ore prima di ricominciare la giornata ancora una volta. E ancora una volta. Ogni minuto della sua vita è programmato con precisione chirurgica, e la medicina è proprio la sua vocazione.Il presente è gestibile, il futuro è organizzabile, ma il passato non si può cambiare.

É l’unica ferita che Daniel non sa suturare.

Ivory Wright è adrenalina pura.

Ama viaggiare zaino in spalla, fare bungee jumping, sparare al poligono di tiro e scalare pareti rocciose. Il brivido causato da ogni attività ad alta tensione l’aiuta a mantenersi in vita, come un defibrillatore che ha il potere di riesumare per un istante la parte di sé ormai morta. La solitudine, il rifiuto, la povertà, la fame, l’autolesionismo, tutto può essere superato grazie al desiderio di esistere e di lasciare un segno in questo mondo.Un obiettivo raggiunto grazie a “La stazione dei bagagli smarriti”, il locale che ha aperto a New York con tanti sacrifici, un posto magico dove si realizzano i sogni delle persone e si ritrovano i “bagagli smarriti” degli sfortunati viandanti. Peccato sia proprio la valigia contenente il suo cuore quella che Ivory non riesce a trovare. Il bagaglio dimenticato in una stazione deserta, nell’eterna attesa di qualcuno che è partito e non è mai più tornato. L’amore che la sorte le ha donato, che la sorte le ha tolto.

La stazione dei bagagli smarriti è un viaggio tra passato e presente nelle vite dei due protagonisti. Dall’incontro che li ha resi prima amici e poi fratelli, alla gara contro il tempo per cambiare il corso degli eventi e perdonare infine se stessi. Ma un testamento milionario, un segreto nascosto per viltà, un gatto pasticcione in cerca dei suoi padroni e una berlina scura appostata dietro l’angolo cambieranno le carte in tavola per sempre.

La stazione dei bagagli smarriti è il terzo volume della serie The orphanage, che segue le vicende di cinque amici, rimasti orfani e cresciuti insieme nella spettrale “Villa Sullivan”.


Recensione di Mara

Non vedevo davvero l’ora di poter leggere il terzo volume della saga The orphanage. Come i precedenti libri anche La stazione dei bagagli smarriti mi ha completamente rapito e si è dimostrata una lettura all’altezza delle mie aspettative.

Nei primi due libri abbiamo avuto modo di conoscere Homer e Lennox. Ora è arrivato il turno di Daniel che nei romanzi precedenti compare solo in poche pagine.

Come gli altri ragazzi, anche lui ha avuto un’infanzia travagliata e ha trascorso diversi anni nell’orfanotrofio di Villa Sullivan. Delle sue origini non sa nulla. Ha un lontano ricordo di quella che potrebbe essere la sua vera madre, ma con il tempo è diventato sempre più sbiadito. A differenza di Lennox, Daniel è il classico bravo ragazzo che ogni madre vorrebbe come genero. Il suo aspetto trasmette sicurezza e tranquillità, e sembra davvero una persona affidabile in tutti i sensi. Preciso, metodico e ordinato, ha sempre dimostrato di avere una grande intelligenza che lo ha portato a essere sempre il primo della classe. Ha da sempre una profonda sensibilità e una grande generosità nei confronti degli altri. È quello che si toglie il pane dalla bocca pur di non vedere qualcun altro stare senza e che protegge chi vuole bene senza curarsi troppo delle conseguenze. Non mi ha stupito, quindi, che Daniel abbia scelto di studiare Medicina per dedicare la sua vita ad aiutare gli altri.

Decide di ultimare il suo percorso di studi a New York. Nonostante la sua bravura indiscussa, si trova a subire pressioni e provocazioni di ogni tipo dal suo docente durante i turni di tirocinio (cosa tristemente realistica) ma, nonostante questo, la determinazione di Daniel è forte, e con molta dignità, ogni giorno si impegna per coronare i suoi sogni.

A New York la sua strada si incrocia, per una seconda volta nella vita, con quella di Ivory.

