Review party: “Fiamme nella palude” di Eoin Colfer – ed. Mondadori

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Buongiorno! Oggi partecipo al review party di Fiamme nella palude di Eoin Colfer. Ringrazio la casa editrice per la copia del romanzo.

41oYWPJYHWLTrama

Un tempo volava alto nei cieli e bruciacchiava folle inferocite. Per secoli il suo nome ha terrorizzato uomini e donne. Un tempo. Ora Vern cerca di nascondersi dalla rumorosa petulanza dei turisti sulle barche delle visite guidate del bayou, la zona paludosa della Louisiana. Si è ridotto ad accendersi le Marlboro con le fiamme che gli escono dal naso, a bere vodka Absolut con addosso una T-shirt di Flashdance e a farsi delle maratone di Netflix in un miserabile capanno da pesca. È un sopravvissuto, l’ultimo della sua stirpe: è l’ultimo drago. Il giovane Everett “Miccetta” Moreau, invece, è un giovanissimo scapestrato, un quindicenne aspirante piccolo malvivente che ha appena cominciato a lavorare per un piccolo contrabbandiere, quando vede il suo capo cadere sotto i colpi di un poliziotto corrotto, Regence Hooke, la quintessenza del Cattivo capace di ogni nefandezza, facile da temere, facilissimo da odiare. Hooke quella notte fatale è all’inseguimento dello scomodo testimone oculare, quando quest’ultimo, ossia Everett, si ritrova all’improvviso sollevato per aria e salvato da morte certa da… un drago? La palude può creare strani sodalizi proprio come quello che Everett finisce per intrecciare con il predatore volante. Sarà lui a rifornirlo di vodka, a tenergli compagnia ecc., in cambio della sua protezione da Hooke. Non ci vuole un genio per capire che ben presto questi tre – Vern, Everett e Hooke – diventeranno i protagonisti di un conflitto pieno di fuoco e fiamme che sfocerà nella più classica resa dei conti. Come andrà a finire? Con la definitiva estinzione dei draghi? Oppure i giorni di gloria di Vern sono tornati?

Eoin Colfer, autore di una serie di successo internazionale come quella di “Artemis Fowl”, ci regala un romanzo fantastico per adulti molto diverso dal solito: vodka, parolacce, alligatori, contrabbandieri, droni, e chi più ne ha più ne metta.


Recensione di Mara

Ammetto con mia grande vergogna di non avere avuto ancora modo di leggere la serie di Artemis Fowl di Eoin Colfer (anche se ho comunque avuto l’occasione di apprezzare la trasposizione che ha ispirato). Come purtroppo troppo spesso mi capita vengo attirata da un gran numero di romanzi che si accumulano inevitabilmente sulla libreria e capita che spesso passino diversi mesi prima di poter essere letti. Gli impegni quotidiani sono sempre tanti e non ho mai tutto il tempo che vorrei per leggere tutto quello che mi piace.

Quando sono stata contattata per leggere Fiamme nella palude, il nuovo romanzo di Eoin Colfer non me lo sono fatta ripetere due volte e ho accettato con entusiasmo. Finalmente anche io ho avuto l’occasione di conoscere la sua penna!

La trama del romanzo mi ha ispirato sin dal primo momento. In queste giornate ero in cerca di una lettura originale che mi aiutasse a dimenticare un po’ della stanchezza degli ultimi giorni e appena l’ho avuto tra le mani non ho potuto fare a meno di immergermi tra le pagine di questa storia.

Che genere di libro è Fiamme nella palude? Ancora adesso, dopo aver concluso la lettura, ho difficoltà a rispondere a questa domanda. Fiamme nella palude è un libro fantasy, è un romanzo di formazione e molto altro ancora, ma una cosa è certa: questo libro è davvero geniale!

Fiamme nella palude è un romanzo particolare che cattura e coinvolge l’attenzione del lettore sin dalla prima pagina. La storia è ambientata in un mondo che ha diverse similitudini con la realtà che viviamo ogni giorno ma che è popolato anche da creature fantastiche. Vern, il protagonista del libro, è un drago (sì! Avete letto bene!).

Sono passati ormai diversi anni da quando Vern sorvolava le città spargendo panico e distruzione e da molto tempo ormai preferisce vivere in solitudine, essendo anche ormai l’ultimo della sua stirpe, lontano da ogni fonte di disturbo trascorrendo le giornate come un vero e proprio nerd! Mi viene davvero da sorridere quando penso alla caratterizzazione di questo drago, così perfetta e originale, in cui mi sono anche un po’ rispecchiata!

Vern non si fidava degli umani, punto e basta. Non ce n’era uno di cui si fidasse. Ne aveva conosciuti tanti in vita sua, alcuni gli erano addirittura piaciuti, ma alla fine della fiera lo avevano tutti dato in pasto a qualche folla inferocita. Ed era per quello che si era rintanato nella palude di Honey Island, lontano dai guai. A Vern la palude non dispiaceva. Dopo tutti quegli anni, il massimo a cui poteva ambire era che le cose non gli dispiacessero.

A volte però, anche se si è in cerca di solitudine, avvengono degli incontri inaspettati e in seguito a una lunga serie di eventi Vern incontra Miccetta, un adolescente scapestrato aspirante malvivente che vive in un contesto piuttosto difficile.

Mi sono innamorata sin dalla prima riga dei personaggi di questo romanzo. La caratterizzazione è a dir poco sorprendente e inoltre era davvero da molto tempo che non mi trovavo di fronte a delle figure così originali e così carismatiche e così, senza quasi rendermene conto, mi sono trovata a leggere questo libro divorandolo dimenticandomi dello scorrere del tempo.

Ed era stato proprio Regence Hooke ad affibbiare a Miccetta il suo nomignolo da criminale, dato che Miccetta in realtà si chiama Everett Moreau. Come aveva detto Hooke la prima volta che Miccetta si era ritrovato alla stazione di polizia: «“Moreau”, come il dottore su quell’isola piena di scherzi della natura, vero, bello? A parte che tu sei uno degli scherzi della natura, mica il dottore».

Fiamme nella palude è una storia dalla trama imprevedibile, frizzante, originale e irriverente. In poche parole è stata la lettura perfetta per questo periodo che mi ha aiutato a ricaricare un po’ “le batterie” e  mi ha regalato diverse risate.

Uno dei punti di forza del libro è stata anche la capacità dell’autore di trattare argomenti di un certo peso senza appesantire la lettura. Tra le pagine di questo romanzo si parla di problemi che accomunano molte persone come la depressione, le dipendenze e la sofferenza e vengono esaltati anche valori universali come l’amicizia.

Vern si alzò dalla poltrona e si tolse con attenzione la maglietta di Flashdance, ripiegandola con cura con il metodo delle tre pieghe precise che aveva imparato da quella signora di Netflix sempre sorridente. Era una delle sue magliette preferite, e non voleva farla a brandelli durante il volo nella palude.

Lo stile di Colfer è fluido e diretto e il linguaggio utilizzato è esplicito. Leggere questo romanzo è davvero piacevole e non ci sono dei punti che ho trovato lenti o complicati.

Leggendo questo romanzo mi sono divertita e non vedo l’ora di leggere tutte le opere di questo autore. Lo consiglio agli amanti del fantasy in cerca di originalità e divertimento!

Il romanzo è disponibile su Amazon

Buona lettura!

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