Review Party: “La prima legge. Trilogia”di Joe Abercrombie – Mondadori Editore

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Buongiorno a tutti! Oggi partecipo al review party della trilogia fantasy La prima legge di Joe Abercrombie. Ringrazio Raffaella (The Reading’s Love) per l’organizzazione dell’evento e la casa editrice per la copia ARC.

41msggEIpYL._SX353_BO1,204,203,200_Sinossi:                                                           

Logen Novedita è un guerriero in fuga dal Nord di cui è stato il campione idolatrato tanto dai nemici che lo vorrebbero morto come dagli amici che farebbero meglio a crederlo tale. Perché dentro di lui si annida il Sanguinario, un’ombra per cui orrore, fuoco e morte sono un banchetto al quale invitare tutto e tutti. Glokta l’Inquisitore trascina il proprio corpo torturato nei palazzi del potere, investigando su una cospirazione in grado di ribaltare l’ordine costituito. Il giovane Jezal dan Luthar, che forse si accontenterebbe della propria bellezza, sfacciataggine e abilità nella scherma, scoprirà che qualcuno nutre grandi e pericolosi progetti per lui. Il Maggiore West deve lottare contro la propria sorella, l’idiozia delle gerarchie militari, e la costante feroce emicrania. Nelle vene della misteriosa e intrattabile Ferro Maljinn scorre sangue di demone, e una sete di vendetta che minaccia di travolgere un Impero. I loro cammini sono destinati a incrociarsi nella guerra che chiude le sue fauci sull’Unione da Nord a Sud, mentre alle ombre del passato e ai sortilegi si sommano le nuove, devastanti forze dell’oro e della tecnologia. Con questo affresco, ricco di pathos e umorismo nero, che comprende rovine ciclopiche e bettole, schermaglie politiche e duelli brutali in un cerchio di scudi, mercenari e prostitute, regine e banchieri, Joe Abercrombie ha portato il fantasy verso nuovi confini, capaci di fondere J.R.R. Tolkien e i noir americani, il realismo di G.R.R. Martin e l’ironia citazionista di Tarantino.


Recensione di Mara

Questa pioggia incessante e senza fine non mi fa venire molta voglia di uscire e l’unico modo per sopravvivere alla noia in questi giorni è immergermi tra le pagine di un bel libro e immaginare di essere in un posto molto distante. Quando ho quest’umore un po’ tetro e malinconico la soluzione giusta per vivacizzare un po’ questi pomeriggi uggiosi e per non diventare ancora più intrattabile è leggere un bel fantasy.  Dopo qualche anno di assenza dalle librerie in questi giorni torna La prima legge, una trilogia fantasy di Joe Abercrombie che ho già avuto modo di apprezzare qualche anno fa in una precedente edizione. Questo volume racchiude tutti e tre i capitoli che compongono la saga (Il richiamo delle spade, Non prima che siano impiccati, L’ultima ragione dei re), una soluzione molto comoda per chi non ama aspettare mesi per leggere il finale di una storia!

Quando ho notato questa nuova edizione tra le uscite di questo mese mi è subito venuta la voglia di rileggere questo romanzo e di scoprire la nuova veste grafica di questa trilogia e così, quando mi è stato proposto di partecipare a questo evento, ho accettato con entusiasmo.

Desiderosa di riassaporare le emozioni provate anni fa durante la mia prima lettura di questi romanzi mi sono lasciata trasportare dalla penna di Abercrombie e in un solo istante mi sono dimenticata del mondo che mi circondava.

Il motivo principale per cui ho amato questa trilogia sono i suoi personaggi. La caratterizzazione dei protagonisti e anche delle figure secondarie è stata davvero meticolosa.

Aveva ucciso Shama Senzacuore con una spada lunga e affilatissima, mentre il suo coltello, per quanto buono, avrebbe riscosso ben poca vendetta. E poi, chi avrebbe cantato quelle gesta? Oltre ad avere voci troppo brutte per cantare, gli Shanka avevano una pessima immaginazione, sempre che avessero riconosciuto quel fetido mendicante con la coperta, dopo averlo riempito di frecce. Forse la vendetta poteva aspettare, almeno fino al momento in cui non avesse avuto una lama più grande. In fondo, bisogna essere realisti.

Logen, Glokta e Jezel, i tre personaggi principali, sono delle figure originali e complesse che escono fuori dagli schemi. Questi tre personaggi non sono perfetti, hanno molti difetti e debolezze, e non rispecchiano l’ideale di eroe nobile o immacolato che ci si aspetterebbe di trovare in una storia fantasy come questa.

