Review party:  “Binti” di Nnedi Okorafor – ed. Mondadori

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Buon pomeriggio e buon venerdì! Oggi partecipo al review party di Binti di Nnedi Okorafor. Ringrazio la casa editrice per la copia ARC e Raffaella (The Reading’s Love) per l’organizzazione dell’evento.

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Binti Ekeopara Zuzu Dambu Kaipka di Namib è una ragazza di etnia Himba, talmente brava in matematica e nella tecnica dell’astrolabio da venire selezionata per frequentare la prestigiosa Oomza University. È l’occasione della vita e così, nonostante la contrarietà della sua famiglia, e le radicate tradizioni della sua terra, Binti fugge dal villaggio in cui vive e si imbarca sulla Terzo Pesce per intraprendere il viaggio interstellare verso Oomza. Ma tutto cambia quando le Meduse, feroci creature belligeranti, attaccano il veicolo che la ospita, uccidendo l’equipaggio, i passeggeri, gli altri studenti che Binti ha appena conosciuto. La giovane si trova così a doversela cavare da sola, intrappolata su un’astronave piena di esseri assassini, per cinque lunghi giorni prima di raggiungere la meta. Ma chi sono le Meduse? Binti scopre che dietro la loro storia, e la guerra che hanno scatenato contro i Khoush, si nasconde molto più di quanto non appaia. E ora una serie di compiti piuttosto gravosi le si para davanti: sopravvivere alla trasferta, proteggere gli abitanti del pianeta su cui ha sede l’ateneo; e provare a usare i propri ineguagliabili talenti per porre fine a un conflitto sanguinoso. Il volume raccoglie i romanzi brevi: “Binti”, “Ritorno a casa”, “La maschera della notte” e il racconto “Il fuoco sacro”.


Recensione di Mara

Il mio rapporto con la fantascienza è sempre stato un po’ conflittuale. Ci sono autori  di questo genere come Isaac Asimov o Dan Simmons che consiglio sempre e che acquisterei a occhi chiusi senza nemmeno leggere la trama. Non sono stata sempre fortunata, però e in passato mi è capitato di avere anche delle brutte esperienze e di trovarmi tra le mani delle storie talmente futuristiche da essere risultate poco credibili ai miei occhi. Quando le trame sono così surreali faccio fatica a “entrare nella storia” e ad affezionarmi ai protagonisti e questo, purtroppo, non mi permette di apprezzare in pieno il romanzo.

Quando sono stata contattata per partecipare a questo evento non sapevo cosa aspettarmi. L’autrice è un nome che mi è assolutamente nuovo nel panorama letterario e, quindi, come spesso accade quando devo scegliere se leggere o meno il romanzo di un autore che non conosco, mi sono lasciata guidare dal mio proverbiale istinto che anche questa volta non mi ha deluso.

Binti è stata una vera e propria scoperta che mi ha fatto ritornare la voglia di leggere romanzi di fantascienza! Questo volume racchiude l’intera saga che è composta da i tre romanzi Binti, Ritorno a casa, La maschera della notte e il racconto Il Fuoco sacro.

La trama di questa trilogia, così fresca e originale, ha stuzzicato decisamente la mia curiosità e, inoltre, avvertivo da diverso tempo l’esigenza di uscire un po’ dalla mia zona di comfort e di dedicarmi a una lettura diversa da quelle che di solito trovare sul blog.

Mi sono lasciata guidare dalla penna dell’autrice attraverso un mondo immaginario, così lontano dal nostro, ma non per questo meno interessante o meno complesso.

La protagonista principale è Binti, una ragazza di etnia Himba che ha conquistato con facilità la mia simpatia e per la quale ho provato sin da subito molta stima. La sua personalità è stata delineata con una perfezione quasi maniacale e in certi momenti mi è sembrato quasi di trovarmi di fronte a una persona in carne e ossa e non a un personaggio nato dalla fantasia della scrittrice. Binti è una ragazza con il quoziente intellettivo decisamente superiore alla media. La sua abilità e la sua passione per la matematica sono davvero impressionanti e sin da quando era una bambina era in grado di risolvere anche i calcoli e le equazioni più complesse.

