Review party: “Fate come se non ci fossi” di Lavinia Brilli

Buongiorno! Oggi partecipo al Review Party di Fate come se non ci fossi di Lavinia Brilli. Ringrazio l’autrice per avermi coinvolto nell’evento e per la copia ARC del romanzo.

optimized-fate come se non ci fossi web (1)Sinossi

Nessuno sa che ho un posto nella mente in cui fuggo quando mi sento sopraffatta dalla mia vita. In questo sogno io sono sola al mondo. Vivo lontana dai miei genitori, di cui ho scarse e sporadiche notizie, non sono mai stata sposata, non ho figli e se ho un’amica è sordomuta. Sono una povera, sola, felicissima zitella, di cui nessuno si ricorda e a cui soprattutto nessuno chiede mai niente. È il nirvana.

Tutti contano su Elisa! Elisa lavora in ufficio, accudisce le figlie dalla a di aerosol alla z di zucca di Halloween, cura la casa perché non somigli troppo alla caverna di Shrek e corre ogni cinque minuti a sventare i danni della mamma smemorata. Totale: cinquanta ore di Elisa al giorno. Come le sfumature di grigio, ma meno divertenti.  D’altra parte,  lei su chi può contare? Il marito durante una “pausa di riflessione” è sparito da tutti i radar, la sorella è troppo occupata a inseguire fantomatiche teorie del complotto e il padre, che nonostante l’età è ancora in gamba, preferisce dedicare le sue forze residue a corteggiare la badante. Per fortuna esistono gli amici, ma a volte anche avere un’amica significa condividere problemi, magari sotto forma di un fidanzato bugiardo cronico e di una tirannica datrice di lavoro, come nel caso  della cara, vecchia, onnipresente amica Carlotta. Quando Elisa inizia a sognare la fuga in un luogo segreto lontano da tutti non immagina che uno scherzo del destino la obbligherà suo malgrado a realizzare proprio il suo sogno, allontanandola per un periodo dalla sua vita di tutti i giorni. Sarà possibile per Elisa sganciarsi dai sensi di colpa e trovare un po’ di spazio per sé? Forse l’incontro con un uomo speciale può fare la differenza… Ma quando anche lui sembra inarrivabile, resta solo una risorsa a cui attingere senza risparmio: l’ironia.


Recensione di Mara

Le feste natalizie sono ormai un ricordo e da circa una settimana abbiamo ripreso la vita di tutti i giorni. Molte persone saranno sicuramente felici di tornare a essere produttivi e carichi di nuovi propositi, altre, invece, vorrebbero che il Natale non finisse mai perché la routine quotidiana, a volte, può essere davvero opprimente.

Chi di noi non ha mai attraversato un periodo in cui si sentiva svogliato davanti a un sovraccarico di impegni e di preoccupazioni?

Elisa, la protagonista di Fate come se non ci fossi  è una donna piuttosto comune, di quarant’anni, per la quale ho provato subito empatia, che sta affrontando un momento della vita davvero stressante. Le sue giornate sono scandite dai numerosi impegni e non ha un minuto da dedicare a se stessa. Ogni giorno si divide tra il lavoro in ufficio, due bambine da crescere e due genitori, ormai anziani e non più autosufficienti, che ne combinano sempre una. Tutti i giorni, corre come una matta a destra e a sinistra senza mai ricevere un grazie o una parola carina. I suoi familiari sono abituati fin troppo bene, e tutto è loro dovuto. Per queste persone è normale che Elisa non debba avere una propria vita e nessuno ha la minima intenzione di darle una mano o concederle un minimo supporto.

Gabriele, suo marito, è “in pausa riflessione” e quindi non ha tempo per ascoltare i suoi problemi. È troppo occupato, il lavoro non gli permette di fare nulla, nemmeno di stare insieme alle sue bambine. Miriam, la sorella di Elisa, è una ragazza profondamente egoista che si disinteressa totalmente degli altri. Non vuole assolutamente avere nulla a che fare con i suoi genitori e se n’è letteralmente lavata le mani per anni lasciando la povera Elisa a occuparsi di tutto.

