Aspettando Igor – The Orphanage Series di Ornella De Luca – L’ultima lanterna della notte

ornellaBuongiorno!

Oggi partecipo a un evento particolare. Chi segue il blog di certo ricorderà la meravigliosa saga di The Orphanage di Ornella De Luca. In attesa dell’uscita dell’ultimo volume l’autrice ha pensato d’ingannare l’attesa ripercorrendo le storie degli altri quattro romanzi. Io mi occuperò di parlarvi de L’ultima lanterna della notte e per l’occasione vi ripropongo la mia recensione e dei contenuti inediti forniti dall’autrice.

deluca1Sinossi:

Lennox Foster è abituato a vivere ai margini della società, un’ombra tra le tante della criminalità di Boston. Abbandonato dalla madre a soli sette anni, è cresciuto con i suoi quattro migliori amici, insieme ai quali ha vissuto nella spettrale “Villa Sullivan”, l’ex orfanotrofio ormai in disuso della loro infanzia. Ed è proprio per proteggere i suoi affetti più cari che Lennox è costretto all’improvviso a partire da Boston in sella alla sua Harley.

Senza meta, senza radici, senza speranze per il futuro.

Casey Allen ama sopra ogni cosa il mare e il vecchio faro sulla scogliera lasciatole in eredità dal nonno, l’ultimo guardiano. Eppure Casey non è libera e selvaggia come la costa frastagliata del Maine, perché porta su di sé il peso di un ricatto: una spada di Damocle che oscilla fra la vita e la morte di una persona a lei molto cara. Le sue giornate sono noiose e prevedibili, senza margine di errore. Un mare all’apparenza fin troppo sereno.

Ma Lennox è furia e tempesta, un’onda che Casey non può permettersi d’incrociare sul bagnasciuga, altrimenti le sue orme saranno spazzate via per sempre.

Una passione segreta, violenze e soprusi nella tranquilla e idilliaca cittadina di Bar Harbor, dove la speranza è affidata a una lanterna lasciata librare nell’etere, custodendo un messaggio rivolto al cielo e a chi non c’è più. La luce del faro le illuminerà la via verso le nuvole.

L’ultima lanterna della notte è una continua altalena di azione e sentimenti: in fuga da un uomo in cerca di vendetta, Lennox incontrerà Casey, in fuga da se stessa e da un rapporto sbagliato.

L’ultima lanterna della notte è il secondo volume autoconclusivo della serie The orphanage, che segue le vicende di cinque amici, rimasti orfani e cresciuti insieme nella spettrale “Villa Sullivan”. Il primo volume, Adesso apri gli occhi, racconta la storia di un’altra coppia, Homer e Diana, ed è stato pubblicato il 6 Novembre 2017.


Estratto

Il pulviscolo nell’aria. Avete presente? Quei piccoli, quasi impercettibili, frammenti di polvere che si possono vedere solo quando un fascio di luce entra prepotente dalla finestra. Sono dettagli da uscirci pazzi a sei anni, senza scherzare. Passavo ore e ore provando ad afferrarli, ma niente.

Tanta fatica per nulla. Poi sono passato dal pulviscolo nell’aria alla sporcizia delle strade, senza mezze misure. L’unica cosa che non è mai cambiata è la fatica inutile. Provare a raggiungere un obiettivo è come tentare di afferrare il pulviscolo. Una gran rottura di coglioni. A vuoto.

Così mi sono adeguato.

«Che significa che te ne vai?» mi chiese Igor, afferrando lo specchietto della mia moto.Se non toglie subito la mano gliela stacco, poco importa se è come un fratello per me.

«Quello che ho detto. Ormai ci siamo separati, amico, non viviamo più all’orfanotrofio. Ognuno per la sua strada, giusto?».

«Ma che stai dicendo?».

Provare a spiegare qualcosa a Igor era esattamente come tentare di afferrare il pulviscolo.

«Senti, ho bisogno di aria e Boston in estate mi va stretta. Faccio stiracchiare le gambe a questa sventola e poi si vede dove mi porterà il vento».

«Non fare cazzate, Lennox. Noi ragazzi ci siamo sempre l’uno per l’altro, è il nostro patto, non ricordi?».

Lo ricordavo eccome, ma era meglio tagliare i ponti. Meno persone s’interessavano a me, meno ne avrei messe in pericolo. E la prima cosa da fare era macinare chilometri su chilometri tra me e i miei fratelli.