«Come si chiama?». «Ancora non l’abbiamo deciso. La direttrice mi ha chiesto di scegliere un nome e di scriverlo sulla sua scheda, ma non riesco a trovarne uno adatto. È una bimba molto carina, si merita un bel nome. Con quella boccuccia imbronciata e la pelle candida come l’avorio. Tu che ne dici?». (…) (…) «Avorio? Perché non la chiamiamo “Ivory”?». Suor Maria aggrottò la fronte, poi mi sorrise. Prese la carpetta appoggiata accanto alla culla e ci scrisse sopra qualcosa. «Si chiamerà Ivory, mi sembra un nome splendido. D’altronde è giusto che tu scelga il suo nome, sei il suo angelo custode. La piccola deve la vita a te e ai tuoi amici». Sospirai di felicità. Mi piaceva l’idea di essere l’angelo custode di qualcuno. Le suore dicevano sempre che gli angeli ci proteggevano dal male, erano i nostri alleati invisibili e silenziosi. Decisi in quel momento, dentro il nido di villa Sullivan, a soli cinque anni, che sarei stato il difensore di quella piccola bimba. L’avrei protetta come un fratello maggiore e non avrei permesso a nessuno di farle mai del male.

Ivory è la persona più importante che esista per Daniel e anche lei è una dei ragazzi orfani di Villa Sullivan. Ivory e Daniel si conoscono, quindi, da quando sono bambini e hanno sempre avuto un legame affettivo profondo, come quello che unisce un fratello e una sorella (anche se tra loro non c’è nessun legame di sangue).

Daniel è un perfetto fratello maggiore e si dimostra sempre protettivo, pronto ad aiutare Ivory per qualsiasi cosa. Con il passare degli anni il loro rapporto muta, diventando qualcosa di più importante, ma all’improvviso, per tutta una serie di vicissitudini, Daniel è costretto ad allontanarsi dalla ragazza.

Ivory è forte, indipendente e non si fa mettere i piedi in testa da nessuno. Ho ammirato la sicurezza e la fierezza che riesce a dimostrare in ogni situazione. Ha imparato a cavarsela da sola e a non dipendere dagli altri. A differenza di Daniel, che programma ogni singolo dettaglio della sua vita, Ivory è uno spirito libero. Le piace viaggiare, vedere nuovi posti, conoscere nuova gente e soprattutto ama le sfide e gli sport estremi. Ma dietro questo aspetto di donna solare e sicura di sé, si nasconde una persona bisognosa d’affetto, con una vita alle spalle fatta di dolori e sofferenze. In pochi anni le è stato tolto tutto, perfino Daniel, il suo affetto più caro. Ma Ivory, nonostante tutto, riesce a prendere in mano le redini della sua vita e a costruirsi un futuro.

A volte la vita, però, ci riserva delle sorprese e, complice un gatto mangione, inaspettatamente Daniel si ripresenta nella sua vita.

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Ivory gestisce da qualche tempo “La stazione dei bagagli smarriti”, un luogo particolare, magico. In quel posto ogni cosa è insolita e speciale. Non è il classico pub o un comune ristorante, ma è un posto in cui Ivory cerca di aiutare le persone a ritrovare la felicità. Alcuni clienti cercano delle persone di cui hanno perso le tracce, altre cercano per esempio degli oggetti preziosi che hanno perso… insomma tutte le persone che entrano in quel locale hanno un motivo particolare. Anche Daniel ha una ragione. E così, inaspettatamente, un giorno varca la soglia de “La stazione dei bagagli smarriti”.

Lo stupore, la rabbia e l’incredulità di trovarsi di nuovo uno di fronte all’altra dopo tanti anni, li lascia un po’ frastornati e sconvolti. Dieci anni di lontananza, di frasi non dette e di incomprensioni mai chiarite, non sono facili da affrontare. Troppi perché e troppi interrogativi sono rimasti sepolti nel tempo e cercare risposte in questo momento è un po’ come scoperchiare il vaso di Pandora. Riusciranno Daniel e Ivory a ricostruire un rapporto che sembra ormai rovinato da tempo? Perché, dieci anni fa, Daniel se n’è andato?

La trama del romanzo è in apparenza semplice e lineare, ma l’autrice è una maga del colpo di scena e, quindi, non adagiatevi sugli allori mentre leggete perché l’imprevisto è sempre dietro l’angolo! Grazie all’utilizzo del flashback, l’autrice ci fa rivivere i ricordi dei due ragazzi, alternandoli con gli eventi del presente, e riporta alla luce anni di sofferenze e di difficoltà. Amo moltissimo i romanzi che hanno radici profonde nel tempo perché in qualche modo riesco a provare maggiore empatia per i personaggi e mi dà una sensazione di maggiore realismo, per cui non posso che apprezzarne la scelta.

