Review Party: “La nube purpurea” di Matthew Phipps Shiel – Mondadori editore

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Buongiorno! Oggi partecipo al review party de La nube purpurea. Ringrazio la casa editrice per la copia ARC e Tiziana (The mad otter) per l’organizzazione dell’evento.

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Un vapore mortale – dall’inquietante luce purpurea e dall’inebriante profumo di fiori di pesco – spazza il mondo e annienta tutte le creature viventi. Rimane un unico uomo, Adam Jeffson, medico, reduce da una missione esplorativa nell’Artico. Come un Robinson Crusoe apocalittico, Adam inizia la sua epopea per la sopravvivenza. Ma, a differenza di Robinson, non è relegato su un’isola: a sua disposizione ha l’intero pianeta, un mondo silenzioso e devastato. E se l’eroe di Defoe faceva ricorso a tutte le più sottili doti del raziocinio e dell’intelligenza, Adam sprofonda invece nella follia, passando per i deliri e le allucinazioni della solitudine più profonda. Tuttavia una lucidità visionaria si fa lentamente strada nella sua mente, ed egli diventa infine consapevole che la sua sopravvivenza non è casuale e che il suo destino – e quello della razza umana – fa parte di un piano più vasto. Pubblicato agli albori del Ventesimo secolo, “La nube purpurea” è riconosciuto come uno dei grandi capolavori della fantascienza: un grandioso racconto emblematico dei più sinistri incubi novecenteschi, ma anche un’epica vicenda di rovina e rinascita, fine e principio.


Recensione di Mara

In questi giorni ero in cerca di una lettura diversa dal solito e quando mi è stato proposto in lettura La nube purpurea non ho potuto fare a meno di esserne incuriosita e così ho deciso di partecipare con grande piacere a questo evento. Uno dei motivi per cui amo essere blogger è la possibilità di spaziare più ampiamente tra i generi letterari. Trovo sia importante uscire di tanto in tanto dalla propria zona di comfort perché si possono fare delle scoperte davvero incredibili!

Come si chiamava quel pastore che, poco prima della partenza della Boreal, predicò l’immoralità di ogni ulteriore tentativo di raggiungere il Polo Nord? Me ne sono dimenticato! Eppure, quattro anni fa il suo nome mi era familiare quanto il mio.

Al termine di una giornata davvero pesante, quindi, in cerca di un po’ di relax e di qualche ora da dedicare solo a me stessa mi sono lasciata trasportare dalla penna di Shiel, un autore che non conoscevo, e in un solo istante mi sono ritrovata immersa nella vita di Adam, un giovane medico pronto per partire per una spedizione esplorativa dell’Artico. Ammetto che uno dei miei sogni sarebbe proprio quello di esplorare questa terra così fredda e inospitale e, quindi, incuriosita mi sono letteralmente incollata alle pagine del romanzo.

La Boreal lasciò il molo di St Katherine il 19 giugno, in un magnifico pomeriggio di sole, carica di speranze con cui fare rotta verso il Polo. Tutt’intorno si allargava una folla a perdita d’occhio, e lungo il fiume, fino a Woolwich, si levava senza sosta su entrambe le sponde un ruggito monotono ad augurarci buona fortuna.

La nube purpurea è un romanzo complesso che è stato scritto agli inizi del secolo scorso e che solo ora arriva tra le mie mani. La trama di questo libro complessa, filosofica necessita di un certo livello di attenzione per poter essere compresa del tutto. Leggendo questo libro e il senso di smarrimento, di frustrazione e di follia in cui spesso si è ritrovato il protagonista non ho potuto evitare di pensare quanto significativa sia questa storia. Shiel ci parla di morte, di distruzione ma anche di rinascita.

Con uno stile elegante e curato ma dall’impronta classica Shiel ci trasporta in un’era lontana. Consiglio questo romanzo agli amanti della fantascienza e a chi è in cerca di una storia particolare.

Il romanzo è disponibile su Amazon.

Buona lettura!

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