«No, Igor. Non propinarmi queste stronzate sentimentali proprio adesso. Ci si vede» dissi, mettendo il casco e dando una prima accelerata alla mia moto. Come rombava la tipa.

Diedi gas e partii sgommando, lasciandomi alle spalle le imprecazioni di Igor e un segreto che era meglio seppellire per sempre.

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Recensione di Mara

Con questo romanzo credo di aver battuto il mio record personale di velocità di lettura. Non ho ancora capito se sia il caso di ringraziare Ornella De Luca o meno, ma ho iniziato a leggere questo libro e mi sono ritrovata incollata alle pagine in orari abbastanza proibitivi senza accorgermi dello scorrere del tempo. A lettura conclusa ero senza ombra di dubbio soddisfatta e vagamente somigliante a uno degli zombie della serie di The Walking Dead per la carenza di sonno.

La penna della De Luca ci trasporta a Bar Harbour, un paesino sperduto nel Maine in cui tutti conoscono tutti e nulla sembra mai alterare la tranquillità. Nella mia mente mi ha ricordato un po’ Cabot Cove, la cittadina dove abita la celebre Signora Fletcher del telefilm La signora in giallo (anche se la storia della De Luca ovviamente non ha nulla a che vedere con la serie della Lansbury).

In questo posto la vita sembra rimasta indietro di diversi anni e l’arrivo inaspettato di Lennox causa un certo scompiglio. A causa di un guasto alla moto è costretto a fermarsi lì in attesa dei pezzi di ricambio. La gente del posto è poco avvezza all’arrivo di estranei e Lennox, con il suo aspetto sopra le righe e i suoi modi di fare particolari, non cattura le simpatie degli abitanti del posto.

“Come? No, bella, non puoi fermarti adesso!” Provai di nuovo, ma niente, la caduta doveva aver provocato qualche tipo di danno. (…) (…) Smontai e pensai al da farsi. Dove diavolo ero finito? Per la prima volta dopo ore mi fermai a controllare i cartelli stradali. “Bar Harbour, Stato del Maine” lessi ad alta voce. Ero finito nel regno delle aragoste, che bello.

Lo ammetto. Ho adorato Lennox. Anche se il suo aspetto è poco rassicurante, il suo fascino è quasi palpabile. È il classico ragazzo che ogni mamma non vorrebbe come genero e che sarebbe bene evitare, ma quell’essere alla “bad boy” tipo Johnny Depp, e la sua lingua tagliente, mi hanno conquistata subito e non mi vergogno di dire che me lo sono anche sognato una notte! Il suo atteggiamento sfrontato, sicuro di sé e a tratti arrogante, maschera un passato pieno di sofferenze.

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Lennox è stato abbandonato dai genitori in giovane età e si è ritrovato a vivere nell’orfanotrofio della Villa Sullivan (lo stesso dove abitava anche Homer, il protagonista maschile di Adesso apri gli occhi) insieme ad altri quattro ragazzi con cui instaura un rapporto quasi fraterno. È il più giovane e il più ribelle del gruppo e si è trovato sin da piccolo a vivere di espedienti, svolgendo dei lavori di dubbia legalità tanto da restare coinvolto in situazioni piuttosto rischiose. Nonostante questo, ha un cuore d’oro e si dimostra protettivo nei confronti di chi ama. Sa cavarsela da solo in ogni situazione, è coraggioso e impulsivo, ma quando si tratta di esternare i suoi sentimenti è in difficoltà e perfino piuttosto impacciato (cosa che mi ha letteralmente fatto impazzire). Tra i vari abitanti che incontra a Bar Harbour c’è la bella Casey Allen.

Il pulviscolo nell’aria. Avete presente? Quei piccoli, quasi impercettibili, frammenti di polvere che si possono vedere solo quando un fascio di luce entra prepotente dalla finestra. Sono dettagli da uscirci pazzi a sei anni, senza scherzare. Passavo ore e ore provando ad afferrarli, ma niente. Tanta fatica per nulla. (…) (…) Provare a raggiungere un obiettivo è come afferrare il pulviscolo.

