Presentazione: “L’ombra di Lyamnay” di Annarita Faggioni

Buongiorno! Siamo davvero agli sgoccioli e in questi ultimi giorni prima della pausa estiva sto cercando di farvi conoscere il numero maggiore possibile di libri. Oggi la giornata inizia con il romanzo di Annarita Faggioni L’ombra di Lyamnay.

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John Reckon, intrappolato nella Skylhope che ha progettato, scoprirà un mondo pieno di contraddizioni dietro al modellino che aveva realizzato vent’anni prima. Cosa ha causato il suo salto nel tempo? Quali sono le circostanze che hanno portato alla morte del suo alter ego futuro? Cosa c’entra l’oscura ombra alata che si aggira per la città-stato futuristica? Alla ricerca di queste risposte, Reckon dovrà affrontare le sue più grandi paure, oltre a quelle dell’umanità intera. Il romanzo, a due anni dalla prima edizione, riparte con le illustrazioni dei protagonisti e il punto di vista degli esperti Federico Grazzini (meteolorogo) e Stefano Amendola (climatologo) sulle reali conseguenze dei cambiamenti climatici oggi, filo conduttore di tutta l’opera.


Estratto

“Clack” esplose la trappola nel collo di Reckon, mentre l’ombra dal nulla ridacchiava, convinta che da dove lo aveva scaraventato non sarebbe più riuscito a ricomporsi. Anche se il viaggio era stato troppo breve per capire chiaramente cosa stava succedendo, ora la trappola era innescata e la partita poteva dirsi conclusa. Tutto sarebbe tornato come  prima, l’Enayon poteva sciogliersi: anche il suo compito poteva dirsi definitivamente eliminato. Il ghigno illuminò l’antro del compartimento stagno ancora per qualche secondo, poi si unì all’oscurità circostante.

Aprì di scatto gli occhi, come se avesse percorso uno spazio superiore al previsto. Tuttavia, non si scompose per dare al resto della sala l’impressione che nulla fosse accaduto. L’ultima cosa da fare (per non alterare più di tanto il parallelo dove si trovava) era mostrare qualsiasi debolezza. Soprattutto ora, dato che il calendario delle stagioni non aveva più senso. Non riusciva a riconoscere il parallelo dove si trovava e non era in grado di leggere nella mente dei numerosi presenti. Troppi? No, alla fine potevano esserci venticinque individui al massimo e John si era allenato negli anni in modo da riconoscere i fili conduttori di almeno 56 individui nel raggio del suo campo visivo.

Un simpatico giochino per distrarsi da troppe ore passate a veder scorrere la vita altrui dallo schermo a cristalli di sintesi: ora tornava utile, anzi vitale. A ostacolare la sua sete di conoscenza ci pensava lo stanzone dove si trovava. Solo qualche crepa qua e là, senza alcun riferimento né al secolo, né all’anno. Perché stavolta (John era certo di questo), non era andato avanti fino allo stesso giorno del mese successivo, come avviene solitamente: stavolta poteva essere secoli avanti, con tutti i rischi del caso per le particelle che lo costituivano.

La genetista che lo osservava dal suo compartimento stagno, a distanza, restò in attesa davanti allo schermo che la collegava al mondo segreto di Reckon, incuriosita dalla mano che intendeva giocarsi, non potendo bluffare.”


Biografia

Annarita ha 27 anni e scrive fin da bambina. Laureata in Lettere e Cultura del territorio, la sua formazione si perfeziona online, dove trova terreno fertile per la sua passione per la scrittura e la letteratura. Questa passione si trasformerà nel tempo in tre opere: la
silloge “Canto D’Inverno” (2011), l’antologia “I racconti depennati” (2013) e il romanzo di fantascienza distopica “L’ombra di Lyamnay” (2015). Il romanzo ottiene, nel 2016, la menzione speciale “Giovane Talento” alla seconda edizione del Premio Amarganta e a fine 2017 arriva alla seconda edizione, con interventi degli esperti e le recensioni alla
prima edizione.

Il romanzo è disponibile su Amazon.

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