Review party: “La valigia di Arsène” di Yasmine Ghata – ed. Astoria

Buongiorno! Oggi partecipo al review party de La valigia di Arsène di Yasmine Ghata. Ringrazio la casa editrice per l’opportunità.

Trama

Arsène è un rifugiato ruandese che, fuggito dal proprio paese dilaniato dalla guerra civile, ha trovato a Parigi una nuova famiglia. Nell’adolescenza, la sua vita si incrocia con quella di Suzanne, un’insegnante giovane e intraprendente che tiene un corso di scrittura e che, convinta dell’importanza degli oggetti nella nostra vita, riuscirà a far parlare Arsène di sé e del suo “eroico” viaggio. Anche Suzanne vive una tragedia familiare: la morte del padre e la perdita della casa in cui era cresciuta. Ci sono diversi modi di affrontare drammi piccoli e grandi, dalla perdita delle persone care a veri e propri genocidi, all’emigrazione forzata. Ghata decide di parlarne con dolcezza, mostrandoci Arsène, un bambino in fuga dal suo villaggio con solo una valigia al seguito. Una valigia che gli servirà da rifugio durante le notti nella foresta, e che sarà il suo unico legame con la sua vita precedente, una volta arrivato a Parigi, adottato da una coppia amorevole e attenta. Sia Arsène, sia Suzanne, attraverso la scrittura e l’immaginazione, affrontano e per quanto possibile superano ciò che hanno vissuto, regalandoci, e regalandosi, un lieto fine.


Recensione di Mara

In queste giornate di inizio aprile, con i primi soli, ho riscoperto il piacere di leggere all’aria aperta. Stavo navigando sugli store in cerca di una storia particolare ed emozionate quando mi è capitato sotto gli occhi la trama de La valigia di Arsène ho subito deciso di inserire il libro nella mia lista di letture. Non leggo molto spesso storie che parlano di emigrazione perché in genere sono ricche di dettagli che potrebbero davvero turbare la mia sensibilità ma il libro della Ghata sembrava affrontare l’argomento da un punto di vista insolito e curioso e così, appena l’ho avuto tra le mani mi sono immersa nel romanzo.

Nella vita di tutti noi ci sono degli oggetti un po’ speciali da cui non ci separeremmo mai. Anche se agli occhi di un estraneo spesso queste cose sono prive di attrattiva e di valore per noi hanno un valore inestimabile perché inevitabilmente fanno riaffiorare nella nostra mente ricordi di persone o di momenti particolari della nostra esistenza.

“Da dove viene questo oggetto, Arsène?”

“Dal Ruanda, professoressa.”

“A chi apparteneva?”

Arsène non risponde, quasi incapace di parlare. Ha le dita contratte sul righello, il sangue non circola più nelle sue falangi. Suzanne gli tocca una spalla e appoggia la foto a rovescio sul banco. Sul retro scrive: “Verrà da sé, per forza.”

Suzanne, una delle due figure principali di questa storia. è una giovane insegnante di scrittura. Dopo tanti anni ritorna nella sua vecchia scuola e negli ambienti in cui è cresciuta, cosa che le provoca una serie di sensazioni complesse e contradditorie. Quando decide di assegnare alla sua classe un compito, in apparenza semplice, non si sarebbe mai aspettata di trovarsi tra le mani una storia così intensa. L’idea di Suzanne è quella di far scegliere ai suoi allievi un oggetto a cui sono particolarmente legati e di motivare le ragioni della loro decisione. Arsène, un adolescente ruandese un po’ schivo e sensibile, sceglie di parlare di un oggetto un po’ “strano”: una valigia. Quella borsa logora e vecchia è tutt’altro che un capo di alta moda e ha visto giorni decisamente migliori, ma allora perché è tanto cara a quel ragazzo?

Spinta dalla curiosità, Suzanne decide di approfondire la storia di Arsène che con estrema fatica decide di aprirsi e di raccontare il suo passato. Quella valigia per lui è qualcosa di davvero importante e fondamentale: è l’unico ricordo che lo lega alla sua vita precedente. Grazie a quella vecchia borsa, infatti, è riuscito a raggiungere l’Europa e ha avuto la possibilità di vivere un futuro migliore. Nei tristi giorni della sua fuga quella valigia era la sua unica compagna di viaggio, l’unica cosa che lo ha protetto dal mondo esterno e dalle sue insidie. Attraverso uno stile fluido e scorrevole l’autrice ci fa viaggiare nel tempo facendo rivivere i ricordi di Arsène in un modo talmente vivido che è quasi impossibile non provare empatia per lui. Anche Suzanne è un personaggio ben costruito che nasconde molte sfaccettature e che ha alle spalle delle cicatrici che il tempo non è ancora riuscito a rimarginare.

«Aveva messo la foto della valigia sopra il continente africano, là dove la sua storia aveva auto inizio.»

La valigia di Arsène è un romanzo che si legge velocemente, grazie anche a un numero di pagine contenuto. La lettura di questo libro non può lasciare indifferente il lettore che inevitabilmente viene travolto da un ventaglio di emozioni e sensazioni intense e profonde. La valigia di Arsène è un racconto che ci parla del dolore della perdita, del lutto ma è anche una storia di coraggio e di rinascita. Leggere questo libro è stato piacevole e mi ha fatto riflettere. Se siete in cerca di una storia intensa e non troppo lunga questo libro fa per voi.

Il romanzo è disponibile su Amazon. Buona lettura!

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