Blogtour: “La torre delle maschere” di Luigi Nardi – Bookroad – Approfondimento

Buongiorno a tutti e buon sabato! Oggi partecipo al blogtour dedicato alla campagna presente sulla piattaforma di crowdfunding del romanzo La torre delle maschere di Luigi Nardi. Ieri il blog Thriller storici e dintorni  vi ha presentato nel dettaglio il background storico, oggi il mio compito è quello di approfondire alcune delle curiosità del libro.

Per sostenere la campagna cliccate su QUESTO LINK. 

Approfondimento

Come vediamo in numerosi estratti del libro le erbe officinali venivano utilizzate per svariati compiti: erano anzitutto i soli medicinali dell’epoca, servivano poi come cosmetici, tinture delle stoffe, per i capelli, e potevano persino diventare armi micidiali. Venivano prese anche a modello per simboleggiare casate nobiliari, basti pensare che il Cardo è la pianta simbolo della Scozia. Erano infine le “spezie” con cui si condivano i pasti e ogni monastero o castello aveva uno spazio apposito in cui si coltivavano (nei monasteri e nelle pievi era l’orto canonico, nei castelli il cosiddetto Giardino dei Semplici).
In Scozia, dove la cristianità doveva combattere con la radicata e antica cultura celtica e druidica, se ne faceva largo consumo. I rituali nei boschi durante le feste pagane implicavano la cottura di foglie e boccioli in calderoni da spargere poi sul bestiame o sulla terra per renderla fertile. Ma era nei decotti e negli infusi che si manifestavano le qualità delle erbe: nei romanzi precedenti di Luigi Nardi, editi da Leone Editore, l’autore ha spesso inserito dettagli per sottolinearne il ruolo primeggiante nell’uso quotidiano.

Abbiamo chiesto proprio a Nardi come è riuscito a entrare in possesso di queste informazioni.

“Le ho potute scovare in numerosi romanzi storici che ho letto ma soprattutto in tre libri: Alla ricerca del Medioevo di J. Le Goff, La vita quotidiana ai tempi dei cavalieri della tavola rotonda di
M. Pastoureau, e Il medioevo giorno per giorno di L. Gatto.”

L’elenco degli utilizzi delle erbe aromatiche è ampio ed estremamente interessante, solo alcuni esempi: le foglie di gelso si usavano per curare bruciature e ustioni; la salvia e il sale, tra le altre cose, per lavarsi i denti; immergere una cosa nella cera liquida cancellava qualsiasi odore da essa.
Moltissime piante ed erbe erano poi adoperate per provocare l’aborto: radice di prezzemolo, succo di menta, semi di cavolo, ruta, rosmarino, sabina, radici di giglio, erano rimedi che ai giorni nostri possono apparire bizzarri, ma che all’epoca avevano alta considerazione. L’uso delle piante, da quello domestico, sconfinava poi molto spesso nel campo politico, soprattutto come strumento di morte. I veleni erano all’ordine del giorno (assenzio, cicuta, ginepro, belladonna) e sostituivano volentieri l’opera di un sicario. Infine, per riprendere l’importanza simbolica delle piante in Scozia, il cardo è considerato l’emblema della nazione e la spiegazione, tra l’altro facile da reperire in qualunque documento, viene fatta risalire a una leggenda presente anche nel mio romanzo “Il castello di spine” (2017, Leone Editore): intorno all’anno mille, un drappello di guerrieri scozzesi sorpresi nel cuore della notte dall’esercito di re Haakon di Norvegia, riuscì a salvarsi perché un vichingo mise un piede nudo sopra un cardo selvatico. Le sue grida svegliarono gli scozzesi che riuscirono a sventare l’imboscata e respingere l’attacco. In segno di ringraziamento la pianta fu chiamata Guardian Thistle (cardo protettore) e venne adottata appunto come simbolo della Scozia.


Sinossi del romanzo

Scozia, metà del XIV secolo. La guerra per l’indipendenza scozzese sembra volgere a favore dei lealisti di David Bruce, ma il re d’Inghilterra invia in Scozia sir Montacute, conte di Salisbury, con l’ordine di conquistare il castello di Dunbar. Lady Agnes, signora del castello, e i suoi pochi reduci fanno il possibile per respingere l’assedio, mentre Ciarda MacAlvie, giovane attrice di grande talento, tornata in patria dopo l’esilio forzato alla corte del re francese, è combattuta tra il desiderio di lasciarsi travolgere dall’affetto sincero di Bodwyn e la volontà di perseguire il suo sogno di ricchezza. Decisa a non rassegnarsi a un destino già scritto, Ciarda affronta l’agguerrito sir Montacute mettendo in scena uno spettacolo dall’alto della torre del castello di Dunbar, la Torre delle Maschere.

Non perdete la tappa di domani a cura di Lady C. sul blog La Nicchia Letteraria.

Buona lettura

firma
Annunci

2 pensieri su “Blogtour: “La torre delle maschere” di Luigi Nardi – Bookroad – Approfondimento

  1. Ma quante curiosità in merito a sostanze di uso così comune come le erbe si possono scoprire ogni giorno di più? ❤ Adoro queste tappe di approfondimento perché aprono un universo gigantesco entro cui posso perdermi senza problemi 😀

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.