Review tour: “Il segreto della rosa” di Marilynn St. Claire

Buongiorno! Oggi partecipo al review tour de Il segreto della rosa. Ringrazio l’autrice per l’opportunità.

Trama

Nell’antico e austero maniero di Dunraven, Percy e Rose Douglas-Hamilton si godono la vita matrimoniale facendo scintillanti progetti per il futuro. Ma su quella felicità ottenuta a duro prezzo si abbatte un’oscura minaccia che toglie loro, letteralmente, la terra sotto i piedi. Una setta spietata è infatti decisa ad appropriarsi a ogni costo del rubino chiamato la Rosa di Satana, che si narra nascosto nelle segrete di Dunraven. Caduti in disgrazia e ridotti in povertà, riusciranno Percy e Rose a combattere contro queste forze avverse e a tener fede alla promessa più importante che si sono scambiati, amarsi sempre, “nella buona e nella cattiva sorte”?

E, soprattutto, il fido levriere Ursus avrà la pazienza di sopportare i loro battibecchi e questa situazione surreale?

Il segreto della rosa, sequel del Corvo e la Rosa ma allo stesso tempo autoconclusivo, coniuga passione e mistero in un crescendo di suspense, colpi di scena e ironia.

Marilynn St. Claire è da sempre appassionata di storia, viaggi e di tutto ciò che riguarda il mondo anglosassone, in particolare la Scozia. Da questi suoi interessi deriva la passione per i romance storici, che ama leggere e ultimamente anche scrivere. Il corvo e la rosa (2019), il suo romanzo d’esordio, ha avuto un successo inatteso, vendendo diverse migliaia di copie.

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Review party: “La lunga notte di Parigi” di Ruth Druart – ed. Garzanti

Buongiorno! Oggi partecipo al review party La lunga notte di Parigi. Ringrazio la casa editrice per l’opportunità.

Trama

È una lunga notte a Parigi. La città dorme quando si ode un sussurro gridato. Un sussurro che dice: addio. Potrebbe sembrare la fine di una storia, invece è solo l’inizio. Jean-Luc stringe tra le braccia il piccolo Sam, che la madre, con il dolore nel cuore, gli affida ancora neonato per salvarlo da un infausto destino. Siamo nel 1944 e Jean-Luc, che lavora per le ferrovie francesi, sa che i treni in partenza da Parigi hanno come unica destinazione i campi di sterminio tedeschi. Ha anche provato a sabotare alcuni convogli, ma senza successo. Per questo accetta di prendere con sé Sam: non ha potuto salvare altri bambini, salverà lui. Ma Jean-Luc sa che restare in città è troppo pericoloso. Il nemico è ovunque. Deve scappare dove esiste ancora una possibilità di essere liberi, quindi decide di partire con la moglie e il piccolo per l’America. Insieme costruiranno una famiglia. Perché così si sentono anno dopo anno. Fino a quando, un giorno, qualcuno bussa alla loro porta. I genitori di Sam sono sopravvissuti, lo hanno cercato senza sosta per anni e ora vogliono riabbracciarlo. Una madre e l’uomo che ha salvato suo figlio si trovano uno di fronte all’altra. Ma il confine tra giusto e sbagliato, tra legami di sangue e legami di affetto è labile come l’ultima luce che indora la Senna sul far della sera.
Un esordio venduto in 25 paesi che dalla stampa è stato definito un libro essenziale. Un romanzo che invita a non dimenticare gli orrori del nazismo, le scelte sofferte, le famiglie distrutte dalla guerra e dalla violenza degli uomini. Un romanzo che, all’ombra di una delle città più affascinanti al mondo, racconta un’atroce pagina della storia mondiale. Un romanzo che, dietro la magia di un affetto sincero, dà voce a una verità che cambia ogni cosa. Perché quando il mondo è capovolto, anche un gesto d’amore può avere conseguenze imprevedibili.

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Recensione: “Lo pseudonimo” di Juls Way – Words Edizioni

Buongiorno! Oggi vi parlo de Lo pseudonimo di Juls Way. Ringrazio la casa editrice per l’opportunità.