Ma proprio a me doveva capitare una sorella così? Mi ha assegnato il compito di pensare ai miei genitori senza nemmeno una parvenza di giustificazione. Lei ha troppo da fare, dice: la sua attività in quello stupido movimento di protesta la occupa troppo. Chissà di quale teoria del complotto si sta occupando adesso, archiviati Roswell e le scie chimiche. E il mio lavoro allora? Io non ho da fare? Ma lei non si pone il problema: si limita a non esserci così io mi sento moralmente costretta a fare tutto.  D’altra parte non riesco a costringerla, né posso lasciare soli mamma e papà alla loro età. Sento montare la rabbia. Prevedo un’altra notte difficile.

I familiari di Elisa hanno a mio avviso una vita troppo comoda. È facile stare bene, quando non si hanno responsabilità sulle spalle e quando c’è sempre chi si fa carico dei problemi di tutti! A lungo andare, però, lo stress si fa sentire e il rischio, per persone buone come Elisa, è quello di soccombere e di avere delle ripercussioni sulla salute. In seguito a una serie di eventi, finalmente decide di prendersi una pausa. Per la prima volta saranno Gabriele e Miriam a occuparsi di tutto. Come se la caverà Gabriele con le bambine? E Miriam sarà in grado di accudire i genitori?

Per anni sua sorella e suo marito hanno sottovalutato e minimizzato tutti i suoi sforzi, dandoli per scontati o ritenendoli come cose di poco conto, adesso che finalmente sono loro a doversi destreggiare tra tante incombenze, capiranno quanto impegno e quanta energia siano servite a Elisa per affrontare ogni singolo giorno della sua vita…

Per anni si è quasi dimenticata di vivere e non sa più cosa significhi prendersi cura di se stessi o essere corteggiate. La sua piccola vacanza è una vera manna dal cielo che innescherà una catena di eventi dal risvolto imprevedibile.

Riformulo il conto. Lavoro: otto ore al giorno. Cura  materiale, educativa e affettiva delle bambine: sedici ore al giorno. Cura della casa, affinché non somigli alla caverna di Shrek (ma quello del film): due ore al giorno. Assistenza alla mamma: ventiquattro ore al giorno. Totale: cinquanta ore di Elisa al giorno. Come le sfumature di grigio, ma meno divertenti. Non mi basterebbe neanche avere un clone.

Fate come se non ci fossi è un romanzo ironico e terribilmente attuale. Quante donne si trovano a vivere in una condizione simile a quella di Elisa? La trama del romanzo, semplice, pulita e realistica, è valorizzata da uno stile pungente fresco e scorrevole che tiene il lettore incollato alle pagine.

È una lettura che mi ha regalato molti momenti di divertimento, ma allo stesso tempo, mi ha fatto pensare e mi ha lasciato un retrogusto amaro in bocca. In più occasioni mi sono arrabbiata a causa dell’atteggiamento dei familiari della protagonista, tanto ottusi ed egoisti che non si rendono conto della stanchezza di Elisa. Questa storia rispecchia in pieno le difficoltà di tante donne incomprese che ogni giorno devono destreggiarsi tra tante difficoltà. A volte, per stare meglio, basterebbe una parola gentile o un minimo di riconoscimento. La famiglia e gli affetti sono di certo il valore più importante nella vita delle persone, ma non è giusto annullarsi totalmente. Una suddivisione di compiti sarebbe la soluzione migliore per fare in modo che tutti riescano a vivere una vita serena. Chissà se i parenti di Elisa lo capiranno…

Quali sentimenti uniscono i membri di una famiglia? Con  gli occhi della mente vedo le facce delle mie bambine, i loro sguardi fiduciosi, i loro sorrisi. L’amore struggente che sento per loro, almeno questo, esiste? Credevo che i legami familiari fossero solidi come cemento. Eppure mio padre con mia madre, Gabriele con me, l’assenza di Miriam, tutti mi smentiscono. È solo tutta un’illusione.

Se siete in cerca di un romanzo che vi faccia sorridere, veloce da leggere e che vi regali qualche ora di serenità, Fate come se non ci fossi può essere una lettura adatta a voi.

Il romanzo è disponibile su Amazon. 

Non perdete le altre recensioni del review party!

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