Come tutte le storie della De Luca, anche La stazione dei bagagli smarriti tocca temi di fondamentale importanza e delicatezza. Mi hanno colpito le descrizioni sulla qualità di vita delle persone senza fissa dimora, che spesso non hanno nulla a parte loro stessi, e sono allontanati. Anche in questa storia l’amicizia è il perno attorno al quale ruota tutta la vicenda. È bellissimo vedere come cinque ragazzi senza legami di sangue, cresciuti insieme in condizioni precarie, siano uniti da un legame più forte di quello che unisce molte famiglie e mi è piaciuto incontrare di nuovo, anche se per poche pagine, i protagonisti dei capitoli precedenti della saga. Le emozioni provate leggendo questo romanzo sono tante. Si ride e ci si commuove, è impossibile rimanerne indifferenti.

Dei personaggi nuovi che compaiono in questo romanzo ho particolarmente apprezzato Parker, il compagno di stanza stravagante di Daniel, perché è protagonista di molti episodi comici e a volte imbarazzanti che mi hanno strappato diverse risate.

Con la sua prosa elegante, fluida e diretta, la lettura è sempre veloce e coinvolgente al punto che ci si sente parte della vicenda.

I libri di Ornella De Luca non si leggono, si divorano. Avete presente quando andate a mangiare sushi e vi dite “mangio solo un pezzo” e poi vi siete sbranati l’intera flora ittica dei sette mari? Ecco, quando leggo i libri di Ornella so che l’effetto è quello. Non riesco a fermarmi, e centellinare le pagine dei suoi romanzi, mi è praticamente impossibile.

Una delle caratteristiche che apprezzo della De Luca è che i suoi libri così come i protagonisti sono tutti diversi; sa differenziarsi e rinnovarsi sempre.

Come avrete capito, quindi, ho apprezzato anche questo terzo capitolo della serie e non vedo l’ora di leggere il romanzo dedicato a Jack, sperando non ci sia troppo da attendere.

“Daniel è il laccio che mi lega alla vita. L’orologio fermo a un’ora che non ritornerà più. Il cappello troppo grande che indosso nonostante tutto. Daniel è la cura alla malattia dell’esilio. È il lido a cui tornare, sempre.”

Anche questo volume può essere letto separatamente dagli altri, ma io suggerisco di leggerli seguendo l’ordine e, quindi, di iniziare con la lettura di Adesso apri gli occhi, di proseguire con L’ultima lanterna della notte e poi La stazione dei bagagli smarriti. Sono sicura che non ve ne pentirete!

Se cercate una storia dolce che vi sappia coinvolgere e che vi tenga incollati alle pagine La stazione dei bagagli smarriti è il libro che fa per voi!


Biografia

Ornella De Luca è nata il 26/05/91 a Messina ed è laureata in Editoria e giornalismo.

Altre pubblicazioni: La consistenza del bianco (Onirica, 2015), Il sacrificio degli occhi (Onirica, 2016), I colori del vetro (Rizzoli, 2017), Adesso apri gli occhi (Self, 2017), L’ultima lanterna della notte (Self, 2018) e La sposa promessa (Libromania, 2018).

 

Il romanzo è disponibile su Amazon

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8 pensieri su “Review party: “La stazione dei bagagli smarriti” (The orphanage series #3) di Ornella De Luca

  1. Invidio molto la tua bravura e semplicità nel recensire 😀 Ieri notte, quando rileggevo la mia riflessione in merito a “La stazione dei bagagli smarriti”, ho pensato proprio al fatto che io, così, non potrei mai scrivere il mio personale pensiero XD Per carità, mi piace essere “sui generis”, ma, a volte, mi trovo gelosa (in senso positivo) di una mia mancanza che altri, invece, non hanno 🙂 Complimenti ❤

    Anche io non vedo l'ora di leggere di Jack! Chissà cosa Ornella avrà in serbo per noi ❤ 😀

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      • Giustamente, come ogni volta che una serie/saga termina T_T

        Ammetto che sono curiosa anche di Jack io… È il personaggio a mio avviso più nebuloso dopo Daniel… Insomma, nei precedenti
        volumi non li abbiamo così conosciuti XD Quindi, fremo per sapere ahah Ciò non toglie che pure Igor sia nel mio mirino 😛 ahah

        Per quanto riguarda la mia scrittura… Me lo dite sempre e vi ringrazio 🙂 Anche se volessi, non riuscirei a cambiare T_T ahah

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