Blogtour: “L’ultima ricamatrice” di Elena Pigozzi – ed. Piemme – Le ambientazioni

Buongiorno! Oggi partecipo al blogtour dedicato al romanzo L’ultima ricamatrice di Elena Pigozzi. Ringrazio la casa editrice per la copia del romanzo.

Trama

Appoggiata ai bordi del bosco, sulla via che dal paese va verso le montagne, c’è una piccola casa solitaria: è qui che vivono le ricamatrici. Ora è rimasta Eufrasia a praticare l’arte di famiglia, tesse, cuce, ricama leggendo in ogni persona che le si rivolge i desideri più inconsci. Accanto a lei come prima alla bisnonna, alla nonna e alla madre, da sempre, il telaio di ciliegio, rocchetti, stoffe, spole e spilli. Eufrasia ha settant’anni e ha quasi smesso di lavorare, le mani curvate dall’artrite e la modernità in cui tutto è fatto in fretta le avevano fatto pensare di non servire più a nessuno.

Ed è in quel momento che arriva Filomela, una ragazza giovane con il riso negli occhi oltre che sulle labbra, che le chiede di prepararle il corredo e di insegnarle a ricamare. Eccola, l’ultima occasione di fare ciò che Eufrasia più ama: rendere felice qualcuno, raccontargli la vita che verrà intrecciando trama e ordito. Le parole che ha risparmiato per tutta l’esistenza ora sgorgano come fiumi in primavera. Racconta di una giovane vedova di guerra gentile ed esperta nel taglio e cucito, di una splendida e coraggiosa ragazza troppo bella per non attirare le malelingue di paese, di un amore delicato come il filo di lino e tanto sfortunato, e di un ricamo tessuto da generazioni, in cui ognuna di loro ha scritto un pezzo della propria esistenza, una scintilla luminosa nel buio del mondo.

Elena Pigozzi in questo romanzo, ordito sapientemente come il ricamo più pregiato, ci fa vivere cento anni di storia in un battito di ciglia, a volte vento leggero e luminoso, altre cupo e foriero di sventura. Tante vite si intrecciano in queste righe, tanti amori, ma soprattutto l’amore per la vita stessa e per un’arte millenaria che sono la vera eredità dell’ultima ricamatrice.


Le ambientazioni

Ho finito di leggere questo romanzo solo da qualche ora e ho ancora vivide sulla mia pelle le emozioni e le sensazioni meravigliose che mi ha lasciato. L’ultima ricamatrice è un storia delicata che sono davvero lieta di aver avuto modo di scoprire e di cui vi parlerò in maniera più approfondita tra qualche giorno.

Uno dei punti di forza di questo romanzo sono le ambientazioni. L’autrice ci porta per mano in un luogo da sogno, che sembra quasi irreale, dove la vita sembra scorrere con una velocità diversa da quella a cui siamo abituati. La protagonista di questo libro è una delle ultime ricamatrici che utilizzano ancora un telaio di un’epoca passata come è tradizione nella sua famiglia. Il centro della vita di Eufrasia è la sua casa, un piccolo luogo dove si respira una sensazione di pace e di calore vicino a un paesino piuttosto sperduto e isolato, situata vicino a un bosco. In pratica la mia casa ideale!

La mia è nel mezzo, la finestra che scoperchia un angolo di bosco e il profilo delle montagne poco oltre. Vivo qui da cinquant’anni, e da cinquant’anni mi alzo appena prima dell’alba, aspetto che la luce scrosti il nero colloso della notte, apro bene le imposte e comincio il mio lavoro

Tutto ciò che noi viviamo ogni giorno come il caos della città e il traffico in questo luogo pare essere sconosciuto. Tra le pagine di questo romanzo e tra le stanze della casa della protagonista la storia e la tradizione sembrano prendere vita.

Il paese è un piccolo borgo ormai quasi disabitato, siamo rimasti in un pugno di famiglie che possiamo contarci con le mani.

Leggendo queste pagine ho provato una sensazione di serenità profonda. La bellezza dei monti, il silenzio e il contatto con la natura sono cose che purtroppo sempre più spesso perdiamo nelle nostre frenetiche vite. La casa della protagonista è situata in un luogo da sogno, dove nulla di tragico o di sconvolgente sembra mai accadere e dove tutti si conoscono. Se dovessi pensare a un luogo che mi ricordi anche lontanamente le descrizioni dell’autrice mi vengono in mente alcuni dei borghi antichi e sperduti che ho avuto modo di visitare sull’Appennino abruzzese.

Quando passeggiavo per quelle piccole e strette vie, difficilmente percorribili da qualsiasi mezzo motorizzato, mi sembrava di respirare un’aria di serenità e di ritorno al passato. Purtroppo molti di questi paesini sono destinati a scomparire perché sempre più spesso i giovani sono costretti a trasferirsi in cerca di un futuro lavorativo più stabile.

L’ultima ricamatrice è un romanzo affascinante che rievoca emozioni  e tocca il cuore di chi legge. Le descrizioni dei luoghi sono suggestive ed evocano immagini con facilità nella mente del lettore che inevitabilmente viene trasportato in questo mondo delicato e ricco di calore.

Spero di aver stuzzicato un po’ la vostra fantasia ma nel frattempo, se volete conoscere meglio questo romanzo, vi consiglio di seguire tutte le tappe del blogtour.

Il romanzo è disponibile su Amazon. Buona lettura.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.