Review party: “Il ribelle” di Emma Pomilio – ed. Mondadori

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Buongiorno amici lettori! Oggi partecipo al review party organizzato in occasione della ristampa del romanzo Il ribelle di Emma Pomilio. Ringrazio la casa editrice per la copia ARC e l’instancabile Raffaella (The Reading’s Love) per l’organizzazione dell’evento.

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Il comandante della cavalleria di Tarquinia, un nobile etrusco giusto e coraggioso, uccide la moglie insieme all’ennesimo amante. Lei, però, è la nipote del re e quel sangue che reclama vendetta lo costringe all’esilio. Deve abbandonare la sua terra, le origini illustri e persino il suo nome: si chiamerà semplicemente Larth. Nei pressi del guado sul Tevere, stremato, si addormenta in un bosco sacro, dove sogna di fare parte della banda di pastori ribelli che popola l’Aventino. È un segno divino, e al risveglio Larth si unisce ai banditi. Fra quei pastori, rozzi ma valorosi, spicca la figura di Romolo, che al contrario del gemello Remo, prepotente e sanguinario, possiede tutte le caratteristiche per diventare un ottimo re. La zona è paludosa, malsana, ma all’occhio acuto di Larth non sfuggono le potenzialità del guado e dei territori circostanti, l’importanza di quello strategico crocevia di genti e merci di ogni provenienza. Qualità che solo un buon capo originario del luogo saprebbe esaltare. E quando si scopre che Romolo è di stirpe reale, l’esule etrusco può finalmente sperare di realizzare il suo sogno: mettere talento e valore al servizio di un giovanissimo re guerriero, aiutarlo a difendere la nuova patria. La patria che loro stessi dovranno fondare: Roma.


Recensione di Mara

Questi primi giorni di ottobre hanno finalmente portato con loro i primi freddi. Finalmente è iniziata la stagione dell’anno che amo di più! Adoro trascorrere il pomeriggio con in mano un bel libro e una tazza di tè caldo godendomi il piacevole tepore casalingo. Come ben sapete adoro i romanzi storici e diverse settimane fa ho avuto il piacere di leggere Il ribelle di Emma Pomilio, una storia che ci farà letteralmente viaggiare a ritroso nel tempo e che ci farà rivivere uno dei momenti più importanti della nostra civiltà. Se c’è una cosa che amo, in generale, dei romanzi storici, infatti, è la capacità di rievocare incuriosendo il lettore gli avvenimenti che ci hanno fatto studiare tanti anni fa a scuola.

Uno tra i miei maggiori incubi, quando studiavo, era l’Impero Romano. Troppe date, troppe guerre e troppi nomi! Ma vi sarebbe piaciuto, però, assistere in prima persona alla nascita di tutto e vedere con i propri occhi il momento in cui Romolo ha fondato Roma?

Purtroppo i viaggi nel tempo non sono ancora stati inventati e quello che sappiamo della nascita di Roma lo dobbiamo al lavoro incessante degli studiosi. La fondazione di Roma è uno degli avvenimenti più importanti della storia dell’umanità perché ha segnato l’inizio di un’epoca di grandi cambiamenti e di conquiste.

Romolo continuava a osservare la sua figura eretta, il portamento altero, il volto fine e gesti studiati, fatti per rendere più espressive e convincenti le sue parole, e che qualcuno doveva avergli insegnato.

Con il suo romanzo Il ribelle, l’autrice ci fa rivivere quei giorni rendendoci degli spettatori silenziosi di quei momenti. Lasciandomi trasportare dalla sua penna ho rivissuto le gesta eroiche di Larth, il protagonista di questa storia, un uomo misterioso, dal passato oscuro. In seguito a una lunga serie di avvenimenti la sua vita è cambiata all’improvviso in modo drastico e Larth, un uomo dalle mille risorse, è costretto ad abbandonare le sue terre, i suoi titoli e le sue ricchezze e a vivere in incognito a stretto contatto con un gruppo di pastori rozzi che popola l’Aventino. I modi di questi uomini lasciano desiderare ma tra essi si nascondono delle persone di grande valore e dai nobili ideali.

È tra questo gruppo di pastori che Larth incontra i due gemelli Romolo e Remo, due figure leggendarie di cui tutti abbiamo sentito parlare.

Larth è un uomo di grande esperienza, dotato di sangue freddo e di un grande acume. Nulla sfugge al suo sguardo ed è uno stratega perfetto in grado di organizzare anche il più complicato dei piani. Il suo sogno è quello di far fruttare le sue conoscenze e di mettersi al servizio di un grande re e di aiutarlo a fondare una nuova città. Larth, che è anche una persona intuitiva, riesce a scorgere in Romolo tutte quelle qualità indispensabili per governare un popolo e per essere una valida guida. A differenza del suo gemello Remo, spesso arrogante e prepotente, Romolo è carismatico ed è spinto da ideali più nobili.

Remo e Romolo erano gemelli. Remo era più grosso e anche più bello, era lui il capo. Il più forte e affascinante. Nonostante la rozzezza dei modi aveva anche lui come il fratello tratti delicati e un sorriso seducente. Romolo parlò sottovoce al fratello, poiché era a lui che spettava l’ultima parola.

Leggere Il Ribelle è stato davvero emozionante. La Pomilio riesce a ricostruire in maniera dettagliata dandoci un’idea attendibile degli usi e dei costumi dell’epoca senza mai diventare troppo prolissa o annoiare.

Non è un romanzo molto introspettivo e, quindi, non sono riuscita ad affezionarmi molto a nessun personaggio in particolare perché l’autrice sembra essere più interessata a coinvolgerci con la sua trama articolata e coinvolgente. Il ritmo della narrazione è incalzante e non riuscivo quasi a staccarmi dalle pagine e anche se il libro è abbastanza corposo si riesce a leggere in poco tempo.

Uno dei punti di forza, oltre alla cura dell’ambientazione storica e al grosso lavoro di ricerca, è la semplicità del suo stile. La Pomilio riesce a raccontare quegli avvenimenti così lontani e a farci immedesimare in quei personaggi così diversi dalla nostra mentalità, utilizzando uno stile diretto e un lessico alla portata di tutti

Forse aveva ragione lei, a volte, certo non sempre, quelli che la società considera briganti sono solo uomini che rivendicano una vita migliore. Ma senza i servi chi avrebbe lavorato le sue terre? Chi avrebbe cucinato il suo cibo? Chi avrebbe portato al pascolo i suoi armenti? A quel punto, però, questo problema non si poneva più, lui non aveva più armenti né terre.

Leggendo questo libro mi è venuta voglia di approfondire maggiormente quel periodo storico e le emozioni che Il ribelle mi ha suscitato mi hanno ricordato molto le opere di Valerio Massimo Manfredi, autore dell’interessante prefazione del romanzo. L’opera della Pomilio è di certo nata dalla sua fantasia ma chi può realmente testimoniare quello che è accaduto in quei giorni? Se siete degli amanti della storia e volete trascorrere qualche ora in un’epoca lontana, lasciatevi trasportare dalla penna della Pomilio, non ve ne pentirete!

Il romanzo è disponibile su Amazon

Buona lettura!

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