La matematica è la base di molte scienze e un talento come il suo non poteva certo andare sprecato e, così, quando si presenta l’occasione di lasciare il villaggio nel quale è nata per andare a frequentare la prestigiosa Oomza University, non esita e decide di partire anche contro il parere dei suoi familiari. Binti è una ragazza dolce, riflessiva e fragile solo in apparenza perché quando vuole è in grado di tirare fuori le unghie ed essere forte e coraggiosa. È una ragazza dolce, sensibile ma anche razionale e pratica. È legata alle tradizioni del suo popolo ma allo stesso tempo non ha paura del cambiamento. In lei convivono passato e futuro, anche se rispetta le antiche tradizioni la sua mente è proiettata sempre verso il futuro e spera di potersi rendere utile un giorno grazie alle sue abilità.

Il mio edan era più interessante di qualsiasi libro, più di tutti gli astrolabi di nuova progettazione che creavo nel negozio di mio padre, e che queste donne avrebbero fatto a gara per comprare. Ed era mio, nella mia tasca, e le ficcanaso alle mie spalle non avrebbero mai potuto saperlo. Parlavano di me, come probabilmente facevano anche gli uomini. Ma nessuno di loro sapeva che cosa possedessi, dove stessi andando, chi fossi.

Quando il veicolo su cui sta viaggiando viene attaccato all’improvviso da Le Meduse, una belligerante razza di creature aliena decisa a sterminare tutta la popolazione umana, la vita di Binti cambia in modo imprevedibile…

Sola, in mezzo a queste creature dall’aspetto mitologico e selvaggio, deve trovare un modo per cavarsela e per sopravvivere, sfruttando la sua capacità di essere diplomatica e di mantenere i nervi saldi. Riuscirà nel suo intento?

Accesi il trasportatore e recitai una preghiera silenziosa. Non sapevo cosa avrei fatto se non avesse funzionato. Era scadente e persino una goccia d’umidità, o più probabilmente un granello di sabbia, l’avrebbe mandato in corto. Era difettoso e quasi sempre dovevo riavviarlo più volte per farlo partire. Ti prego, non ora, ti prego, non ora, pensai.(…)(…) Alla fine, produsse la forza necessaria per tenere i bagagli sospesi a mezz’aria. Feci un gran sorriso. Adesso, ce l’avrei fatta ad arrivare allo shuttle.

Binti è una trilogia che si legge tutta d’un fiato e che coinvolge il lettore sin dalla prima pagina. L’autrice riesce a rendere vivide con facilità le atmosfere futuristiche, i paesaggi e gli usi e i costumi di quella civiltà tanto lontana e in apparenza diversa dalla nostra. Questo romanzo ci induce a pensare ed è uno specchio di tutti i problemi che di fatto affliggono la nostra società.  A una lettura più approfondita, infatti, ci si accorge che molte delle tematiche e dei problemi che Binti deve affrontare sono preoccupazioni comune anche nella nostra epoca. La discriminazione razziale, la paura del diverso e il pregiudizio sono, purtroppo, diffuse sia nel mondo di Binti sia nel nostro.

Chiusi gli occhi e afferrai la prima equazione matematica che riuscii a visualizzare. Le equazioni mi gravitavano sempre attorno come lune e questo pensierosi donava sollievo.

Leggendo questa trilogia mi sono emozionata. Ho provato curiosità nel conoscere il mondo di Binti e le creature particolari che lo popolano. Mi sono immedesimata in lei e ho ammirato il suo coraggio e la sua determinazione. Binti è l’esempio che anche la persona più piccola, nel luogo più sperduto ha la sua importanza e serba in sé stessa la possibilità di cambiare il mondo. Scritto complessivamente in modo fluido, diretto e pulito Binti si legge in poche ore, malgrado sia una storia piuttosto corposa e ricca di avvenimenti. Tra le opere incluse in questo cofanetto ho amato molto l’ultimo romanzo. L’ho trovato toccante e molto emozionante. Unico neo di questa trilogia è il finale un po’ troppo veloce che mi ha fatto storcere il naso.

Ogni persona leggendo questo libro, probabilmente, troverà la propria chiave di lettura su cui riflettere. Consiglio questo romanzo alle persone amanti della fantascienza, in cerca di una storia diversa dal solito. Partite anche voi per il viaggio interstellare verso Oomza e non ve ne pentirete!

Il romanzo è disponibile su Amazon

Buona lettura!

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