Trama

Londra, 1907

All’uscita del terzo libro di Mr Carl Montgomery, la città di Londra è in preda a una frenetica caccia all’autore, di cui nessuno conosce l’identità. Non è esente dal dibattito, suo malgrado, Mr Ezra Talbot, importante editorialista della rivista The Point, al quale viene proposto di scrivere un articolo che smascheri lo scrittore. Tra visite al museo, aste di quadri impressionisti, interviste, letture ad alta voce e rocamboleschi scambi di identità, Talbot si troverà invischiato in una intricata indagine, ricca di colpi di scena, in compagnia della sua bizzarra assistente, miss Frances Evans. Ma cosa succederà quando verrà rivelata la vera identità del misterioso Mr Carl Montgomery?

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Segnalazione: “Novità Leone editore” – Dickens, Cohen

Buongiorno! Oggi vi mostro le ultime uscite della Leone editore. Da leccarsi i baffi!

La casa dei fantasmi di Charles Dickens


Cortoromanzo classico
Testo originale a fronte


La casa era mal posizionata, mal costruita, mal progettata e male ammobiliata. Era umida, non esente da putrefazione secca; lì dentro c’era puzza di ratti e il luogo era scoraggiante vittima di quell’indescrivibile decadimento comune a tutte le opere delle mani umane quando non vengono sfruttate.


Nel mezzo della campagna inglese vi è una casa infestata dai fantasmi. Gli abitanti del vicino villaggio se ne tengono ben lontani, ma John, il protagonista di questo dittico di racconti, decide di stabilirvisi. Non lo scoraggiano i campanelli che suonano da soli nel cuore della notte, i pianti e gli svenimenti delle domestiche o l’aspetto peculiare dei suoi vicini. Finché una mattina non si sveglia affianco allo scheletro di Mastro B., uno dei precedenti abitanti della casa…

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Review party: “Un matrimonio inglese” di Frances Hodgson Burnett – ed. Astoria

Buongiorno! Oggi partecipo al review party di Un matrimonio inglese di Frances Hodgson Burnett. Ringrazio la casa editrice per l’opportunità.

Trama

Primi anni del Novecento. Uno degli scambi più frequenti tra le due sponde dell’Atlantico è quello tra titoli nobiliari e grandi patrimoni. Sir Nigel Anstruthers, un nobiluomo inglese ridotto in miseria, si reca a New York in cerca di ricchezza e incontra Rosalie Vanderpoel, diciannovenne ingenua, figlia di uno dei più grandi miliardari americani. Abile nel convincere tutti che si tratta di un matrimonio d’amore, sir Nigel si rivela ben presto un uomo spregevole. Ma la coppia a quel punto è tornata in Inghilterra, Rosalie è obbligata a interrompere i rapporti con la famiglia e di fatto scompare. Passano dieci anni. Bettina Vanderpoel, una bambina ai tempi del matrimonio della sorella e l’unica ad aver nutrito un’immediata antipatia per il cognato, è cresciuta trasformandosi in una giovane donna indimenticabile, che coniuga garbo e determinazione, rispetto delle regole sociali ma anche capacità di sovvertirle qualora si rivelino ingiuste. Decide di partire per l’Inghilterra per scoprire cosa ne è stato di Rosalie, iniziando in tal modo un viaggio che si rivelerà pieno di drammi e avventure e che le porterà una nuova conoscenza di sé.

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Review party: “Del primo amore” di Manuel Sgarella – ODE edizioni

Buongiorno! Oggi partecipo al review party del romanzo Del primo amore di Manuel Sgarella. Ringrazio la casa editrice per l’opportunità.

Trama

L’amore fra Giuditta e Vincenzo è un sentimenti puro che resiste negli anni duri delle lotte per la conquista della libertà. In un’Europa post napoleonica, i due protagonisti vivono le medesime passioni di spirito che accenderanno il Romanticismo. È in questo sfondo storico che emerge, intensa e contrastata, la storia fra la cantante Giuditta Pasta e il compositore Vincenzo Bellini. Un amore intenso, ingabbiato, impossibile.