Tutti e tre sono caratterizzati da un background molto particolare che ha influito in modo profondo sulla loro personalità. Il mio preferito è Logen Novedita, un combattente dalle indiscutibili doti, che ha perso misteriosamente un dito della sua mano (ecco il perché del suo soprannome). Logen è il classico uomo addestrato a cavarsela in ogni situazione, che non si fa problemi a sporcarsi le mani quando ce n’è bisogno e che è stato temprato da un passato duro, difficile e misterioso. Logen in apparenza è un uomo senza legami, senza radici che non tiene a nulla o a nessuno. La sua personalità sfuggente ha stuzzicato la mia fantasia e, man mano che procedevo con la lettura, sono riuscita a cogliere molti altri dettagli che mi hanno aiutato a darmi un quadro completo del suo background e del suo carattere.

Jezal tirò su col naso e sbatté il tacco dello stivale per terra, chiedendosi per la centesima volta se non fosse meglio lasciar perdere e d’ora in poi rifiutarsi d’impugnare ancora in mano una spada. Ma poi che cosa avrebbe detto la gente? Suo padre, che era assurdamente fiero di lui, se ne andava in giro a vantarsi del suo talento con chiunque gli desse ascolto. Voleva con tutto il cuore vedere suo figlio combattere sulla Piazza dei Marescialli, di fronte a una folla in delirio; quindi, se Jezal si fosse arreso ora, suo padre ne sarebbe rimasto mortificato, e allora tanti saluti all’incarico di Capitano, alla rendita e alle sue ambizioni.

La prima legge è una trilogia complessa dal ritmo incalzante che mi ha appassionato moltissimo.  È un romanzo narrato in stile corale, scelta che ho apprezzato perché mi ha permesso di immedesimarmi meglio nei protagonisti e di avere una visione a 360 gradi degli eventi.  Nei primi capitoli del primo romanzo la vita dei tre protagonisti sembra percorrere delle strade molto diverse e mi è sembrato quasi di leggere tre storie differenti e senza alcun legame. Con il proseguire della lettura, a causa di una lunga e complicata serie di eventi e con l’arrivo di nuove minacce, i tre eroi si troveranno a dover fronteggiare un nemico comune.

Una cosa che mi è subito saltata all’occhio, leggendo questo romanzo, è la straordinaria quantità di dettagli e di riferimenti che hanno contribuito a rendere realistica questa storia. Mi è capitato in passato di far fatica a immedesimarmi a un romanzo fantasy perché l’ambientazione e la storia mi sembrava troppo “finta”, ma questo non mi è successo con La prima legge. Durante la lettura ci sono stati dei momenti in cui mi sono perfino dimenticata di avere tra le mani una storia nata dalla fantasia dell’autore e ambientata in un mondo immaginario. Come in ogni fantasy anche ne La prima legge compaiono personaggi secondari dotati di poteri speciali come Bayaz, un mago che avrà un rilievo soprattutto nel secondo capitolo della saga, un uomo che non si ferma davanti a nulla pur di trovare delle risposte. A differenza di molti fantasy la magia ha un ruolo importante in questa storia ma non è centrale. Ho apprezzato molto l’uso discreto e senza esagerazioni della magia.

Se avessero chiesto a Glokta di scegliere una persona a caso da torturare, avrebbe certamente scelto chi aveva inventato le scale. Prima delle sue disgrazie, quando era giovane e oggetto di grande ammirazione, non ci faceva nemmeno caso, anzi scendeva i gradini due a due per poi proseguire tranquillamente sulla propria strada. Ma ora non più. Sono dovunque. Senza, non si può passare da un piano all’altro, e scendere è peggio che salire. Eppure la gente non se ne rende conto. Normalmente, quando si inciampa in una salita, non si ruzzola fino in fondo.

Lo stile di scrittura è diretto e asciutto. Abercrombie non edulcora la realtà e ci presenta i fatti nudi e crudi, senza tralasciare nulla. Grazie anche a un sapiente utilizzo dell’ironia La prima legge è una lettura piacevole che mi ha aiutato a vincere la noia e la malinconia e che mi ha regalato le emozioni che desideravo.

La prima legge è un volume piuttosto corposo e, data la complessità della trama e il numero elevato di particolari e di personaggi, consiglio di leggere questo libro con calma per poter assaporare ogni emozione e ogni dettaglio.  Se avete l’animo dell’esploratore che ama conoscere luoghi remoti e misteriosi, se amate gli intrighi e le scene d’azione La prima legge è la trilogia perfetta per voi. Joe Abercrombie è un autore geniale che unisce l’avventura e l’epicità tipica dei romanzi di Tolkien a intrighi e sotterfugi che mi hanno ricordato molto la serie di Martin. Se volete conoscere una nuova voce del fantasy e un nuovo mondo da scoprire non perdete questa trilogia!

Il romanzo è disponibile su Amazon.

Buona lettura

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