È un personaggio abbastanza enigmatico Casey. A differenza di Lennox che mi è subito andato a genio, ho faticato un po’ di più a entrare in sintonia con lei. In apparenza è la classica brava ragazza, tranquilla, lavoratrice, che aiuta la nonna in casa e cura il fratello più piccolo, ma sin dalle prime pagine ci si accorge che nella sua vita c’è un alone di mistero. Casey è una donna minuta, ma il suo carattere è tutt’altro che fragile. Ha dovuto imparare sin da piccola a essere forte e combattiva per il bene della famiglia. Il suo primo incontro con Lennox non è proprio dei più rosei e la ragazza fa di tutto per mostrare un atteggiamento distaccato e quasi scontroso nei suoi confronti. Ha un comportamento verso il giovane che avrebbe allontanato qualunque persona, ma Casey non ha fatto i conti con la testardaggine di Lennox. È fidanzata con Sean, (il vincitore del premio antipatia del romanzo) il rampollo di una famiglia in vista della zona, ma tra loro non sembra esserci nessun tipo di affiatamento o di affetto. Perché Casey frequenta una persona che non ama?

“(…) (…) Ho sempre badato a me stessa e a Ronald e continuerò a farlo.” Quella risposta non mi stupì, perché coincideva del tutto con l’idea che mi ero fatto su di lei. Il problema era che non spiegava perché Casey fosse fidanzata proprio con Bailey.

Nel romanzo troviamo diversi personaggi minori e, alcuni dei quali, sono davvero degni di nota. Ho adorato Pitt, il vecchio meccanico di Bar Harbour, perché è l’unica persona che riesce a vedere dietro quell’aspetto gipsy le vere qualità che nasconde Lennox e decide di aiutarlo senza curarsi del parere degli altri. Con grande piacere, in questo libro incontriamo di nuovo, anche se solo in pochi punti, Homer e Igor e alcuni degli altri personaggi di Adesso apri gli occhi, il volume precedente della saga.

L’ultima lanterna della notte ha una trama in cui non mancano i colpi di scena e che mi ha lasciato con il fiato sospeso. A mano a mano che proseguivo con la lettura, il ritmo di narrazione si faceva sempre più incalzante e ho inoltre gradito il tocco d’ironia che ha saputo regalare al romanzo grazie alle battute di Lennox. La storia d’amore è delicata, dolce, ma mai mielosa, e il loro sentimento cresce in maniera graduale permettendo al lettore di immedesimarsi nella vicenda.

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Lo stile della De Luca è come sempre fluido, scorrevole e accattivante e la mole del romanzo non deve spaventarvi perché si legge davvero con piacere!

Bellissime le descrizioni dei luoghi che hanno reso la storia ancora più affascinate e in alcuni punti l’ho trovata evocativa e poetica. Il Maine è uno scenario perfetto per questa storia ed è uno di quei posti che sogno da sempre di visitare; mi è sembrato di vedere le alte scogliere e i meravigliosi fari (per cui impazzisco da quando sono ragazzina) tipici di quella regione.

Questo romanzo è autoconclusivo ed è il secondo volume della serie The Orphanage che segue le vicende di cinque ragazzi rimasti orfani e cresciuti insieme a Villa Sullivan. Ogni volume è autoconclusivo e secondo me posso essere letti anche indipendentemente l’uno dall’altro anche se consiglio di leggerli tutti, in primis Adesso apri gli occhi per una maggior comprensione degli eventi e perché i libri di Ornella De Luca sono davvero dei gioielli e vale sempre la pena di leggerli. Tra qualche giorno uscirà La stazione dei bagagli smarriti, il terzo volume della saga che non vedo l’ora di leggere!

«Ci rivedremo» promisi. «Al faro». (…) (…). Notai la tensione abbandonare lentamente il suo corpo, sentendo le mie mani sulla schiena. «No che non ci rivedremo». «Ci rivedremo» insistetti. Lennox sbuffò, ma l’ombra di un sorriso fece capolino sul suo volto cupo. «Forse quando cadrà il cielo e le stelle si spegneranno». Avevo gli occhi gonfi a furia di trattenere le lacrime. Si ricordava di quella nostra conversazione, avvenuta solo pochi mesi prima, anche se a me sembravano passati anni.

«Quando cadrà il cielo e le stelle si spegneranno. Promesso».

L’ultima lanterna della notte è un romanzo che sa toccare in profondità le corde del lettore ed è impossibile non affezionarsi ai due protagonisti. Se vi è piaciuto il primo romanzo della serie The orphanage non potete perdervi anche questa lettura!

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In attesa di leggere il prossimo romanzo, seguite tutte le tappe dell’evento! 

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