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Review party: “Cinque sorelle” di Cinzia Giorgio – ed. Newton & Compton

Buongiorno e buona pasquetta! Oggi partecipo al review party del romanzo Cinque sorelle di Cinzia Giorgio. Ringrazio la casa editrice per l’opportunità.

Trama

La saga della famiglia Fendi

Quando Maddalena Splendori entra per la prima volta nella boutique della famiglia Fendi, in via Piave, Adele Casagrande Fendi la riconosce subito.

Maddalena è una donna nota alle cronache per uno scandalo di cui è stata protagonista prima del matrimonio. Sin dal primo scambio di parole, però, le due donne sentono che qualcosa le lega: è lo spirito anticonformista e passionale che le anima entrambe. Quello spirito che ha consentito a Maddalena di emanciparsi dalla miseria in cui è nata e frequentare ora i salotti buoni di Roma, di ospitare in casa sua scrittori dell’importanza di Luigi Pirandello. Lo stesso spirito che ha spinto Adele Fendi, nella Roma degli anni Venti, ad aprire un negozio di moda insieme al marito, realizzando il suo sogno e diventando una stimata e affermata imprenditrice. Ben presto, infatti, grazie alla sua determinazione, le raffinate pellicce e gli accessori in pelle con il marchio Fendi diventano famosi anche all’estero, nonostante il conflitto mondiale. È solo l’inizio di un successo inarrestabile: l’amore per la produzione artigianale e per la tradizione, unito alla capacità visionaria, si trasmetterà dalla madre alle cinque incredibili figlie. Con loro e grazie al duraturo sodalizio con Karl Lagerfeld, il marchio diventerà una vera e propria icona del lusso internazionale. Tra le pagine di questo romanzo rivive la storia di un’amicizia così profonda da legare più generazioni, insieme a quella di una famiglia il cui nome è in grado di evocare eleganza e bellezza.

Un viaggio nel mondo della moda

La nascita della maison Fendi

La storia di un’amicizia profonda e duratura

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Review party: “Di luce propria” di Raffaella Romagnolo – ed. Mondadori

Buongiorno! Oggi partecipo al review party del romanzo Di luce propria di Raffaella Romagnolo. Ringrazio la casa editrice per l’opportunità.

Trama

«Me. Scegli me.» In fila con gli altri, Antonio Casagrande sa che la sua preghiera muta non troverà ascolto. Scelgono sempre qualcun altro. È stato così per gli undici anni che ha trascorso al Pammatone, l’orfanotrofio genovese che lo ha accolto appena venuto al mondo, il 13 giugno 1855. E non c’è dubbio che sia per quella pupilla color perla. Chi vorrebbe un bambino difettoso? Invece un bel giorno succede. «Lui» indica l’omone grondante di pioggia che gli sta davanti. Gli serve un apprendista, poche storie. Nella bottega di Alessandro Pavia, Antonio impara quel che gli servirà a stare al mondo: la magia dell’alfabeto, la passionaccia per la politica, l’amore per la giustizia e soprattutto la nuovissima arte della fotografia. Misture alchemiche, carta albuminata e la luce, la cosa più importante. Il resto glielo spiega madama Carmen, tenutaria di bordello con il cuore spezzato e un gran talento per gli affari. Sono tempi decisivi, quelli, e anche Pavia ha una missione: la folle, visionaria impresa di ritrarre uno per uno i Mille che con Garibaldi fecero l’Italia. A Borgo di Dentro, un pugno di case sulle colline piemontesi, ne ha scovati addirittura quattro. Proprio lì, in un giorno di festa, Antonio scopre il suo potere: liberato dalla benda, potenziato dall’obiettivo della macchina fotografica, l’occhio cieco vede ciò che nessuno può vedere, il destino, l’ineluttabile. È un dono, forse. Secondo Antonio, una maledizione. Sullo sfondo, l’Italia è appena nata e l’orfano del Pammatone si fa uomo attraversando i momenti che trasformano un paese straccione e inconsapevole in una nazione. In mezzo a una folla in rivolta per il pane, Caterina, libera e coraggiosa, lo prende per mano e lo aiuta a capire, mentre le sue visioni si fanno sempre più caotiche e terribili. L’occhio cieco nel mirino, Antonio vede ciò che nessuno vorrebbe vedere, il fango delle trincee nello sguardo dei giovani che inneggiano alla guerra, la fine di chi amiamo. Feroce e implacabile, la morte non smette di sfidarlo. Finché Antonio Casagrande raccoglie la sfida. Raffaella Romagnolo ci regala un romanzo civile e intimo al tempo stesso, che assorbe tutti i colori del mondo e ne restituisce la luce.

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Review party: “Il resto non conta” di François Garde – ed. Corbaccio

Buongiorno! Oggi partecipo al review party de Il resto non conta di François Garde . Ringrazio la casa editrice per l’opportunità.

Trama

Nel 1815 Murat tenta di riconquistare il trono di Napoli che ha perso dopo sei anni di regno. L’ascesa irresistibile di questo figlio di un locandiere del Quercy, diventato generale della Rivoluzione e in seguito maresciallo dell’Impero, non ha conosciuto fino a questo momento alcun limite se non la volontà di Napoleone. Ma il destino di colui che Carolina Bonaparte, sorella dell’imperatore, aveva scelto di sposare, si interrompe brutalmente. Catturato, gettato in prigione, viene fucilato il 13 ottobre 1815. Dalla cella in cui trascorre l’ultima settimana di vita, nel castello che oggi si chiama Castello Murat a Pizzo Calabro, François Garde ricostruisce con una serie di flash back l’ascesa irresistibile e la vita avventurosa di un uomo che ha legato a filo doppio le sue sorti a quelle di Napoleone, e racconta al contempo un periodo decisivo per la storia italiana.

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Review party: “Italiana” di Giuseppe Catozzella – ed. Mondadori

Buongiorno! Oggi partecipo al review party de L’Italiana di Giuseppe Catozzella. Ringrazio la Mondadori per l’opportunità.

Trama

Italiana. Una donna italiana. Maria Oliverio, altrimenti conosciuta come Ciccilla, nasce a Casole, nella Sila calabrese, da famiglia poverissima. Dalle strade del paese si sale sulla montagna che è selvaggia, a volte oscura, a volte generosa come una madre. Quelle strade, quei sentieri li imbocca ragazzina quando la sorella maggiore Teresa, tornata a vivere in famiglia, le toglie il letto e il tetto. E quelli sono i sentieri che Maria prende per combattere al fianco di Pietro, brigante e ribelle, diventando presto la prima e unica donna a guidare una banda contro la ferocia dell’esercito regio. Se da una parte Teresa trama contro di lei una incomprensibile tela di odio, dall’altra Pietro la guida dentro l’amore senza risparmiarle la violenza che talora ai maschi piace incidere sul corpo delle donne. Ciccilla passa la giovinezza nei boschi, apprende la grammatica della libertà, legge la natura, impara a conoscere la montagna, a distinguere il giusto dall’ingiusto, e non teme di battersi, sia quando sono in gioco i sentimenti, sia quando è in gioco l’orizzonte ben più ampio di una nuova umanità. Il volo del nibbio, la muta complicità di una lupa, la maestà ferita di un larice, tutto le insegna che si può ricominciare ogni volta daccapo, per conquistarsi un futuro come donna, come rivoluzionaria, come italiana di una nazione che ancora non esiste ma che forse sta nascendo con lei. Giuseppe Catozzella ricostruisce le vicende di Maria Oliverio in un romanzo vivo, mescola documenti e leggenda, rovescia la sua immaginazione nella nostra, disegna dramma famigliare e dramma storico ed evoca l’epica grandezza di una guerra quasi ignorata, una guerra civile combattuta in un mulinare di passione, sangue e speranza, come nella tradizione dei poemi cavallereschi, del melodramma e del cinema americano.

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